Château Ausone perde il 24%
Il forte calo dei prezzi alle aste ha interessato i millesimi più costosi
Non è sicuramente un’annata felice, questa, per Château Ausone: delle sue 21 annate quotate anche alle aste del 2017 soltanto sette sono cresciute di valore, due sono rimaste pressappoco allo stesso livello dell’anno scorso mentre sono 12 a lamentare un calo di prezzo. I 17 casi più significativi, che compaiono in tabella, testimoniano che le perdite più consistenti non hanno colpito i millesimi più antichi o quelli più recenti ma i più costosi, a cominciare dal 1961, che s’è visto più che dimezzare la quotazione. Sta di fatto che complessivamente le 21 bottiglie, che l’anno scorso erano pagate 12.345,51 euro, oggi si possono comprare con 9,332,86. E la differenza di 3.012,65 euro vuol dire che hanno subìto una perdita del 24,4%, quasi un quarto cioè del loro valore di un anno fa.
Il caso è particolarmente significativo perché non si erano mai viste finora, per Château Ausone, variazioni di prezzo così vistose. Questo Saint-Emilion, a cui è stata riconosciuta nel 1969 la classificazione di premier cru di categoria A, è prodotto in quantità talmente esigua (meno di 30 mila bottiglie all’anno) da comparire con estrema parsimonia alle aste, dove non ha mai messo in vendita bottiglie storiche conservate nelle sue cantine. Ecco perché i suoi prezzi non si erano mai gonfiati né sgonfiati. Ma nonostante le sue quotazioni non fossero memorabili, il popolo delle aste era evidentemente convinto che qualche annata fosse sopravvalutata e quest’anno s’è rifiutato di pagarla più del dovuto. (riproduzione riservata)
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