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Carl Hansen & Søn: il futuro del design danese è scritto a mano in una sedia

Dal cuore della Danimarca, una lezione di bellezza silenziosa: Carl Hansen & Søn tramanda, reinventa, intreccia. Con la CH24, il design si fa tempo e gesto. Perché una sedia può raccontare tutto: il passato, il presente, e ciò che verrà

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C’è un momento, davanti a un mobile ben fatto, in cui il tempo perde importanza. È quando la mano che lo ha creato sembra ancora vibrare sulla superficie, con la sua imperfezione voluta, la sua cura ostinata. Carl Hansen & Søn costruisce da più di un secolo quell’istante. Oggetti pensati per vivere oltre le mode, per essere tramandati, riparati, amati a lungo.

Carl Hansen & Søn: il futuro del design danese è scritto a mano in una sedia

A Gelsted, in Danimarca, si trova il cuore produttivo dell’azienda: una manifattura contemporanea dove oltre 500 artigiani si affiancano alle macchine per compiere, ancora a mano, quei gesti che fanno la differenza. È lì che nasce, ogni giorno, la sedia CH24, l’iconica Wishbone di Hans J. Wegner, progettata nel 1949 e mai uscita di scena.

Carl Hansen & Søn: il futuro del design danese è scritto a mano in una sedia

Quattordici componenti, oltre 100 passaggi di lavorazione, una seduta intrecciata a mano con 150 metri di corda di carta. Non è storytelling: è rigore. A guidare l’azienda oggi è Knud Erik Hansen ceo e terza generazione di una famiglia che ha fatto dell’artigianato un valore assoluto. Nella sua residenza, Hellerup Manor, maniero seicentesco circondato dall’acqua, il design dialoga con la storia. Classici di Wegner convivono con oggetti trovati nei viaggi, prototipi e ricordi. È lì che Gentleman lo ha incontrato, per parlare di futuro, sostenibilità e... bellezza.


Gentleman. In un mondo dominato dall’automazione, che cosa resta dell’anima artigiana?
Knud Erik Hansen. Resta, e sarà sempre più visibile. Solo la mano umana può infondere un’anima in un oggetto. Una sedia, una ceramica, un accessorio in cuoio: è quel «qualcosa» in più che nessuna macchina potrà mai replicare. È questa perfetta imperfezione che rende i nostri pezzi riconoscibili nel tempo.

Alcuni dei 100 momenti della lavorazione, ancora manuale della CH24 Wishbone Chair. Disegnata nel 1949 da Hans J. Wegner non è mai uscita dalla produzione.
Alcuni dei 100 momenti della lavorazione, ancora manuale della CH24 Wishbone Chair. Disegnata nel 1949 da Hans J. Wegner non è mai uscita dalla produzione.


G. C’è un pezzo che avrebbe voluto firmare?
K.E.H. Tutti i miei «figli» hanno pari dignità.


G. Come restate fedeli alla tradizione senza essere fané?
K.E.H. È la sfida quotidiana. Se un cliente non distingue se un pezzo è nuovo o d’archivio, allora abbiamo vinto.


G. Ha mai pensato di cambiare tutto?
K.E.H. Mai. Ma dobbiamo evolvere per restare rilevanti.


Hans J. Wegner
Hans J. Wegner

G. Che cosa significa per voi sostenibilità?
K.E.H. Dal 1908 creiamo prodotti longevi, minimizzando gli scarti. Oggi non abbiamo praticamente rifiuti: ogni pezzo di legno, pelle, tessuto viene riutilizzato. I resti più piccoli diventano taglieri, piatti, decorazioni stagionali. Il resto va a una scuola materna locale o alimenta la centrale termica del villaggio. Nel 2024, i nostri residui hanno coperto il 34% dell’energia termica prodotta per il nostro stabilimento e per 400 abitazioni della comunità.

Carl Hansen & Søn: il futuro del design danese è scritto a mano in una sedia

G. Come immagina il design danese tra 50 anni?
K.E.H. Sempre fedele a Klint: linee pulite, funzione e legno. Nessuna rivoluzione in vista.


G. Qual è l’oggetto non firmato Carl Hansen che ama di più?
K.E.H. Io e mia moglie Inger Marie Jensen ne abbiamo tanti. Siamo collezionisti compulsivi: una benedizione e una maledizione.


Alcune stanze di Hellerup, il maniero seicentesco dove abita Knud  Erik Hansen con la moglie Inger. Immerso in un parco immenso, tra alberi secolari, vicino a un fiume e una chiesa.
Alcune stanze di Hellerup, il maniero seicentesco dove abita Knud Erik Hansen con la moglie Inger. Immerso in un parco immenso, tra alberi secolari, vicino a un fiume e una chiesa.

G. Che cosa ha imparato dai suoi artigiani?
K.E.H. A non avere fretta. A volte, lavorare lentamente è la via più efficace. Un insegnamento che vale anche nella vita.


Carl Hansen & Søn: il futuro del design danese è scritto a mano in una sedia

G. Come viene percepito il design danese nel mondo?
K.E.H. In Danimarca è parte della quotidianità. All’estero è sinonimo di lusso e raffinatezza.


G. Il mercato più sorprendente?
K.E.H. Non i mercati, ma i prodotti. Come il successo della CH88, in Corea ne vanno pazzi. È impossibile prevedere dove un design farà davvero breccia.(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 24/07/2025 12:18
Ultimo aggiornamento: 24/07/2025 12:18
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