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Château Pétrus, bene le magnum

Aumento di valore medio del 4,53% per le 13 bottiglie andate in asta. Quotazioni di doppia magnum e imperial crollate del 33%

di Cesare Pillon
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Château Pétrus, bene le magnum

L’analisi dei prezzi spuntati alle aste del 2020 dai grandi rossi di Bordeaux è cominciata su queste pagine quattro mesi fa con la scoperta che le quotazioni delle annate d’antan di Château Pétrus, travolte nel 2019 dall’ondata del ribasso che da un paio d’anni affliggeva l’intero comparto bordolese, avevano ricominciato a volare. E poiché nelle settimane successive si è constatato che la pandemia da Covid-19 ha messo fine al ribassismo indiscriminato ma senza rinunciare, caso per caso, a ribassare le quotazioni quando appaiono ancor oggi eccessive, è sembrato opportuno cominciare da questa settimana a mettere a confronto anche i prezzi dei formati speciali di questi mostri sacri bordolesi, cioè i prezzi attuali, del 2020/21, con quelli del 2019, per scoprire se il corona virus ha cambiato, e in quale misura, anche la valutazione di mezze bottiglie, magnum, doppie magnum, jerobam e imperial. Inevitabile cominciare con il numero uno, il più raro e più caro dei grandi rossi di Bordeaux, Château Pétrus. I suoi prezzi ante e post pandemia confrontabili non sono molti: si riferiscono a 13 magnum, una doppia magnum e un’imperial e complessivamente sono saliti da 128.479 a 134.294 euro. Una piccola crescita (del 4,53%) che ha generato un consistente guadagno (5.815 euro) ma che è frutto di una sorprendente contraddizione: mentre le quotazioni delle 13 magnum sono aumentate dell’11%, quelle della doppia magnum e dell’imperial sono crollate del 33%.(riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 115 pag. 80 del 12/06/2021
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