L’attacco di Hamas a Israele ha spaventato gli investitori, che hanno venduto azioni e comprato asset rifugio. Le borse europee chiudono in calo: -0,44% il Ftse Mib, -0,6% il Dax e -0,6% il Cac 40. Prosegue in rosso anche Wall Street dove il Nasdaq perde lo 0,74%. Al contrario, ha virato al rialzo l’oro che fin da inizio seduta è balzato dell’1% superando i 1.864 dollari l’oncia. Secondo gli esperti, l’oro si conferma un’ottima copertura contro le turbolenze internazionali. Una valutazione che riguarda anche il dollaro (a 1,05 contro l’euro) che, complice anche la stretta monetaria messa in campo dalla Federal Reserve e la resilienza dell’economia statunitense, quest’anno è già salito del 2,1%.
A Piazza Affari, i cali dell'indice principale sono stati contenuti dalla performance dei titoli oil e di Leonardo (+4,79%). Per quanto riguarda i primi, Eni guadagna il 2,27%, Tenaris il 3,93% e Saipem l'1,8%. Sempre nel settore energetico, gli analisti di Equita Sim e di Banca Akros hanno espresso giudizi positivi su Maire (+0,45% a 4,434 euro) dopo il contratto da 8,7 miliardi di dollari firmato con Adnoc negli Emirati Arabi Uniti settimana scorsa. Nel dettaglio, la prima ha promosso il titolo a buy da hold, alzando il prezzo obiettivo a 5,8 euro, mentre la seconda ha confermato il buy e contestualmente ha aumentato il prezzo obiettivo a 5,6 euro dai precedenti 4,8.
Segno meno per Amplifon, che cede il 4,07% a 26,15 euro in chiusura dopo che gli analisti di Equita Sim hanno tagliato il prezzo obiettivo sul titolo a 30 euro dai precedenti 33,3, in scia a un aggiornamento dei tassi che ha portato alla revisione delle stime.
Segno meno anche su Banca Mps che è stata il titolo peggiore del Ftse Mib. Siena ha lasciato sul terreno il 6,25%, chiudendo la seduta a 2,44 euro, dopo l’annuncio dei termini della privatizzazione fatto dal Tesoro venerdì 6 ottobre. Il primo azionista di Mps (64% del capitale) ha avviato la ricerca degli advisor per la exit e, soprattutto, ha messo sul tavolo tutte le possibili iniziative, da un’offerta pubblica di vendita ai risparmiatori alla cessione in blocco a un’altra banca. Ad appesantire il titolo è soprattutto l’ipotesi di una dismissione di grossi pacchetti azionari dell’istituto, anche se l’operazione non sembra imminente.
Borse europee volatili in scia alle tensione internazionali. Dopo un leggero recupero di metà seduta, il Ftse Mib torna in rosso (-0,7% a 27.599 punti), così come il Cac 40 (-0,7%), il Dax (-0,8%) e il Ftse 100 (-0,13%). La seduta si apre in calo anche per Wall Street dove il Dow Jones scivola dello 0,06%, l’S&P dello 0,36% e il Nasdaq dello 0,91%. Mentre in Europa lo spread tra Btp e Bund resta in netto rialzo a 208 punti, il mercato obbligazionario negli Stati Uniti è chiuso per la festività del Columbus Day.
In merito ai Titoli di Stato italiani, Reuters, citando diverse fonti, riferisce che i banchieri centrali della Bce ritengono che il recente balzo dei rendimenti sia giustificato dalla revisione al rialzo delle stime sul deficit da parte del governo, ma lo considerano un segnale di allarme che dovrebbe raffreddare il dibattito sulla fine dei reinvestimenti in ambito Pepp. L’agenzia di stampa britannica riferisce che questa situazione ha spinto alcuni investitori e analisti a ipotizzare che la Bce possa essere costretta a intervenire per tenere a bada i mercati ed evitare la cosiddetta frammentazione tra i Paesi europei.
Intanto sul fronte delle materie prime, il petrolio prosegue la sua corsa con il Brent a quota 87,5 dollari al barile (+3,4%). In rialzo anche il gas (a 42 euro al megawattora) sulla scia di una perdita di un gasdotto.
Il Ftse Mib cede lo 0,4% dopo aver raggiunto quasi la parità a 27.701, sale lo spread del 2,5% a 206 punti. Bene Leonardo (+4,3%) e i titoli del petrolio come Eni e Saipem (+2,5%) trainati dalla guerra in Israele, giù le banche a partire da Mps (-3,2%) e Bper (-3%). In corsa il gas naturale.
I futures del gas in Europa balzano del 14% superando i 43,35 euro per megawattora, estendendo il balzo del 5,6% venerdì a causa delle crescenti preoccupazioni sull’offerta. Domenica la Finlandia e l'Estonia hanno osservato un insolito calo di pressione nel gasdotto offshore Balticconnector che collega i due paesi, a causa di una perdita.
Questo ha comportato l’interruzione del flusso di gas e i lavori di riparazione potrebbero richiedere diversi mesi. Allo stesso tempo, è emerso che i lavoratori degli impianti di gas naturale liquefatto di Chevron in Australia stanno pianificando di riprendere gli scioperi. Tuttavia, le previsioni di clima mite per ottobre, una domanda più bassa, la presenza di elevati livelli di stoccaggio e le continue iniezioni di gas, combinate con la riduzione della domanda industriale nonostante le scarse forniture, hanno contribuito a mantenere i prezzi relativamente stabili.
I valori mensili del gas nei Paesi Bassi, il punto di riferimento europeo, rimangono significativamente al di sotto dei livelli visti nello stesso periodo dell'anno scorso, quando erano intorno ai 150 euro per megawattora.
Dopo un avvio molto volatile, il Ftse Mib recupera parte delle perdite e cede lo 0,5% a 27.672 punti appesantito da Bper, Amplifon, Moncler e Mps che cedono dal 2,4% al 2,6%.
Forti acquisti su Leonardo che balza del 6% grazie alla guerra Hamas-Israele, così come Tenaris, Eni e Saipem del 2% per il caro petrolio.
Infatti il greggio Wti americano corre del 3,10% a 85,35 dollari il barile, mentre il gas scambiato ad Amsterdam, il TTF, galoppa (+7,10% a 40,95 euro il megawatt ora). Lo spread Btp-Bund è a sua volta tonico: +3% a 207 punti. L’euro nel frattempo viene schiacciato dal dollaro percepito come asset rifugio (-0,5% a 1,0538), i futures sul Nasdaq restano in area di contrazione (-0,8%).
Piazza Affari apre in rosso, lunedì 9 ottobre, il Ftse Mib cede lo 0,35% in apertura, con lo spread in corsa (+3,11% a 207). Volano i titoli della guerra e del petrolio dopo l’attacco di Hamas a Israele: Leonardo (+4,5%), Eni (+2,5%), Saipem (+1,5%). In rosso le banche con Mps (-2,2%), Bper (-1,8%), FinecoBank (-1,8%), Banco Bpm (-1,2%).
In marcia il petrolio Wti americano (+3,5% a 86,66 dollari il barile), mentre l’euro soffre non poco (-0,5% a 1,0539).
I futures sullo Eurostoxx 50 sono in rosso lunedì 9 ottobre (alle 7:50) per quasi lo 0,9%, giorno di apertura delle borse, terzo di conflitto a Israele dopo l’attacco di Hamas. I morti, per ora, sono almeno 1.100 da entrambe le parti.
Il petrolio Wti americano corre del 3,6% a 85,78 dollari il barile, sale dell’1% circa l’oro a 1.862 dollari per oncia, mentre l’euro cede lo 0,33% sul dollaro a 1,0555, che ora torna a essere comprato come moneta rifugio. I futures sul Nasdaq si muovono negativi (-0,7%). Da tenere monitorati i titoli petroliferi, che possono correre con il rialzo del greggio.
La Banca d'Israele ha dichiarato che venderà 30 miliardi di dollari come parte di un programma di sostegno ai mercati in seguito all'attacco dei militanti di Hamas.
La Banca centrale opererà sul mercato nel prossimo periodo per attenuare la volatilità del tasso di cambio dello shekel e fornire la liquidità necessaria, secondo una dichiarazione pubblicata lunedì. La valuta israeliana è scesa dell’1,8% a 3,9146 per dollaro, il livello più basso degli ultimi sette anni.
Lunedì gli Usa festeggiano il Columbus Day che, sebbene sia una festa federale, non influisce sugli orari di apertura del mercato azionario. Oggi la Borsa di New York e il mercato azionario del Nasdaq manterranno l’orario normale. Tuttavia, il settore obbligazionario resterà chiuso dal momento che la Federal Reserve e molte banche non lavorano in occasione della festività.
08.00 Germania, produzione industriale
10.15 Eurozona, Centeno (Bce): discorso
10.30 Eurozona, Sentix, Fiducia investitori
Su Mps, il Tesoro ha avviato il processo di selezione per l’individuazione degli adviser finanziari e legali per la cessione della sua partecipazione di controllo nell'istituto senese.
Unipol non intende acquisire ulteriori azioni di Popolare Sondrio nei prossimi sei mesi, né esercitare il controllo, anche di fatto, sull'istituto.
Nessun passo indietro sulla vendita della rete di Tim dopo l'incontro tra il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti e i vertici di Vivendi, maggior azionista dell'azienda italiana, ha detto una fonte a Reuters.
Juventus ha annunciato una manovra di rafforzamento patrimoniale attraverso un aumento di capitale fino a 200 milioni di euro dopo avere registrato una perdita di quasi 124 milioni nell'ultimo esercizio (chiuso al 30 giugno) e previsto un rosso anche per l'anno fiscale in corso. La controllante Exor si è impegnata a sottoscrivere la propria quota di aumento di capitale.
Nella partita di campionato di sabato la squadra ha ottenuto una vittoria per 2-0 contro il Torino.
Enel dovrebbe destinare la metà dei suoi investimenti all'Italia dal momento che il paese rappresenta il 50% della redditività del gruppo dell'energia. Lo ha detto l'ad Flavio Cattaneo. (riproduzione riservata)