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Burlotto in ribasso del 7% alle aste

Barolo Monvigliero, cru storico di Verduno, domina però su tutte le quotazioni. Exploit del +62% per l’annata 2019 del Barolo Cannubi 

di Cesare Pillon
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Burlotto in ribasso del 7% alle aste

È una piccola azienda a gestione familiare, la Burlotto, alla ribalta questa settimana, con sede a Verduno. Fondata nel 1850 da Ignazio Burlotto, è stata gestita successivamente dal nipote Giovanni Battista, a cui deve la reputazione su scala internazionale di cui gode tuttora perché, in anticipo sui tempi, vendeva il vino in bottiglia anziché sfuso in botte o in damigiana. Un lungo periodo di opacità è seguito però alla sua morte, avvenuta nel 1927. A riportare il marchio Burlotto alla notorietà, in anni recenti, è stato il pronipote, Fabio Alessandria. I Barolo che produce sono ricavati esclusivamente da vigneti di proprietà, che si estendono su circa metà dei 17 ettari posseduti in tre territori comunali diversi.

Il Barolo base nasce con il contributo delle uve di tutte le vigne oggi a disposizione, mentre nell’Acclivi confluiscono soltanto quelle dei possedimenti storici della famiglia a Verduno nelle zone di Monvigliero, Neirane e Rocche dell’Olmo. Due gli ambiziosi Barolo realizzati nei cru acquisiti fuori della zona d’origine: il Cannubi, nel cuore del comune di Barolo, e il Castelletto, sul versante della collina di Monforte che guarda Serralunga d’Alba, con cui ha in comune l’origine geologica del terreno. Ambizioni premiate dai prezzi spuntati alle aste, anche se l’ondata del ribasso li ha fatti diminuire mediamente del 7% rispetto all’anno scorso. Ma a dominare su tutte le quotazioni, alla faccia delle ambizioni e nonostante il ribasso, è il cru storico di Verduno, il Barolo Monvigliero. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/07/2024 18:00
Ultimo aggiornamento: 05/07/2024 18:00
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