Francesco Gaetano Caltagirone sale a quasi il 10% di Mediobanca. Il costruttore romano, socio di Generali con il 6,23% e già azionista di Piazzetta Cuccia con il 5,499% (tramite le società Istituto Finanziario 2012 Spa, Gamma Srl e Fincal Spa), ha aumentato la sua partecipazione nell’istituto guidato da Alberto Nagel al 9,9%. Fino al 10% del capitale sociale non ha obblighi di comunicazione. Un portavoce del gruppo dell'imprenditore romano ha confermato la notizia, limitandosi a far notare che «si tratta di un investimento presente da circa un anno». Già lo scorso 27 ottobre 2022 Mf-Milano Finanza aveva anticipato la possibilità che l'imprenditore capitolino avesse portato la propria quota a un soffio dalla nuova soglia rilevante del 10%.
Così l’imprenditore romano si consolida come secondo azionista di Mediobanca, dietro solo a Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, la quale ha il 19,8%. Nell'azionariato di Piazzetta Cuccia c'è anche il patto di consultazione che raccoglie il 10,9%, da cui a settembre 2021 sono usciti i Benetton con la loro quota del 2,1%. A ottobre si rinnova il cda di Mediobanca e sia Caltagirone sia Del Vecchio hanno in più occasioni criticato la gestione del ceo Nagel che, invece, gode dell'appoggio del patto consultazione. Prossimo test importante il 24 maggio quando Nagel presenterà al mercato il nuovo piano strategico al 2026 della banca.
Mediobanca non è l’unico investimento bancario di Caltagirone che di recente ha acquisito una quota dell’1,1% di Banco Bpm. Inoltre, detiene il 3,3% della società di risparmio gestito Anima. Forte di una liquidità pari a 2 miliardi di euro, l’imprenditore romano potrebbe sorprendere nel breve termine con altri acquisti di azioni direttamente sul mercato. Sicuramente l’aver quasi raddoppiato la quota in Mediobanca è una mossa finalizzata anche a pesare di più in Generali, di cui Mediobanca è il maggior azionista con il 13,1%. Più di una volta Caltagirone ha espresso critiche nei confronti del ceo della compagnia triestina, Philippe Donnet. L’ultimo strappo il 28 aprile scorso quando nell’assemblea di Generali si è astenuto nel voto sul bilancio 2022 e si è espresso contro la remunerazione dei vertici del Leone. Lo scorso anno Donnet ha ottenuto l'ok dei soci a un nuovo mandato triennale grazie al sostegno degli investitori istituzionali e di Mediobanca nonostante l'opposizione di Caltagirone e Del Vecchio che gli contestavano una strategia di crescita poco aggressiva. (riproduzione riservata)