Brunello, Soldera balza del 29%
Casanova di Neri in rialzo del 17%, ma il bilancio complessivo è negativo
Sono 16 le bottiglie di Brunello di Montalcino di cui la tabella di questa settimana espone il prezzo massimo spuntato alle aste del 2019, ma solo per 13 di esse è stato possibile metterlo a confronto con quello ottenuto nel 2018. A produrle, queste 13 bottiglie, sono state sei aziende, ma cinque di esse (Cerbaiona, Frescobaldi, Il Marroneto, Siro Pacenti, Salvioni) sono presenti con una sola: troppo poco per trarne indicazioni valide a valutare l’andamento del loro marchio. È possibile invece valutare l’andamento delle quotazioni per due altri produttori: Case Basse di Gianfranco Soldera e Casanova di Neri. Ed è sorprendente: in un’annata difficile come il 2019, mentre i Brunello Biondi Santi crollavano del 42%, i cinque di Casanova di Neri sono rincarati del 17% e le quattro Riserve di Soldera hanno compiuto un balzo del 29%.
Ed è un balzo particolarmente significativo perché le Riserve di Soldera erano già le uniche ad aver raggiunto quotazioni analoghe a quelle delle Riserve Biondi Santi, che fino a 20 anni fa sembravano irraggiungibili. Difatti, testimonia la tabella, quella del 1997 vale adesso oltre 928 euro la bottiglia. La leadership della denominazione, che innegabilmente gli spetta in questo momento, è però provvisoria: prima morire l’anno scorso in un incidente stradale, Soldera ha cambiato la denominazione dei suoi vini, che oggi non sono più Brunello di Montalcino ma Sangiovese Toscana. E alle aste tutto questo ha pesato negativamente: il bilancio di tutte le bottiglie di Brunello, nel 2019, è un preoccupante -43%.
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