Buon inizio di settimana per Piazza Affari e per le principali borse europee. Il Ftse Mib di Milano ha terminato la seduta in rialzo dello 0,37% a 22.845 punti, allineato al Dax di Francoforte (+0,36%) e al Cac di Parigi (+0,30%). Secondo Jean-Luc Hivert, direttore investimenti Fixed Income & Cross Asset e Laurent Jacquier-Laforge, resonsabile investmenti azionari di La Francaise, vista l'accelerazione dell'economia nell'Eurozona, "il 2018 si profila un anno positivo, poiché gli indicatori delle principali economie sono elevati e prevedono una crescita globale del 4% nei prossimi trimestri. Il dato rappresenta il più alto tasso di crescita dal 2010". Inoltre, secondo gli esperti, "la crescita appare molto più sincrona rispetto agli anni precedenti. Delle 25 principali economie mondiali, 24 stanno accelerando", osservano gli esperti.
Lo spread Btp/Bund ha chiuso in calo a 154,963 punti base rispetto ai 155,565 punti base della chiusura di venerdì dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici dell'Eurozona, che hanno battuto il consenso. Nel dettaglio, l'indice di fiducia economica nei Paesi dell'Eurozona si è attestato a dicembre a 116 punti, in aumento rispetto ai 114,6 di novembre. Il dato ha battuto il consenso degli economisti a quota 115 punti ed è sui massimi dall'ottobre del 2000. Quello delle imprese è salito al massimo storico a 9,1 punti da quota 8,1 di novembre, sopra le aspettative del consenso che avevano previsto un rialzo a 8,4 punti, mentre l'indicatore del settore servizi si è inoltre attestato a 18,4 punti, anch'esso in aumento rispetto al mese precedente a 16,4, sopra le attese a 16,5 punti. Infine il dato definitivo dell'indice di fiducia dei consumatori è risultato pari a +0,5 punti da quota 0 di novembre, in linea con il preliminare e con il consenso degli economisti.
"I dati sulla fiducia dell'Eurozona sono molto positivi, con quella economica sui massimi dal 2000 e quella delle imprese che ha toccato un nuovo record", hanno confermato gli strategist di Mps Capital Services, facendo però notare che sui mercati, nonostante la buona lettura, non ci sono state reazioni particolari. Gli indici odierni faranno sicuramente piacere agli investitori, "ma non sono monitorati più di tanto", hanno spiegato gli esperti.
Bene anche le vendite al dettaglio dell'Eurozona che a novembre sono salite dell'1,5% su base mensile e del 2,8% a livello annuale, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano un incremento dell'1% mensile. Male, invece, gli ordini al settore manifatturiero in Germania che sono calati dello 0,4% a livello mensile a novembre, deludendo nettamente il consenso degli economisti, che si aspettavano invece un incremento dello 0,8% mensile. Per Carsten Brzeski, economista di Ing, non c'è però bisogno di preoccuparsi visto che le scorte sono basse e il tasso di utilizzo degli impianti è alto. "Il trend generale della produzione industriale in Germania resta positivo", ha affermato l'esperto.
Sul fronte valutario recupera terreno il dollaro, con il cross sotto la soglia di 1,20 a 1,1972. Tuttavia secondo gli analisti di Societe Generale la debolezza relativa della valuta europea dovrebbe essere solo temporanea. Per gli esperti "è molto difficile non sostenere che il mercato rimanga lungo ed estremamente rialzista sull'euro". Ma "una pausa sembra ragionevole", dopo che la scorsa settimana la moneta unica del vecchio continente non è riuscita a superare la soglia di 1,21 nei confronti del biglietto verde.
A Piazza Affari, in particolare luce Telecom (+1,90% a 0,7525 euro) i cui volumi di scambio sono aumentati dopo alcune dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha affermato che sono in corso discussioni per definire il perimetro della rete, aggiungendo che a suo avviso ci dovrebbero essere due entità legalmente separate e quotate sul mercato. Il gruppo, sempre secondo quanto emerge dalle dichiarazioni, avrebbe allo studio varie possibilità e opportunità.
Bene anche il settore industriale con Cnh (+2,05% a 11,92 euro), Brembo (+0,61% a 13,25 euro) e Pirelli (+0,97% a 7,82 euro). Su Leonardo (+2,12% a 10,62 euro) il focus del mercato resta fisso sulle ultime commesse e sul piano industriale che il consiglio di amministrazione approverà il 30 gennaio.
In positivo anche il comparto bancario con Banco Bpm (+1,89%), Unicredit (+0,74%), Mediobanca (+0,79%, Ubi B. (+0,26%). In negativo solo Bper (-0,14%) e Intesa Sanpaolo (-0,28%).
Buona seduta anche per Eni, avanzata dello 0,62% a 14,52 euro, dopo la vendita alla compagnia cinese Sinopec della licenza e dell progetto di ingegneria di base relativi alla costruzione di un impianto di raffinazione basato sulla tecnologia Eni Slurry Technology (Est).
Male, invece, Salvatore Ferragamo che ha lasciato sul terreno l'1,23% a 22,44 euro. Sul titolo ha pesato il giudizio di Raymond James, che ha abbassato il prezzo obiettivo del titolo da 22 a 21 euro, confermando la raccomandazione a market perform. Per gli analisti, l'azione può scendere ancora considerando che il consenso "dovrebbe gradualmente abbassare le stime dell'utile per azione dopo il profit warning effettuato dal gruppo. Nello scenario peggiore" il titolo potrebbe scendere fino a 18 euro per azione, "un livello che potrebbe essere interessante per i potenziali acquirenti".
Fuori dal listino principale ha brillato Technogym (+9,75% a 9.01 euro). Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato la raccomandazione sul titolo da hold a buy e il target price da 7,7 a 9 euro spiegando che la crescita di fatturato e margini dimostrata fino ad ora può continuare anche nei prossimi 2-3 anni, grazie all'export e ad un mix di innovazione e servizi per hotel e le abitazioni.
Infine, sul segmento Aim ottima seduta per Health Italia, che ha terminato in rialzo del 7,09% a 5,44 euro. Il nuovo piano prevede per il triennio 2018-2020 una crescita dell'ebitda a 20 milioni di euro (+300%), unita a un aumento del fatturato a 60 milioni (+285%). La società, attiva nel settore della sanità integrativa, mira inoltre al passaggio al segmento Star.