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Château Margaux, delusione attesa

Diminuzione media del 15% alle aste per le annate dal 1929 al 1990. Solo 6 prezzi aumentati su 20, ben 13 le diminuzioni

di Cesare Pillon
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Château Margaux, delusione attesa

Le 17 annate di Château Margaux che vanno dal 1929 al 1990, i cui prezzi spuntati alle aste del primo semestre 2019 compaiono nella tabella di questa settimana, sono in realtà soltanto le più significative delle 20 per le quali è possibile il confronto con le quotazioni ottenute l’anno precedente. Il confronto è deludente: complessivamente sono solo sei i prezzi aumentati, uno è rimasto pressoché invariato e ben 13 quelli diminuiti, il che significa una decurtazione di 2.224 euro al valore che avevano le 20 bottiglie nel 2018, cioè 14.669 euro. La perdita, per chi le avesse tutte in cantina, è di oltre il 15%.

Tuttavia gli investitori temevano di peggio. Per dare uno scossone al mercato, il 17 ottobre 2015 la patronne di Margaux, Corinne Mentzelopulos, aveva messo all’incanto a New York, attraverso Sotheby’s, le bottiglie senior gelosamente conservate nelle cantine dello Château, con enorme successo: i loro prezzi avevano fatto complessivamente un balzo di quasi l’83%. Il ridimensionamento di queste quotazioni, legate a un’irripetibile offerta, era inevitabile, ma alle aste del 2016 il calo fu soltanto del 29% e generò quindi la convinzione che il ribasso sarebbe continuato per altri due anni. Con sorpresa generale, invece di diminuire, i prezzi delle bottiglie d’antan sono risaliti sia nel 2017 (del 19%) che nel 2018 (del 16%). Ecco perché, con un mercato in cui il vento del ribasso sta soffiando proprio sui premiers crus bordolesi, il passo indietro di quest’anno era più che annunciato, era atteso. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 162 pag. 42 del 17/08/2019
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