Il mese di maggio inizia nel migliore dei modi per le borse americane, sostenute dall’avvio delle trimestrali del tech. In chiusura il Nasdaq ha guadagnato l’1,5%, con il titolo Microsoft cresciuto del 7,6% in scia ai conti del primo trimestre, trainati dai risultati del segmento cloud. Utili e ricavi sopra le attese hanno spinto al rialzo anche Meta (+4,2%).
In rally Nvidia (+2,4%) grazie alle indicazioni positive sull’integrazione dell’intelligenza artificiale emerse dalle guidance dei colossi tecnologici. Pesante flop di Eli Lilly (-11,7%), zavorrata dalla revisione al ribasso delle stime sugli utili dei prossimi mesi.
Buone le performance anche per l’S&P 500 (+0,6%) e il Dow Jones (+0,2%).
Dall’altro lato della barricata c’è Eli Lilly, il colosso farmaceutico che dopo i conti perde 10% a 808 dollari per azione. Il gruppo ha riportato ricavi e utili del primo trimestre superiori alle stime, grazie alla forte domanda dei suoi farmaci per la perdita di peso e il diabete. Tuttavia, ha abbassato le previsioni di utile per l'intero anno a causa di costi legati a un recente accordo per un trattamento contro il cancro.
Il colosso farmaceutico ora prevede per l’anno fiscale 2025 un utile rettificato compreso tra 20,78 e 22,28 dollari per azione, in calo rispetto alla precedente stima di 22,50–24 dollari. Eli Lilly ha spiegato che la revisione riflette un onere da 1,57 miliardi registrato nel primo trimestre, legato principalmente all’acquisizione di un farmaco orale contro il cancro da Scorpion Therapeutics.
Il Nasdaq accelera grazie al rally dei titoli tecnologici: alle 17:30 (ora italiana) di giovedì primo maggio l’indice sale del 2,5%, inseguito dall’S&P 500 (+1,4%) e dal Dow Jones (+1%).
Microsoft, maglia rosa assoluta, guida la corsa a +9%. Meta segue con un +5,6%. A metà seduta il 70% dei titoli dell’indice Nasdaq 100 si muove sopra la parità: degno di nota anche il rally di Nvidia, che sale del 4,8%.
Deboli i titoli dei consumi con Coca-Cola in flessione dell’1,5%, Procter & Gamble dell’1,5%, McDonald’s (seppur in recupero dopo la partenza molto negativa) dello 0,6%.
Le borse Usa provano a ripartire dopo il complesso mese di aprile, innescato dai dazi di Trump, spinte dalle trimestrali delle big tech. I conti sopra le attese di Microsoft e Meta, che in apertura salgono rispettivamente del 9% e 6%, trainano il Nasdaq, che alle prime battute di giovedì primo maggio guadagna l’1,9%. Partenza sopra la parità anche per S&P 500 (+0,8) e Dow Jones (+0,3%) nel giorno in cui, sul fronte della politica estera, è stato anche annunciato lo storico accordo tra Usa e Ucraina sulle terre rare.
Gli occhi del mercato erano tutti puntati sui conti dei colossi tecnologici, per capire il loro stato di salute in un periodo turbolento dell’economia americana, culminato nella contrazione del pil per la prima volta in tre anni.
E le big tech finora non hanno deluso: Microsoft, trainata dal cloud, ha registrato un utile per azione di 3,46 dollari (+18% annuo), contro i 3,22 attesi dal consenso. Mentre i profitti di Meta hanno raggiunto i 6,43 dollari, ben oltre i 5,28 previsti: la società ha inoltre annunciato una strategia di contenimento dei costi, ma con maggiori investimenti in intelligenza artificiale.
Sulla parità invece Tesla (dopo un inizio al +1,2%), che ha smentito categoricamente l’indiscrezione del Wall Street Journal secondo cui il board sarebbe al lavoro per trovare un sostituto di Elon Musk, reo (secondo quanto riportato dal giornale americano) di aver dedicato troppo tempo al suo incarico governativo presso l’amministrazione Trump e di aver trascurato i suoi doveri nella società di veicoli elettrici, che ha chiuso il primo trimestre con utili in calo del 71%.
Inizio di giornata difficile anche per McDonald’s, che ha aperto la seduta in flessione dell’1,6%. Il colosso del fast food ha chiuso il primo trimestre con un utile per azione rettificato di 2,67 dollari e ricavi per 5,96 miliardi di dollari. Le stime raccolte da Lseg indicavano invece un utile di 2,66 dollari, ma con un fatturato più alto, pari a 6,09 miliardi.
A preoccupare maggiormente gli investitori è stato il dato sulle vendite negli Stati Uniti, scese del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Si tratta del calo più marcato dal secondo trimestre del 2020, quando l’impatto della pandemia aveva colpito duramente l’intero settore della ristorazione.
Nel frattempo, ad aprile negli Stati Uniti è diminuito il ritmo dei licenziamenti, dopo i tagli del primo trimestre del Doge (Dipartimento per l’Efficienza del Governo) di Elon Musk.
Secondo l’ultimo studio pubblicato giovedì dalla società di outplacement Challenger, Gray & Christmas, le aziende americane hanno annunciato 105.441 tagli di posti di lavoro nel mese, in calo del 62% rispetto a marzo.
Il settore pubblico, al centro dell’iniziativa di Musk attraverso il suo Dipartimento per l’Efficienza del Governo, ha registrato 2.731 licenziamenti, una netta frenata rispetto ai numeri record di marzo. Il totale annuale dei tagli nella pubblica amministrazione raggiunge così quota 281.452, rispetto ai 216.215 registrati il mese precedente. (riproduzione riservata)