Château Ausone, bene le magum
Lo shock provocato dalla pandemia sembra aver messo fine all'ondata ribassista
La prima cosa che si nota, nella tabella di questa settimana, è che per Château Ausone il confronto tra le quotazioni spuntate alle aste dai formati speciali nel 2020-21 con quelle ottenute nel 2019 è possibile soltanto per sei bottiglie: tre magnum, una doppia magnum e due imperial. Il motivo è molto semplice: questo Château ha una produzione talmente esigua che alle vendite all'incanto è centellinata perfino la partecipazione delle bottiglie normali. Ma da una tabella così sintetica quali informazioni si possono ricavare? Con risultati tanto scarsi non si possono certo trarre indicazioni valide per doppie magnum e per imperial, ma le tre quotazioni tutte aumentate registrate dalle magnum indicano una tendenza al rialzo rafforzata dal fatto che sul complesso delle sei bottiglie solo una si è vista ribassare il prezzo. Anche Ausone sembra quindi confermare che lo shock provocato dalla pandemia da Covid-19 ha messo fine all'ondata ribassista che da un paio d'anni si accaniva contro i premier cru bordolesi. A proposito di premier cru, vale la pena di segnalare che Ausone, come Cheval Blanc, ha smesso di stampare questa classificazione in etichetta. Come mai? Non l'aveva ottenuta nel 1855 perché i Saint-Émilion erano stati allora ignorati, ma un secolo dopo, nel 1955: l'Inao (Institut national de l'origine) lo aveva nominato Grand Cru classé A. Però dal 2010 l'Inao ha cambiato i criteri di giudizio e su questa base, che pare metta in secondo piano la qualità, nel 2012 ha concesso la Classe A anche a Château Angelus e a Château Pavie. (riproduzione riservata)
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