Il Ftse Mib chiude un’altra seduta in rialzo (+0,88%), a un soffio da quota 28 mila punti (a 27.987). Segni più anche a Francoforte (+0,8%), Londra (+0,5%) e Parigi (+0,8%). In assenza di particolari dati macroeconomici e di trimestrali di peso, le piazze finanziarie del Vecchio continente sono rimaste per lo più piatte durante il corso della seduta, salvo poi accelerare sul finale. I fari adesso sono tutti puntati sulla Federal Reserve che comunicherà la decisione di politica monetaria oggi 1° novembre alle 19:00 ore italiane. Secondo gli analisti, la banca centrale Usa lascerà ancora i tassi di interesse invariati al 5-5,25%. Di particolare rilievo però saranno le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, da cui ci si aspetta qualche indizio in più sulle prossime mosse e sullo stato di salute dell’economia Usa.
In questo quadro, resta in rialzo il biglietto verde contro le principali valute: il cambio euro/dollaro si indebolisce a 1,0539. In netto calo invece i rendimenti dei titoli di Stato con il Btp decennale al 4,65% rispetto al 4,72% della vigilia e il pari scadenza tedesco al 2,76% (era al 2,81% martedì). Lo spread tra Btp e Bund scende a quota 190.
A Piazza Affari, Iveco lascia sul terreno l’8,9% a 7,246 euro. Il gruppo ha rivisto al rialzo la guidance per la terza volta quest'anno ma nel terzo trimestre ha registrato un free cash flow da attività industriali negativo per 375 milioni di euro. Tra i bancari, che chiudono sopra la parità, il focus degli investitori rimane su Bper (+2,25%). Banco Bpm, dal canto suo, guadagna l'1,31% a 4,886 euro forte dell’aumento del peso in portafoglio da parte degli analisti di Equita, in attesa della presentazione del nuovo piano industriale. Segno più su Stellantis (+1,94% a 17,942 euro) che ha ricevuto giudizi positivi dagli analisti di Akros, Berenberg e Ubs.
Nexi, dal canto suo, rimbalza del 4,02% dopo i recenti cali, dovuti ai profit warning di due aziende europee operanti nel settore pagamenti. Buona performance anche per Tim, che chiude a +3,69%. Infine, Amplifon lascia sul terreno lo 0,53% a 26,5 euro. Intesa Sanpaolo ha ridotto da 25,2 a 24 euro il prezzo obiettivo sul titolo e confermato la raccomandazione hold, in scia a una redditività nel trimestre inferiore alle attese.
Le borse europee scattano dopo l’apertura di Wall Street con Piazza Affari in rialzo di oltre l’1%. Il Dax sale dello 0,8%, il Ftse 100 dello 0,86% e il Cac 40 dello 0,9%. Dall’altra parte dell’oceano anche Wall Street segna frazionali progressi in apertura di seduta, mentre sale l’attesa per le decisioni della Federal Reserve, che secondo le aspettative lascerà invariato il costo del denaro.
Da capire se il numero uno dell’istituto, Jerome Powell, lascerà o meno aperta la porta a un cambio di rotta nei prossimi mesi. In attesa il dollaro continua a conquistare terreno (contro l’euro a 1,05), mentre in campo obbligazionario calano i rendimenti obbligazionari: il Treasury a 10 anni è al 4,8% e il Btp pari scadenza in calo al 4,7%.
Quanto alle materie prime, i prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 2% mercoledì 1° novembre, in vista dell'atteso incontro della banca centrale americana per ottenere indicazioni sulla politica dei tassi di interesse, mentre il conflitto in Medio Oriente resta al centro dell'attenzione.
Il Ftse Mib si porta a zero (27.741 punti) in attesa della Fed stasera. I tassi dovrebbero restare fermi, ma saranno le parole del governatore Jerome Powell a dominare l’attenzione dei mercati.
A Piazza Affari balza Nexi (+3,9%), con Boper Banca (+3%) e Tim e Mps (+2,0%), vendite invece su Iveco (-6,7%), Erg (-1,9%), Amplifon (-1,9%) e Cnh (-1,7%). Lo spread Btp-Bund si assesta a 193 punti, in leggero aumento.
Le richieste di mutui negli Stati Uniti sono diminuite del 2,1% nella settimana terminata il 27 ottobre, la terza settimana consecutiva di calo, portandosi al livello più basso dal 1995 dato che l'inasprimento aggressivo della Fed scoraggia gli acquirenti di case. Tuttavia, il tasso medio sul mutuo trentennale è sceso al 7,86%.
Gli analisti prevedono ora che la Fed mantenga i tassi stabili al meeting di oggi, 1 novembre, al livello massimo degli ultimi 22 anni nel range compreso fra il 5,25% e il 5,5% per la seconda riunione consecutiva, lasciando aperta la possibilità di un altro rialzo già a dicembre, con una crescita economica che si manterrà resiliente. La recente impennata dei rendimenti dei titoli del Tesoro Usa ha contribuito a un inasprimento delle condizioni finanziarie.
Il Ftse Mib apre positivo, mercoledì 1 novembre, sale dello 0,35% a 27.838 punti con Stellantis e Bper Banca (+1,8%, Banco Bpm e FinecoBank (+1,3%). Vendite, invece, su Iveco dopo i conti (-2,7%, -5,4% alle ore 9:30) e nonostante il rialzo della guidace, Prysmian (-1,1%), Cnh (-0,9%) e Diasorin (-0,8%). Spread Btp-Bund a 194 punti.
Secondo alcuni gestori interpellati da milanofinanza.it, le decise vendite su Iveco avrebbero come causa prese di profitto dopo che il titolo della galassia Agnelli-Elkann ha corso per il 45% da inizio anno.
Mercoledì 1 novembre i futures sullo Eurostoxx 50 viaggiano in buona forma, +0,6% alle ore 8:30 italiane grazie alla pausa sui tassi e alle parole tornate più da colomba da parte della Bce. Ma anche grazie all’inflazione in calo nell’Eurozona.
E infatti oggi i riflettori dei mercati sono puntati sulla decisione di politica monetaria dell’altra grande banca centrale, la Federal Reserve (Fomc), gli investitori si aspettano tassi fermi ai massimi degli ultimi decenni. I commenti del governatore Jerome Powell saranno esaminati attentamente per valutare eventuali altri rialzi del costo del denaro in futuro e per quanto tempo i tassi rimarranno alti.
In attesa del Fomc, gli investitori comprano T bond, il rendimento del decennale scende oggi dal dal 4,929% di inizio sessione asiatica al 4,91%, mentre per ora i futures sul Nasdaq viaggiano in leggero rosso.
Iveco Group ha chiuso il terzo trimestre con un incremento di ricavi e utili grazie a migliori prezzi e ha nuovamente ritoccato al rialzo la guidance per il 2023.
Il gruppo di veicoli commerciali e speciali ha registrato ricavi consolidati pari a 3,757 miliardi di euro, segnando una crescita del 6,7% su base annua, mentre i ricavi netti delle attività industriali si sono attestati a 3,671 miliardi di euro, in crescita del 5,8% grazie a migliori prezzi e a un migliore mix.
L'Ebit adjusted è migliorato di 112 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2022 attestandosi a 213 milioni di euro, con un margine del 5,7%. Bene anche l'Ebit adjusted delle attività industriali, che nel trimestre è stato di 180 milioni di euro, contro i 64 milioni di euro nel terzo trimestre 2022, e con un margine del 4,9%. L'ultima riga del conto economico segna invece un utile netto adjusted di 84 milioni di euro, in crescita rispetto ai 54 milioni del terzo trimestre 2022. Il risultato diluito per azione adjusted è pari a 0,28 euro (in aumento di 0,18 euro rispetto al terzo trimestre 2022).
Stellantis è fiduciosa di superare quota 8 miliardi di euro di sinergie quest'anno, ha detto la cfo, Natalie Knight, in una call post risultati trimestrali con gli analisti.
Rete Tim, le fondazioni bancarie con F2i a fianco di Kkr e Tesoro. Profumo lancia l’operazione di sistema
E' stata perfezionata la partnership di lungo periodo siglata lo scorso maggio fra Banca Ifis e Mediobanca per la gestione dei crediti deteriorati (Npl). In particolare, Banca Ifis ha perfezionato l'acquisto dal Gruppo Mediobanca, per un corrispettivo di 100 milioni di euro, di Revalea società nata nel 2022 dallo scorporo di Npl derivanti da attività di acquisizioni di portafogli di sofferenze con un gross book value di 6,5 miliardi1 di euro.
Su Pierrel, Consob ha disposto la sospensione dei termini istruttori relativi all'Opa promossa da Fin Posillipo in attesa della trasmissione di ulteriori elementi informativi e supplementari di dettaglio.
Si è dimesso il consigliere di amministrazione di Acea, multiutility di Roma, Thomas Devedjian, nominato dalla lista presentata dal socio Suez International nell'assemblea del 18 aprile scorso.
Il consiglio di gestione di Egea, multiutility di Alba, ha accettato l'offerta vincolante di Iren, con il conseguente avvio di una trattativa in esclusiva fra le parti.
La società Sienambiente dal 1 gennaio 2024 verrà consolidata contabilmente nel gruppo (40% la quota di capitale sociale detenuta da Iren tramite la società Iren Ambiente Toscana) e potrà quindi contare sulle sinergie e le risorse del gruppo per portare avanti il piano industriale.
Cda 3° trimestre: Iveco Group, Tenaris. (riproduzione riservata)