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Gianni Franco Papa, amministratore delegato di Bper
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Bper, parla il ceo Gianni Franco Papa: assieme alla Popolare Sondrio avremmo più di 2 mila filiali

07 febbraio 2025, 20:47 Ultimo aggiornamento: 20:48

L’amministratore delegato Gianni Franco Papa spiega a ClassCnbc l’ops di Bper sulla Pop di Sondrio. E chiarisce il ruolo di Unipol nell’operazione

All’operazione «non concordata ma non ostile» il mercato venerdì 7 ha risposto facendo scendere Bper e portando la Pop Sondrio oltre i 9,52 euro offerti da Modena. «È un prezzo che valorizza già pienamente la Sondrio e non cambierà», ha spiegato a ClassCnbc l’amministratore delegato Gianni Franco Papa (video su www.milanofinanza.it).

Domanda. Perché proprio adesso?

Rispsosta. Negli ultimi due mesi abbiamo assistito a una serie di mosse che ci hanno spinto a difendere la nostra posizione sul mercato.

D. Quindi è una azione difensiva?

R. No, è un’operazione d’attacco per far crescere la nostra presenza nel sistema e con una fortissima logica industriale. Vogliamo mettere insieme due banche che hanno una grande tradizione e radici comuni, perché entrambe sono ex popolari. Bper ha un profilo nazionale ma la sua forza sta nel fatto che è una banca territoriale e lo stesso vale per la Sondrio.

D. Prima di lanciare l’ops avete provato ad accordarvi. Che reazioni si aspetta adesso?

R. Questa è un'operazione non concordata ma non la definirei ostile. Penso sia amichevole per le ragioni che ho menzionato prima. Riconosciamo l’orgoglio per la sua storia di indipendenza, dunque manterremo il marchio della Popolare di Sondrio nelle aree in cui è radicato.

D. Avete entrambi un grande azionista: Unipol. Che ruolo ha avuto nell’operazione?
R. Nessuno; l’operazione è nata all'interno della banca. Ne ho parlato due mesi fa al presidente Cerchiai perché ritenevo fosse giunta l’ora anche per noi di posizionarci. Una settimana fa ho interloquito con l'ad di Unipol per capire se ci fossero condizioni ostative. Ci è stato detto che non c'erano ostacoli. Non abbiamo presentato alcun dato finanziario; li hanno visti solo quando abbiamo lanciato l'operazione. Poi Unipol deciderà che cosa fare.

D. Unipol crescerà nel rapporto banca-assicurazione?

R. Già oggi sia Bper che Sondrio hanno un contratto di distribuzione di prodotti di bancassurance con Unipol. E sono di grande qualità. Nel 2024 abbiamo fatto grandi passi avanti. È cresciuta molto l'attività commissionale derivante da bancassurance. Anche Sondrio ha lo stesso accordo. Mettere insieme le due banche ci darà la possibilità di sviluppare ancor di più le sinergie tra piattaforme commerciali e ciò porterà a un incremento dell'attività in bancassurance e wealth management.

D. Gli analisti si sono subito divisi sull’impatto che l’operazione potrà avere sui risultati di Bper, in particolare sull’utile per azione.

R. Innanzitutto arriviamo da un ottimo anno e non era scontato, visto l’impatto del calo dei tassi sul net interest income. L'operazione prospettata crea valore, è accrescitiva. Lo sarà anche per l’utile per azione. Abbiamo stimato una crescita a una cifra percentuale perché preferiamo essere conservativi.

D. A che soglia di adesione puntate? E che tempi si attende?

R. I tempi dipendono dalle autorizzazioni dei regolatori, ma riteniamo possibile chiudere entro fine 2025. Puntiamo a una piena fusione. Abbiamo messo come soglia il 50% più un'azione ma ci riserviamo la possibilità di accettare fino al 35% più un'azione in modo da poter comunque consolidare Pop Sondrio.

D. Nel mondo bancario sta cambiando tutto. Pensa già alla prossima mossa?

R. Per noi questa è già un’azione importante. Con Pop Sondrio supereremo le 2 mila filiali, con una forte presenza nel Nord Italia e il 14% di quota di mercato in Lombardia. Portiamo a casa questa operazione, poi penseremo ad altre.

D. Come vede le altre partite bancarie in corso?

R. Le banche italiane sono già le migliori in Europa come risultati e solidità patrimoniale. Ma il Paese ha bisogno di istituti più grandi per sostenere l’economia. Bisogna andare in questa direzione.


(ha collaborato Gualtiero Lugli)



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