Nextalia vicinissima all’exit dal polo agritech Diagram. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, salvo sorprese dell’ultima ora dovrebbe finire sul tavolo di un doppio cda di Cdp e della sgr fondata dal banchiere Francesco Canzonieri la vendita del gruppo che a suon di m&a Nextalia ha costruito dal 2022 attorno all’ex Ibf Servizi. Le parti paiono già essersi messe d’accordo sul prezzo (erano in trattativa in esclusiva) che potrebbe aggirarsi intorno ai 400 milioni di euro e nella partita è entrato anche Trilantic Capital Partners.
È il fondo di private equity di base a Londra e focalizzato sul mid market guidato dall’ex Mediobanca Vittorio Pignatti Morano Campori (siede anche nel board di Edizione, la holding dei Benetton) insieme ad altri due ex banchieri di Lehman Brothers. Nextalia, dunque, dovrebbe passare il testimone ai due nuovi soci (Cdp entrerebbe con la controllata Cdp Equity) che avranno un peso più o meno paritario nel capitale.
Il board di Cassa è stato convocato principalmente per il varo del nuovo piano industriale del ceo Dario Scannapieco, ma sul tavolo oltre al dossier Open Fiber (verrà ratificata la roadmap sull’aumento di capitale varata la scorsa settimana dalla società della fibra) finirà molto probabilmente anche quello su Diagram.
Fondata da BF nel 2017, cioè la holding a monte di Bonifiche Ferraresi (il cui ceo Federico Vecchioni siede anche nello strategic advisory board di Nextalia), Ibf Servizi era il centro di ricerca tecnologico sull’agricoltura di precisione che nel 2021 ha acquisito Agronica, gruppo delle piattaforme software del settore agrifood. Lo scorso anno, nel perimetro è entrata anche la lombarda Abaco, altro player del mercato agritech specializzato principalmente nel mondo della Pa (pagamenti contributi Pac). Alle due gambe (privato e pubblico), Ibf - ribattezzata quest’anno Diagram - ha aggiunto a giugno anche Agriconsulting (società di consulenza in campo agricolo che gestisce i controlli nell’erogazione dei fondi pubblici) e Netsens.
Quest’ultima è una società toscana che produce sistemi di monitoraggio per l’agricoltura 4.0, che ha fornito 100 mila sensori agli agricoltori e ha oltre 4.000 installazioni in giro per il Paese, soprattutto in ambito vitivinicolo. Sono le tradizionali capannine di rilevazione installate sui campi che trasmettono i dati alle piattaforme hardware che elaborano poi le informazioni usando anche l’AI. Guidata da Roberto Mancini, Diagram conta circa 320 dipendenti, otto stabilimenti e fattura un’ottantina di milioni.
La società potrebbe rivestire un ruolo centrale in un altro progetto nazionale che troverà spazio nel nuovo piano di Cdp: il gruppo di Via Goito giocherà infatti un ruolo di acceleratore nelle operazioni infrastrutturali del Piano (governativo) Mattei, operazioni che mirano a instaurare un nuovo modello di cooperazione con i Paesi nordafricani anche nello sviluppo delle filiere agroalimentari. Da qui l’interesse sistemico per l’asset Diagram. (riproduzione riservata)