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Food&Wine

Château Latour, crollano le magnum

Le 14 bottiglie andate in asta hanno perso il 22%, l’unica imperial il 43%. Complessivamente il bilancio è negativo per quasi il 30%

di Cesare Pillon
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Château Latour, crollano le magnum

Mentre le bottiglie in formato speciale di Château Lafite-Rothschild sono le sole, nel panorama dei grandi rossi bordolesi, ad aver beneficiato complessivamente alle aste di quest’anno di un aumento seppur lieve di valore, come s’è visto nella precedente puntata di questa rubrica, quelle di Château Latour, come la tabella qui accanto fa subito intuire, hanno perso valore forse più di tutti gli altri premier cru. Il confronto dei prezzi spuntati quest’anno con quelli dell’anno scorso, possibile solo per 14 annate di magnum, due di doppie magnum e una di imperial, dà già da pensare. Questa scarsità di risultati vuol dire infatti che l’ondata di ribassi che si è verificata (12 quotazioni in calo su 17) non era inaspettata e perciò chi aveva bottiglie extra-large di Latour da vendere e poteva permetterselo ha preferito aspettare tempi migliori.

I risultati più significativi sono ovviamente quelli delle 14 bottiglie magnum (solo 12 in tabella, per motivi di spazio), i cui prezzi sono arretrati complessivamente più del 22% rispetto al 2018. Molto meglio è andata alle due doppie magnum, grazie al fatto che una di esse è rincarata: insieme, hanno perso poco meno del 4%. Disastrosa invece la performance dell’unica imperial, la cui quotazione è crollata di quasi il 43%. Complessivamente, perciò, i 17 formati speciali di Château Latour valgono adesso quasi il 30% in meno dell’anno scorso, il che significa che le aste del 2019 hanno bruciato 13.522 euro dei 45.612 che erano il loro valore l’anno scorso. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 232 pag. 76 del 23/11/2019
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