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Food&Wine

Château Margaux sconta gli eccessi

Prezzi in calo per i grandi formati dopo i record dell’asta del 2015

di Cesare Pillon
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Château Margaux sconta gli eccessi

Nei confronti delle bottiglie di grande formato dei più prestigiosi rossi di Bordeaux, il clima del 2018 alle aste sembra orientato al ridimensionamento dei prezzi, ma con una accentuazione nettamente ribassista verso Château Margaux: le sue magnum, doppie magnum e imperial quotate sia nel 2017 che quest’anno hanno registrato complessivamente otto diminuzioni di prezzo contro sette aumenti. Il loro valore, che l’anno scorso era di 37.822 euro, è sceso a 33.589: ne hanno persi per strada 4.233, cioè l’11% abbondante. A rimetterci di meno, per essere precisi, sono state magnum (un litro e mezzo) e doppie magnum (tre litri), con un calo di circa il 10,50%. Ad accentuarlo sono state le bottiglie imperial (sei litri), il cui valore è complessivamente diminuito quasi del 13%.

Perché il venticello ribassista ha preso di mira proprio Margaux? Perché è stata la sua mitica patronne, Corinne Mentzelopulos, a sconvolgere nel 2015 le quotazioni del premier cru con un anomalo balzo all’asta battuta da Sotheby’s a New York il 17 ottobre: era stata lei che aveva fortemente voluto quella vendita all’incanto di bottiglie gelosamente conservate nelle cantine dello Château, e l’aveva organizzata in modo che fosse la più grande di questi anni per dare uno scossone al mercato. Lo scossone le era riuscito, con smisurati aumenti di prezzo (fino al 137%) ma, com’era prevedibile, lo sta scontando da tre anni con i prezzi in altalena. Un’altalena che non risparmia neppure le bottiglie di taglia XL. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 227 pag. 74 del 17/11/2018
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