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Charles Leclerc: 7 cose da sapere sul grande pilota di Formula 1

Nato a Monte Carlo, Leclerc è cresciuto guardando la Formula 1 con un gelato. Ora il pilota Ferrari ha trasformato la sua dolce passione in business, con un gruppo di amici

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Cresciuto a Monte Carlo, da bambino Charles Leclerc guardava i Gran Premi mangiando un gelato, era il suo momento perfetto. Ora quelle passioni si sono trasformate in lavoro. Entrambe. A 26 anni, il pilota della Ferrari quest’anno ha trionfato in casa nel GP monegasco, il circuito per eccellenza della Formula 1, ammantato di un alone di fascino tanto quanto quello di Monza, ribattezzato per l’occasione Monte Charles.

Charles Leclerc: 7 cose da sapere sul grande pilota di Formula 1

Poco prima Leclerc aveva tagliato un altro traguardo lanciando la linea di gelati LEC, che mette d’accordo forma fisica e peccati di gola, azzerando i sensi di colpa, grazie al ridotto contenuto calorico: almeno il 30% della media (circa 150 calorie per 100 grammi). L’attenzione all’alimentazione e all’allenamento per i piloti è una disciplina quotidiana, ma l’idea sarebbe rimasta tale se non ne avesse parlato a pranzo con Federico Grom, artefice della rinascita del gelato artigianale con il socio Guido Martinetti (la loro celebre catena è stata poi ceduta a Unilever con accordo milionario). I due hanno fornito l’hardware alla società di cui fa parte il suo procutarore, Nicolas Todt, figlio dell’ex presidente FIA Jean, e agente delle star dello sport.

Il nome è onomatopeico ma, a parte richiamare il gesto del mangiare un cono gelato, è un omaggio alle corse di una volta quando i tempi di gara venivano riportati con le prime tre iniziali del cognome del pilota, come ha raccontato Leclerc, all’anteprima milanese, fermandosi per qualche digressione sulle sue passioni con Gentleman. Prima di concedersi, sempre sorridente e affabile, alle centinaia di fan adoranti che, da ore in sua attesa, avevano pacificamente invaso tutta via Solferino.

Charles Leclerc, al centro con i soci del gelato LEC, da sinistra, Nicolas Todt, Guido Martinetti e Federico Grom.
Charles Leclerc, al centro con i soci del gelato LEC, da sinistra, Nicolas Todt, Guido Martinetti e Federico Grom.

1. Il gelato

Gusto vaniglia e rigorosamente in coppetta. È la mia passione fin da quando, da bambino, vedevo il Gran Premio con un gelato. Ora che la Formula 1 è la mia vita, posso concedermene di meno, come con la pizza, perché per un pilota il controllo del peso è essenziale. Così, ne mangio ancora, ma mi trattengo. Da qui l’idea di un gelato di qualità ma con pochi grassi, zuccheri e calorie.

2. Kimi Räikkönen

Se penso a un pilota che è stato un punto di riferimento direi Kimi. È stato quello che guardavo da piccolo quando sognavo di guidare un giorno in Formula 1. Mi piaceva la sua semplicità, non c’erano filtri, si mostrava per quello che era e questo mi affascinava. Ne ho avuto conferma poi, quando ci siamo incrociati, mentre ancora gareggiava.

3. La gente

Ho sempre amato fare nuove conoscenze, in diversi ambienti e contesti, perché credo che apra tanto la mente. Passare il tempo con le persone che mi sono più care e più vicine mi piace tanto ed è una cosa importante soprattutto in questo momento della mia vita in cui è sempre più difficile distinguere tra chi mi vuole veramente bene e chi, invece, mi sta accanto soltanto per interesse. Ma mi piace passare il tempo in buona compagnia.

4. Leo 

È il mio primo cane. In famiglia ne abbiamo avuti tre, ma Leo è il primo di cui ho io la piena responsabilità. È il fratello del cane che aveva preso un amico, mancava solo lui della cucciolata a trovare una sistemazione. E così con la mia ragazza abbiamo deciso di fare questo passo e ne sono più che contento!

5. Viaggiare

Lo faccio tanto per lavoro, ma mi diverte anche molto. I luoghi che più mi piacciono lontano da casa sono Canada, Messico, Australia e l’Italia che ha, da sempre, un posto speciale nel mio cuore: ho sempre amato le persone, il cibo e la semplicità della vita che mi piace tantissimo. Questa è la mia top quattro, ma naturalmente non in quest’ordine preciso.

6. Monaco

È il posto che considero casa. È dove sono nato e cresciuto, è qui che c’è tutta la mia famiglia e i miei amici ed è dove passo tutto il tempo in cui non lavoro, per rilassarmi e magari fare una maratona di film, rivedendo Una notte da leoni o Harry Potter, due serie che mi piace sempre rivedere.

7. I gioielli

Non ho un portafortuna, non sono scaramantico e non ho riti particolari, ho sempre cercato di evitarlo perché credo che possa arrivare a condizionarti. Ma ho sempre avuto la passione dei gioielli che mi piace abbinare all’orologio, come questi bracciali tennis di vari colori che indosso spesso. Mi piacciono la moda, l’architettura, il design, la creatività e mi diverte trovare accessori che vanno d’accordo con il mio abbigliamento e come mi sento in quel giorno. In più, sono di un marchio di Monaco, APM, e questo mi rende particolarmente fiero di indossarli.

(Riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 20/01/2025 13:06
Ultimo aggiornamento: 07/02/2025 12:15
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