Chateau d’Yquem paga i rialzi degli ultimi anni
Le quotazioni delle annate fra i 1945 e il 1962 hanno perso il 20% rispetto al 2021. I prezzi del più famoso dei Sauterners erano saliti troppo durante la pandemia
Dopo la breve parentesi della settimana scorsa, dedicata eccezionalmente a un’asta con una sola presenza, quella del Masseto, torniamo a Chateau d’Yquem, che 15 giorni fa aveva consentito a questa rubrica di realizzare per la prima volta una puntata con protagoniste eccezionali: bottiglie con più di 100 anni d’età. Il ritorno al più famoso dei Sauterners avviene analizzando i prezzi che ha spuntato nel periodo postbellico del secondo conflitto mondiale, uno dei preferiti dagli investitori. Il bilancio però è tutt’altro che entusiasmante: complessivamente le attuali quotazioni delle annate fra i 1945 e il 1962 di Chateau d’Yquem sono inferiori di un abbondante 20% rispetto a quelle del 2021. Allora costavano 30.331 euro, oggi si possono avere con 24.238 e la differenza di 6.093 è piuttosto consistente.
Tuttavia un arretramento delle quotazioni c’era da aspettarselo: nei drammatici mesi in cui la pandemia da Covid-19 aveva costretto tutti a chiudersi in casa, Yquem era stato il primo a beneficiare dell’inversione di rotta che stava mettendo fine alla tendenza ribassista accanitasi nei confronti dei vini bordolesi nei due anni precedenti. Ma mentre gli altri Châteaux erano riusciti a ridurre le perdite che avevano corroso le loro quotazioni, Yquem aveva già ottenuto prezzi più elevati che nel 2019. Evidentemente ha finito per fruire un po’ troppo, con le sue quotazioni, di questo favore, e perciò è adesso il primo ad avvertire che la situazione è cambiata e a pagare il prezzo delle preoccupazioni che minano il futuro. (riproduzione riservata)
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