Château Haut-Brion, crollano i senior
Diminuzione di valore del 36% per le 19 vendemmie dal 1945 al 1990. Alle aste 11 millesimi hanno registrato cali, solo 8 gli aumenti
Undici diminuzioni di prezzo contro otto aumenti rispetto all’anno scorso: sono questi i risultati ottenuti alle aste del primi sette mesi del 2019 dalle bottiglie di Château Haut-Brion delle vendemmie che vanno dal 1945 al 1990 per le quali questo confronto è possibile. Il bilancio riguarda 19 millesimi (in tabella i 17 più significativi) ed è in realtà assai più negativo di quanto faccia presumere la lieve prevalenza dei cali sui rincari: questi ultimi sono di minima entità, mentre i primi in qualche caso rasentano il tracollo. Complessivamente, infatti, la perdita è piuttosto rilevante: 8.155 euro su un investimento che nel 2018 era di 22.391, il che significa una diminuzione di valore del 36,42%. È il terzo anno consecutivo che le quotazioni delle annate senior di Haut Brion subiscono una decurtazione.
Curiosamente, però, questi tre anni di perdite erano stati preceduti da un biennio di aumenti. Il continuo saliscendi delle quotazioni di questo premier cru bordolese è stato messo in moto nel 2013 da un’asta in cui erano state messe all’incanto bottiglie provenienti direttamente dalle cantine dello Château. Scopo di questa operazione, praticata negli scorsi anni da tutti i premier crus bordolesi, è evidente: offrendo bottiglie di autenticità garantita e stato di conservazione ottimale nel mercato delle bottiglie d’antiquariato, che teme gli vengano propinati vini contraffatti, si fanno volare i prezzi. Sono prezzi che negli anni successivi crolleranno, ma aumenti e cali clamorosi delle quotazioni tengono desta l’attenzione degli investitori, ed è questo che conta. (riproduzione riservata)
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