Château d’Yquem, la longevità paga
Quotazioni medie in rialzo alle aste per i millesimi dal 1874 al 1983
Alla ribalta sono le vendemmie più antiche del vino bianco dolce più prestigioso del mondo, Château d’Yquem. Ma, a giudicare dai dati riportati in tabella, il 2018 non sembra essere un anno particolarmente fortunato per questo premier cru del Bordolese, l’unico che nel 1855 fu qualificato superieur: i millesimi che vanno dal 1874 al 1983 le cui quotazioni odierne sono confrontabili con quelle dell’anno scorso sono 16, ma alle aste soltanto sei di essi hanno ottenuto un aumento di prezzo, mentre gli altri dieci accusano una diminuzione. E tuttavia, facendo i conti, si scopre che le 16 bottiglie, che nel 2017 valevano complessivamente 29.225 euro, oggi sono quotate 33.455, cioè 4.230 euro, quasi il 14,5% in più. Com’è possibile?
Per comprenderlo basta dare un’occhiata alla tabella: il 7 giugno scorso, a Londra, c’è stato qualcuno che per aggiudicarsi una bottiglia di 144 anni fa ha sborsato più di 9.500 euro: lo ha fatto perché Château d’Yquem è un vino praticamente eterno. Perché invece il 19 maggio, a New York, una bottiglia del 1949 è stata pagata il 124% in più dell’anno prima? Perché proveniva dalla cantina di un famoso collezionista, Jerry Perenchio, ed erano quindi di autenticità garantita. Caratteristica che aveva spinto gli investitori, terrorizzati dal rischio di vedersi rifilare bottiglie contraffatte, a disputarsele a suon di rilanci. Sono stati questi fenomeni a neutralizzare l’ondata ribassista che ha fatto flettere le quotazioni di dieci annate su 16. (riproduzione riservata)
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