Château d’Yquem, bene le mezze
Tra i formati speciali in aumento (+14,5%) anche le magnum. Il crollo del valore delle imperial porta però in negativo il bilancio
Del tutto inatteso, in un anno contrassegnato dal ribasso delle quotazioni per tutti i vini rossi targati Bordeaux, il compatto rialzo dei prezzi ottenuto alle aste dai formati speciali più gettonati di Château d’Yquem, che sarà pure un bianco dolce ma nasce anche lui nel Bordolese, dov’è anzi l’unico classificato come premier cru superieur. Ma non è l’unica sorpresa fornita quest’anno dal più famoso dei Sauternes alle aste: altrettanto inattesa, infatti, è la clamorosa dicotomia tra gli aumenti che hanno premiato mezze bottiglie e magnum e il crollo vertiginoso che hanno subito invece le quotazioni delle imperial. Scendendo nel dettaglio, il confronto tra le quotazioni del 2019 con quelle del 2018 risulta possibile per le mezze bottiglie di nove millesimi: sette in crescita, solo due in calo, complessivamente hanno guadagnato il 15,6%.
Risultato importante, perché le mezze bottiglie di Château d’Yquem sono le preferite, soprattutto nei ristoranti, per il semplice motivo che accompagnano quasi sempre un solo piatto, il dessert. Poco meno, del 14,5%, è salita la valutazione delle magnum di tre annate, tutte aggiudicate con segno positivo. Il surplus messo insieme da questi due aumenti è però soltanto di 426,70 euro, troppo poco per neutralizzare il 40% perduto dalle tre imperial, che contenendo sei litri di vino sono ovviamente le più costose. È infatti proprio il loro ammanco di 3.005 euro che ha fatto crollare di oltre il 27% il valore complessivo dei 15 formati speciali di Yquem. (riproduzione riservata)
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