Centrale del Latte d’Italia neutralizza l’aumento dei prezzi delle materie prime. Il terzo operatore italiano del mercato del latte ha chiuso l’esercizio 2024 con ricavi pari a 349,7 milioni di euro, in crescita del 4,7% anno su anno, grazie all’effetto sia della crescita organica sia di un prezzo di vendita più elevato per gli effetti inflazionistici soprattutto nella seconda parte dell’anno.
Sono cresciuti i ricavi relativi al segmento Milk Products, in particolare nella seconda metà dell’esercizio (+64%), quelli del Dairy Products e dei canali della grande distribuzione organizzata, Normal trade e Food Services e Private labels. Invece, quelli del canale B2B sono risultati sostanzialmente in linea rispetto al 2023. A livello geografico, i ricavi relativi alla Germania sono in forte aumento grazie soprattutto ai volumi di vendita legati al canale Dairy.
L’ebitda è risultato stabile a 25,2 milioni «grazie alla capacità della società di ribaltare quasi integralmente gli aumenti registrati nell’acquisto delle materie prime nel mercato del latte, del burro e della panna», si legge nel comunicato. Meglio l’ebit positivo per 9,7 milioni (+11,3%).
In deciso aumento (+49,4%), inoltre, l’utile netto pari a 4,4 milioni. Infine, la posizione finanziaria netta è è migliorata di 3,5 milioni: passando da -41,5 milioni del 2023 a -38 milioni a fine 2024, per effetto della capacità della società di generare cassa dall’attività operativa. Il rapporto posizione finanziaria netta/patrimonio netto è inferiore a 1. Il cda ha proposto di destinare l’utile d’esercizio per il 5% a riserva legale e per il restante 95% a riserva straordinaria. Quindi nessun dividendo.
Considerando il breve lasso di tempo storicamente coperto dal portafoglio ordini della società e le difficoltà e incertezze dell’attuale situazione economica globale il gruppo ha sottolineato che «non risulta agevole formulare previsioni sull’andamento del prossimo esercizio, che appare comunque molto positivo».
L’azienda continuerà a prestare particolare attenzione al controllo dei costi e alla gestione finanziaria, al fine di massimizzare la generazione di free cash flow da destinare sia alla crescita organica per via esterna sia alla remunerazione degli azionisti.
A Piazza Affari il titolo Centrale del Latte, dopo i conti 2024 e l’outlook, è balzato fino a un massimo intraday a 2,96 euro, ma ha poi chiuso la seduta sulla parità a 2,80 euro. L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, che ha un rating buy e un target price a 4,10 euro sull’azione, a fine 2025 si aspetta ricavi a 329,6 milioni di euro, un ebitda a 29 milioni e un utile netto a 7,6 milioni. (riproduzione riservata)