skin track
Il ceo di Campari Matteo Fantacchiotti
Il ceo di Campari Matteo Fantacchiotti
Corporate Italia Leggi dopo

Campari, ecco come Matteo Fantacchiotti farà crescere ancora il colosso degli aperitivi. L’intervista

19 aprile 2024, 22:00 Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2024, 10:03

Acquisizioni? Ne farò altre, ma adesso il focus è sugli aperitivi. Nuovi mercati? Voglio crescere in Asia. Piazza Affari? Sono convinto che la discesa del titolo sia temporanea. Parla il nuovo amministratore delegato | Campari non deluderà come la divisione Wines & Spirits di Lvmh. Ecco perché secondo Citi

Il cocktail di piante officinali per preparare gli infusi con cui poi produrre il Campari e l’Aperol è rigorosamente top secret. Sulla ricetta nel colosso italiano degli spirits da quasi tre miliardi di euro di ricavi le bocche sono cucitissime. Non scappa una parola. Quella invece per continuare a prolungare l’età dell’oro del gruppo iniziata 17 anni fa da Bob Kunze Concewitz in cui la multinazionale del Crodino, Averna, Grand Marnier, Vodka Skyy, Wild Turkey, Espolòn e ora Courvoisier ha triplicato fatturato e redditività la spiega a Milano Finanza il nuovo amministratore delegato Matteo Fantacchiotti. Il top manager ha appena raccolto il testimone al vertice di Campari.

«Sarà un’azienda che continuerà a trasformarsi com’è stata la Campari degli ultimi 20 anni. E, in continuità con il passato, lo farà con un mix di crescita organica e per linee esterne, puntando su investimenti per costruire con pazienza il brand e su un asset di cultura assolutamente unico e distintivo», dice l’ex capo dell’Asia del gruppo controllato dai Garavoglia, con una lunga carriera in Nestlè, Diageo e Carlsberg.

Il ritmo dello shopping resterà immutato, ma senza dimenticare che gli aperitivi «resteranno il cuore pulsante del gruppo». È la spritz economy, bellezza. E per fronteggiare il crescente successo dei cocktail a base di Aperol (+23,1% nel 2023; il 24% del fatturato globale), Campari ha appena potenziato lo stabilimento di Novi Ligure (320 dipendenti su 4.700) da cui fra Crodino, Skyy, Bitter, Aperol, Campari Soda e Cinzano arriva circa il 30% dei volumi venduti in tutto il mondo. Il bollino del made in Italy fortemente richiesto in tutte le geografie. Si tratta di 75 milioni di investimenti per portare a sette le linee di imbottigliamento, aumentando la capacità annua complessiva dello stabilimento di 100 milioni di bottiglie (dai 360 milioni del 2023).

Domanda. Il piano di investimenti del 2022 inizia a dare frutti?
Risposta. Sì, 600 milioni che si dividono nel triennio 2023-2025, di cui circa un sesto va all’Italia, il nostro secondo mercato.

D. E gli altri 500 milioni?
R. Per la crescita della capacità produttiva per supportare l’espansione degli aperitivi in Italia, della tequila Espolon e del bourbon Wild Turkey. Nei 600 milioni c’è anche una parte più piccola, ma considerevole di investimenti dedicati alla sostenibilità come l’impianto fotovoltaico di Novi. Fra gli investimenti effettuati c’è anche quello della nuova sede nel centro di Milano. Il nuovo head office risponde alle nostre ambizioni globali. Sarà maggiormente in grado di attrarre talenti internazionali e di dare uno spazio espositivo più ampio a nostri gioielli come la galleria Campari o la Campari Academy dove facciamo training di baristi che vengono da tutto il mondo. Riporteremo nel centro di Milano la nostra eredità e il nostro amore per l’arte, siglando sempre maggiori collaborazioni con artisti.

D. Lo spostamento da Sesto San Giovanni ci sarà a inizio o fine 2027?
R. Siamo in fase di intensa progettazione dei nuovi spazi, dopodiché partiranno i lavori. Inizio 2027.

D. Quali sono le altre leve di crescita in Italia?
R. Il Paese è ancora un motore per tutto il gruppo, in particolare sugli aperitivi. Lo scorso anno l’Italia è cresciuta di quasi il 6%. Qui creiamo i modelli di stage più avanzati (consumo allargato slegato dalla stagionalità, ndr) che poi replichiamo in altri Paesi. Gli investimenti continueranno ad avere un grande focus su Aperol e Campari. Anche Crodino, molto diffuso, ha ancora margini di crescita grazie al trend del “low e no alcool”. In Italia, come in altri Paesi, arriverà poi anche la possibilità di tornare a investire e di far crescere alcuni brand come la tequila Espolòn.

D. In borsa il titolo sta soffrendo: dopo un picco di quasi 13 euro nel 2023, vicino ai massimi storici di 13,4 euro del 2021, il prezzo delle azioni è tornato sotto i 10 euro di inizio 2023. In un anno ha perso circa il 20%. Cosa sta succedendo?

R. La sofferenza è principalmente dettata da una valutazione dell’industry, piuttosto che della singola azione. Tant’è che il titolo Campari è posizionato premium rispetto a competitor come Pernod e Diageo. Gli analisti si sono raffreddati sul settore a causa della normalizzazione dei consumi post-Covid. La pandemia ha spinto gli spirits per i cocktail a casa, nuova penetrazione. Riaperti i bar, l’abitudine è rimasta ma è stato difficile mantenere il 20% di crescita annua, un’aspettativa di consumi troppo alta. In più, si è verificato un destocking da parte dei clienti, specie negli Stati Uniti, il nostro primo mercato. Ora i magazzini si stanno riallineando. I due effetti hanno generato rallentamenti nella crescita e la borsa ha reagito. Ma è un fattore temporaneo. Campari continua a performare meglio dell’industry in quasi tutte le geografie.

D. Il driver della crescita inorganica è sempre quello della ricerca di un liquido invecchiato premium e super premium e di marchi forti negli Stati Uniti e in Asia?
R. Sì, questo non cambierà. Guardiamo anche al whiskey. Ma aldilà della diversificazione del portafoglio e del fatto che possiamo giocare su più settori come tequila, bourbon e cognac, gli aperitivi resteranno il cuore pulsante dell’azienda, il suo elemento distintivo. L’Aperol continua a crescere non solo in Italia, ma anche in Germania e Francia. Negli Usa ha fatto +50% nel 2023 ed è partito bene anche quest’anno. Continueremo a investirci. Non escludiamo acquisizioni. Vogliamo crescere in Asia.

D. Come sta andando la piattaforma di e-commerce Tannico?
R. Continua a svilupparsi sia dal punto di vista dell’engagement dei consumatori e del learning su come diventare un selezionatore di vini e spirits e sia come content creator. Dal punto di vista finanziario però come tutti gli operatori di e-commerce ha ancora strada da fare, i conti sono da migliorare.

D. Nel 2023 le vendite del cognac Courvoisier sono calate di oltre il 30%. Come pensa di rilanciarlo?
R. Tutto il settore ha accusato delle situazioni one-off nei due mercati più importanti. Negli Stati Uniti dove si è verificato un destocking e in Cina dove invece si è pagato in maniera pesante sia la chiusura di alcuni canali durante il Covid e sia il rallentamento dell’economia domestica. Sono elementi ciclici o di trading ma non di cognac. Per quanto riguarda il brand Courvoisier, sigleremo il closing nel terzo trimestre. Non abbiamo ancora avuto accesso alle informazioni e messo a fuoco quindi la strategia per rilanciare il cognac francese. Ma il brand ha potenzialità enormi grazie a un mix di liquidi, heritage, asset ed elementi distintivi che sono leve da sfruttare. E sarà quello che faremo. Si tratterà soltanto di capire in quanto tempo riusciremo a far arrivare questa ricchezza al consumatore. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)