Champagne i magnifici 7 da regalare per brindisi speciali
L’Italia ama soprattutto millesimati e cuvée de prestige, ecco allora una selezione di quelle presentate dalle grandi maison per le feste
Ogni anno in Champagne si producono poco meno di 300 milioni di bottiglie, molte per uso domestico, ma la maggior parte è diretto fuori Francia (56,5 %). Dove? Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Germania, Italia, Belgio, Australia, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti. Queste le prime dieci destinazioni per volume nel 2025, secondo i dati sempre aggiornati del Comité Champagne.

La top ten rimane invariata anche se si guardano i numeri a valore, con un’unica significante differenza: in questo caso la Germania è superata dall’Italia. La conferma di un paese che ama la Champagne ed è appassionato soprattutto delle cuvée de prestige delle grandi maison. Lo dimostra Champagne Experience l'evento nato otto anni fa a Modena, ma trasferito quest’ottobre a Bologna, per venire incontro alle richieste di visitatori ed espositori. Nell’edizione del 2025 la manifestazione organizzata da Excellence, Società Italiana Distributori e Importatori, ha riunito importatori, grandi maison e piccoli vigneron, in tutto 170 maison con 900 etichette da degustare. Ecco sette cuvée per brindisi davvero speciali.
Bollinger - La Grande Année 2015
Mai come per La Grande Année 2015 il nome che la maison Bollinger riserva alle sue cuvée speciali è più azzeccato. Si è trattato davvero più un’ottima annata, una delle ultime con il clima classico della Champagne, una vedemmia d’altri tempi. Il risultato è uno Champagne maturo e gourmet da apprezzare soprattutto con abbinamenti come foie gras in padella con mele caramellate. Petto d’anatra arrosto con salsa di lamponi e mirtilli rossi. Formaggio Cantal. Crema al cioccolato lamponi e anice.

La Grande Année 2015 riporta il Royal Warrant, onore riservato ai prodotti d’eccellenza scelti dalla corona inglese. Un rapporto privilegiato di cui la maison si può vantare fin dal 1884 e rinnovato nel 2024 da Carlo III, non a caso si tratta dello champagne preferito da 007. Come tutte le etichette dello Champagne Bollinger è distribuita in esclusiva per l’Italia dal gruppo Meregalli.
Deutz - Amour de Deutz
Una dichiarazione d’amore allo Chardonnay e alla Champagne in tutta la sua floreale consistenza, non uno svolazzo, ma una fresca ramificazione di solida vinosità, questo è Amour de Deutz, la cuvée speciale della maison di Aÿ che prende il nome dalla graziosa statuetta di Cupido che accoglie gli ospiti nel cortile della maison fondata nel 1838 da due mercanti di vino d’origine tedesca. Ma come, si dirà, un Blanc des Blancs 100% Chardonnay in una zona vocata al Pinot noir? Ebbene sì, perché l’amore è si sa rivoluzionario e «il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce», per dirla alla Pascal.

L’azzardo di Amour è però di Fabrice Rosset, artefice della rinascita della maison nel 1993, quando dopo l’acquisizione da parte di Roederer, aveva avuto carta bianca dal lungimirante Jean-Claude Rouzaud. Scommessa vinta come dimostra la sua nuova cuvée speciale millesimo dopo millesimo e dimostrerà nelle mani della determinata nuova cheffe de cave Caroline Latrive.
Dom Pérignon - Vintage 2015 x Murakami
Dietro lo scudo di Dom Pérignon c’è tutta una comunità, la chiamano Society ma è molto più di business e marketing, come ha svelato lo chef de cave Vincent Chaperon «è davvero un’unione di pensieri, di esperienze, una comunità ispirazionale», di cui hanno fatto parte, chef ed enologi, ma anche icone culturali come Karl Lagerfeld e Jeff Koons, Lenny Kravitz e Lady Gaga dei campi più diversi.
Le collab d’autore sono iniziate proprio con il kaiser della moda nel 2000 e da un quarto di secolo si sono alternate grandi nomi dando nuova vita allo spazio di etichetta e coffret.

Ma va da sé che a funzionare siano soprattutto le collaborazioni per le edizioni limitate sono quella con il mondo dell’arte, da Andy Warhol a Jean-Michel Basquiat, fino alla più recente con l’artista giapponese Takashi Murakami che per il Dom Pérignon Vintage 2015 rende omaggio al valore creativo della natura con le sue margherite sorridenti.
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Laurent-Perrier - Grand Siècle Itération n°26
«Se anche i millesimi possono esser splendidi, non saranno mai perfetti», su quest’idea Bernard de Nonancourt negli anni 60 ha creato Grand Siècle, geniale quanto semplice, soprattutto nella sintesi della nipote Lucie, nuova generazione della Maison Laurent-Perrier e Brand Ambassadeur della sua cuvée de prestige.

Il nome richiama il secolo d’oro del Re Sole, che appare stilizzato sul collo della bottiglia, il regno di Luigi XIV, apogeo della grandeur francese che, dal punto di vista estetico, si materializza nella reggia di Versailles e nei suoi giardini alla francese dove l’ingegno dell’uomo aggiunge natura. Allo stesso modo il Grand Siècle nasce dall’assemblaggio di tre annate diverse, nel caso dell’Itération n°26, appena presentato, si tratta di 2012 (65%), 2008 (25%) e 2007 (10%), provenienti esclusivamente da otto Grand Crus. Presentato dopo aver riposato almeno dieci anni sui lieviti, è stato premiato dalla critica internazionale: James Suckling e Bettane & Desseauve, con un tondo 100/100.
Louis Roederer - Cristal 2016
Con la sua bottiglia trasparente a fondo piatto, Cristal si distingue da sempre. Fornitore delle corti europee, Louis Roederer creò nel 1876 una confezione per Alessandro II Romanov onde evitare manipolazioni del liquido nel trasporto. Poco dopo, lo zar morì per un attentato, come temeva, ma la sua cuvée preferita rimane nella storia, di annata in annata, fino a oggi col Cristal 2016, grazie al liquido contenuto nella bottiglia e alla sua costanza di perfezione, merito dello chef de cave, Jean-Baptiste Lécaillon.

Il segreto del suo successo? Sono tre: considerare lo Champagne prima di tutto un vino, cui le bolle aggiungono rotondità, finezza e poesia. Fare il vino in vigna: in Roederer si produce in biodinamica, ben prima di mode e certificazioni, come effetto naturale della continua ricerca qualitativa. E, terzo, come ama ricordare, la libertà che viene dalla proprietà di una sola famiglia e di un solo erede, Frédéric Rouzaud. La dimensione familiare è anche la chiave della sintonia che da decenni li lega al distributore italiano, Sagna.
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Perrier-Jouet - Belle Epoque 2016
Per raccontare Belle Epoque, Séverine Frerson, ottava chef de cave di Perrier-Jouët e prima donna della Maison fondata nel 1811 a ricoprire il ruolo, ricorre a una metafora floreale: «La struttura di questa cuvée ricorda la grazia del garofano, motivo emblematico dell’Art Nouveau. Le sue note evocano la delicatezza di questo fiore».

Non è un caso perché è nel Dna della casa fin dalla sua fondazione: Perrier-Jouët è nata dal matrimonio di una giovane coppia unita dalla passione per l'arte e la natura e dalle loro idee progressiste sulla viticoltura naturale e la gestione dei vigneti in armonia con il contesto che li circondava. A questo è dedicata l’ultima collaborazione artistica della maison con Marcin Rusak. Nato da una famiglia di coltivatori di fiori, il poliedrico designer polacco, immaginando il coffret della Belle Epoque 2016 in edizione limitata e i due bicchieri, si è lasciato ispirare da considerare il regno vegetale come una rete di relazioni e immaginando come le piante comunicano tra loro.
Taittinger - Comtes de Champagne
«C’è qualcosa di universale a proposito dello Champagne, che nessun altro vino ha. È il modo Migliore per dire “Ti amo” in ogni lingua del mondo», parola di Clovis Taittinger, che con la sorella Vitalie ha preso le redini della maison familiare riacquistato dal padre Pierre-Emmanuel. Managing director e responsabile dell’export dal 2007, Clovis è il Migliore ambasciatore dell’animo positivo e giocoso del brand.

Su questo filone di good vibes only s’iscrive la loro scelta di una comunicazione molto cool e poco serioso, frizzante, anzi come lo è il vino, nato non come un lusso ma come un piacere da condividere, possibilmente a tavola, come invitano le cuvée de prestige Comtes de Champagne, nelle versioni Blanc des Blancs e Rosé. Anche per questo la decisione di ristrutturare la sede storica di Reims per creare un’esperienza a tutto tondo per il visitatore e celebrare l’arte de vivre e l’art de la Table Polychrome, come si chiama il ristorante da 40 coperti affidato allo chef stellato Chef stellato Charles Coulombeau. (Riproduzione Riservata)
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