Chambertin, deboli le magnum
Diminuzione di valore media del 12% per le 24 bottiglie da un litro e mezzo. La perdita è meno marcata del -17% dei millesimi da 0,75 litri
Protagoniste, questa settimana, le bottiglie magnum di Chambertin, Gran Cru della Côte de Nuits, la cui costanza nella partecipazione alla aste è testimoniata da 24 annate quotate sia quest’anno che l’anno scorso. Per motivi di spazio, solo 16 di queste annate, che vanno dal 1989 al 2020, compaiono in tabella, ma sono le più significative, comunque più che sufficienti per documentare il ribasso che ha ridimensionato anche le quotazioni dello Chambertin come di tutti i grandi vini rossi di Borgogna. Tutti insieme, infatti, i magnum dei 24 millesimi sono stati aggiudicati quest’anno per 218.386 euro, e poiché alle vendite all’incanto del 2022 erano stati quotati invece per 247.742, vuol dire che di euro ne hanno persi per strada 29.356. È una perdita piuttosto consistente per chi ha in cantina tutte e 24 le bottiglie da un litro e mezzo, ma in realtà sfiora soltanto il 12% del capitale investito ed è quindi più leggera di quella subita dalle bottiglie standard da 0,75 litri, che supera il 17%.
A questo proposito, è da sottolineare che il prezzo medio delle bottiglie determinato dalle aste è 5.456 euro, quello delle magnum 9.099. Siamo lontani dal caso del Musigny, le cui magnum sono quotate la metà delle bottiglia, ma è indubbio che anche le magnum dello Chambertin sono sottovalutate: il loro prezzo medio dovrebbe aggirarsi intorno agli 11.000 euro perché contengono una quantità doppia di vino rispetto alle bottiglie e quel vino lo conservano meglio. È probabile però che non siano le magnum a essere sottovalutate, ma siano sopravvalutate le bottiglie. (riproduzione riservata)
Native Content