Brusca correzione per La Tâche
Perdita media di valore del 24% per le 26 annate del 1900 passate in asta nel 2023. 19 millesimi sono diminuiti di prezzo, solo 7 sono aumentati
La tabella, in cui le 16 quotazioni più significative spuntate dalle annate del 1900 di La Tâche alle aste del primo semestre del 2023 sono messe a confronto con quelle di tutto l’anno precedente, non lascia dubbi sull’orientamento al ribasso di investitori e collezionisti: 19 millesimi sono diminuiti di prezzo, solo 7 sono aumentati. Il valore complessivo delle 26 bottiglie in questione è sceso da 190.715 a 144.220 euro, e 46.495 euro in meno vuol dire una perdita del 24%, quasi un quarto della somma investita. Il risultato raggiunto dal numero due del Domaine de la Romanée Conti è peggiore di quello, già allarmante, registrato dal numero uno, analizzato in questa rubrica due settimane fa.
Ma non è detto che il 2023 sia un’annata così nera: succede spesso che nella seconda metà dell’anno le situazioni si modifichino inaspettatamente; esattamente dieci anni fa, nel primo quadrimestre del 2013, le quotazioni di La Tâche erano in fase depressiva (addirittura a -40%), poi nel corso dell’anno erano risalite fino a realizzare un modesto ma positivo +0,32% rispetto al 2012. E in ogni caso il calo del 24% riguarda soltanto le vendemmie del 1900: vedremo la settimana prossima quale trattamento hanno riservato le aste alle annate del 2000 e solo allora sapremo esattamente come stanno le cose. Tuttavia non c’è da farsi illusioni: troppi prezzi sono gonfiati. E quando il prezzo di una bottiglia arriva a superare i 20 mila euro, come quello del La Tâche 1971, non c’è da stupirsi se alle aste viene ribassato, c’è da stupirsi che il ribasso sia solo del 32%. (riproduzione riservata)
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