Brunello, la Riserva cresce ancora
Prezzi alle aste in crescita media del 14%, +12,5% per Case Basse Soldera
Dedicata ai Brunello di Montalcino, la tabella illustra i prezzi spuntati alle aste da 16 bottiglie, ma solo per 14 di esse la quotazione del 2018 si può confrontare con quella del 2017, e queste 14 bottiglie sono firmate da cinque produttori. Ne consegue che soltanto il Brunello Riserva dell’azienda Case Basse di Gianfranco Soldera, presente con otto millesimi, permette di valutare l’andamento del suo marchio: le quotazioni ottenute dagli altri quattro produttori, con una sola o due bottiglie, possono contribuire soltanto all’analisi dei risultati complessivi di questo vino. Protagonista della puntata è quindi Soldera, proprio mentre Montalcino è in lutto per la sua scomparsa, avvenuta il 16 febbraio nei pressi delle sue vigne in seguito a un incidente stradale.
Ma com’è andata alle aste per i suoi otto Brunello Riserva? Con sette rincari e un solo ribasso le loro quotazioni sono cresciute del 12,5%. È significativo che il risultato complessivo di tutte 14 le bottiglie non sia molto diverso, +14%, nonostante sia la somma di esiti radicalmente diversi, che vanno dal -2% dei Sugarille della Pieve di Santa Restituta (cioè di Angelo Gaja) al +153% del Brunello del Poggione. La misura cambia invece se si sommano i risultati di tutti e 28 i Brunello quotati nel 2018 e nel 2017: le loro quotazioni sono infatti aumentate del 46%. Ma, come s’è visto nella puntata precedente, l’aumento è provocato dalle Riserve del Brunello Biondi Santi, che hanno recuperato nel 2018, con un aumento del 72%, le perdite di oltre il 60% subite l’anno prima. (riproduzione riservata)
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