Château Latour, benino i giovani
Complessivamente per tutte le 57 annate la rivalutazione è stata del 47%. Apprezzamento dell’1,93% per i millesimi dal 1995 al 2010
La prima domanda che viene in mente, dopo aver visto nella precedente puntata che alle aste del 2020 le annate di Château Latour fra il 1945 e il 1975 hanno quasi raddoppiato il loro valore, è questa: è andata allo stesso modo anche agli altri millesimi? La risposta è no, non è andata esattamente nello stesso modo: complessivamente, infatti, le quotazioni di tutte le 57 annate di Latour per le quali è possibile il confronto tra il 2019 e il 2020 sono aumentate di valore sì, ma solo del 47% (si fa per dire) anziché del 97%. È un risultato estremamente positivo per coloro che su questa etichetta hanno puntato il loro denaro, soprattutto perché sembrerebbe segnare la fine dell’ondata ribassista che da un paio d’anni assottigliava i prezzi dei grandi rossi bordolesi (spesso, per la verità, effettivamente gonfiati dalla speculazione), ma se l’aumento generale è la metà di quello del trentennio postbellico vuol dire che molte annate di Latour o non sono aumentate affatto o sono addirittura diminuite di prezzo.
Ecco perché questa settimana si è concentrata l’attenzione sulle 16 bottiglie più trattate alle aste perché interessano ai ristoratori e agli enotecari oltre che agli investitori: quelle dei millesimi più recenti, dal 1995 al 2010. Si è scoperto così che solo sei hanno registrato un aumento mentre nove accusano un calo, ma crescite e decrementi sono tutti di piccola entità, tant’è che tutte assieme valgono adesso 194,16 euro in più perché hanno messo a segno un microscopico aumento dell’1,93%. (riproduzione riservata)
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