Casa Bohème, il nuovo bistrò di Luca Guelfi in Sardegna
Nel caratteristico borgo degli artisti di San Pantaleo, l’imprenditore ha dato vita a un progetto che intreccia food&wine, design, arte e musica. Da provare non solo d’estate
Si dice Costa Smeralda e si pensa subito alle mondane Porto Cervo e Porto Rotondo. Ma in realtà ci sono ancora dei posti autentici, lontani dall’overtourism, dal fascino unico. San Pantaleo è tra questi. Arroccato sul massiccio granitico di Cugnana, nella Gallura Nord-orientale, è un piccolo borgo di mille anime, ma non per questo poco vivo. Anzi, le sue stradine si animano di turisti che vengono qui per scoprire gli artigiani locali che convivono con artisti contemporanei, il mercato e i negozietti di ceramisti, scultori e antiquari accanto a boutique moderne. Qui si respira un’atmosfera senza tempo, dallo spirito bohémien. E proprio da questo spirito è nato il nuovo bistrò di Luca Guelfi, imprenditore della ristorazione dal 1993 con all’attivo oltre 30 locali aperti in Italia e nel mondo: Casa Bohème.

Affacciato sulla pittoresca Piazzetta della Chiesa, all’interno di un elegante palazzo di fine Ottocento, restaurato con grande attenzione per valorizzarne le caratteristiche originali dall’architetto Gianmaria Torno, Casa Bohème, su tre piani, rievoca l’atmosfera suggestiva dei bistrò parigini e newyorkesi, con un mix sapiente di elementi vintage e contemporanei che danno vita a un «caos ordinato».

Fotografie, locandine, poster, quadri e sculture di artisti locali, un’imponente libreria con libri, macchine fotografiche, polaroid e oggetti della collezione di Luca Guelfi. E poi, i pavimenti in marmo graniglia a scacchiera bianco-rossa, gli infissi in stile inglese, i soffitti con travi in legno antico, le lampade anni ’20 e un maestoso chandelier firmato Venini. «A Casa Bohème voglio abbandonare i panni dell’imprenditore e tornare a fare l’artigiano del cibo», racconta Luca Guelfi, «voglio passeggiare tra i tavoli, raccontare i piatti, ascoltare i clienti, dare consigli».

Un bistrò sì, ma anche cocktail bar, libreria, cantina, oyster bar, galleria d’arte: un luogo dove perdersi. Anche, e soprattutto, nei sapori. Veniamo al dunque: che cosa si mangia? La cucina, supervisionata da Guelfi, è affidata all’executive chef italo-americano Gianluca Rosano, con esperienze tra Italia e Francia, che ogni giorno propone un menù diverso in base alle reperibilità fresche del mercato ed è coerente con la filosofia bohémienne: i piatti sono un mix di tradizione sarda e di altre regioni italiane, con proposte internazionali.

Dallo stinchetto di agnello alla fregola ai frutti di mare, dagli spaghetti con le vongole all’insalata sedano e bottarga tagliata al coltello, alle pappardelle al ragù di cinghiale. Ma anche risotto giallo e cotolette di vitello, foie gras, steak bernaise e black cod marinato al miso, fish and chips, ceviche di tonno e i plateau di frutti di mare, le catalane di scampi e gamberi e il polletto sardo al mattone.

Per finire la serata, il cocktail bar, aperto fino alle due di notte, con musica selezionata da Matteo Guelfi (per un assaggio musicale, le playlist possono essere scaricate dal sito casabohemebistro.com). «Casa Bohème è come un vinile che un musicista pubblica a fine carriera, raccogliendo i brani più significativi di una vita», racconta Guelfi. «Non scrivo canzoni, ma creo atmosfere e suggestioni. Questo bistrò è la mia autobiografia emotiva, il locale che ho sempre voluto». Da provare non solo d’estate, ma tutto l’anno. (Riproduzione riservata).
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