Chambertin, male anche i millesimi junior
Perdita media del 15% per le 19 annate dal 2001 al 2019, meno negativa delle senior. La diminuzione complessiva di tutte le annate è stata del 17%
Le prime curiosità che si è cercato di soddisfare, avendo a disposizione i prezzi spuntati alle aste dagli Chambertin delle annate 2000, sono state queste: sono in ribasso come quasi tutti i prezzi dei grandi rossi di Borgogna? E in questo caso il ribasso è più o meno accentuato rispetto agli Chambertin delle vendemmie senior degli anni 1900? Le risposte, facilmente prevedibili, sono queste: sì, sono scese anche le quotazioni delle vendemmie junior, ma un po’ meno di quelle senior. Ecco le cifre: l’anno scorso le quotazioni dei 19 millesimi per i quali è possibile il confronto (16 in tabella per motivi di spazio) ammontavano complessivamente a 120.172 euro, mentre alle aste di quest’anno sono arrivate soltanto a 102.680. Il calo è stato di 17.492 euro e segnala una perdita di valore che sfiora il 15%.
Considerate nel loro insieme, tutte le bottiglie di Chambertin, senior e junior, degli anni 1900 e degli anni 2000, hanno subito alle aste del 2023 una perdita del 17,24%, identica a quella dei Musigny e leggermente inferiore a quella dei Romanée-Conti. Basta un’occhiata alla tabella per rendersi conto che negli anni 2000 a spuntare i prezzi più alti, tra le aziende che producono Chambertin, è stata quasi sempre quella che porta il nome di Armand Rousseau. A condurla così in alto sulla scala della qualità e del prestigio è suo nipote Eric, laureato in enologia all’Università di Digione, che ne ha preso la gestione nel 1982, ne ha coltivato le uve con un approccio biologico e le ha vinificate lasciandole esprimere senza troppe manipolazioni. (riproduzione riservata)
Native Content