In attesa di capire come si evolverà il conflitto di Medio Oriente, le borse restano in balia dei catalizzatori di mercato dell’ultimo anno e mezzo: dati macroeconomici e banche centrali. Dopo un’apertura sopra la parità, le piazze europee hanno azzerato i guadagni chiudendo pressoché piatte (-0,08% il Ftse Mib, +0,07% il Dax, +0,11% il Cac 40).
I dati macroeconomci statunitensi hanno riacceso i timori di un altro rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Su questa scia dunque si sono riaccesi i timori sui mercati di un’ennesima stretta da parte della banca centrale Usa. I rendimenti dei titoli del Tesoro sul mercato obbligazionario sono aumentati immediatamente dopo la pubblicazione del report: il Treasury decennale è salito al 4,84% dal 4,69% di lunedì. Anche nel Vecchio continente il rendimento del Btp decennale è salito al 4,8%, spingendo lo spread sopra quota 200 punti.
Le borse europee procedono deboli e volatili dopo l’avvio in rosso di Wall Street. A salire è solo Londra (+0,42%) grazie ai buoni dati sul mercato del lavoro, che potrebbero convincere la Banca d’Inghilterra a mantenere il tasso d’interesse invariato.
Negative le altre piazze: Francoforte cede lo 0,36%, Parigi cala dello 0,20% e a Milano il Ftse Mib segna -0,23%. Olteoceano (-0,05% il Dow Jones, -0,2% l’S&P 500, -1% il Nasdaq) pesano invece i dati sulle vendite al dettaglio più forti del previsto. Il rapporto mostra che il mese scorso i consumatori hanno speso più di quanto stimato dagli economisti. Sebbene questo sia un segnale di un’economia sana e probabilmente il risultato di un mercato del lavoro ancora solido, potrebbe fornire all’inflazione più carburante per rimanere al di sopra dell’obiettivo del 2% stabilito della Federal Reserve e indurre la Banca centrale a ulteriori rialzi dei tassi. Su questa scia sono tornati a risalire i rendimenti dei Treasury con il decennale al 4,8%. In Eurolandia sale anche il rendimento del Btp decennale al 4,9% con lo spread Bpt/Bund a 202 punti.
Le borse europee restano in calo in scia ai future di Wall Street (-0,3% sul Dow Jones, -0,4% sull’S&P) che lasciano presagire un’apertura sotto la parità dei listini oltre oceano. Oltre che sulla guerra in Israele e sugli attacchi terroristici che stanno colpendo alcune città europee, i listini hanno i fari accesi sulle trimestrali. Bank of America ha registrato un utile in rialzo del 10% (anche se i ricavi sono scesi dell’1%), mentre Goldman Sachs ha chiuso il terzo trimestre con utili in ribasso del 33% e ricavi sostanzialmente stabili (-1%).
Sul fronte macroeconomico, inoltre, negli Stati Uniti le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,7% nel mese, ben al di sopra della stima dello 0,3% del consenso, secondo il rapporto anticipato pubblicato martedì 17 dal Dipartimento del Commercio. Escludendo le automobili, le vendite sono cresciute dello 0,6%, anche in questo caso oltre le previsioni.
Il Ftse Mib vira al ribasso (-0,24%). In rosso anche il Dax (-0,5%) e il Cac 40 (-0,3%). Solo Londra resta sopra la parità (+0,3%). I mercati stanno valutando il rischio di una possibile escalation del conflitto mediorientale. Israele potrebbe infatti lanciare un’offensiva di terra a Gaza mentre si aggravano i timori che il conflitto possa estendersi lungo il confine di Israele con il Libano. Mercoledì 18 ottobre la Giordania ospiterà un vertice a quattro, ad Amman, con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e i leader egiziani e palestinesi per discutere le «pericolose» ripercussioni della guerra a Gaza nella regione e trovare una soluzione politica. A scriverlo sono i media statali giordani secondo quanto riporta il Jerusalem Post.
Ancora altalenate il prezzo del petrolio con il Brent che torna a quota 90 dollari (+0,46%), mentre il Wti resta stabile a 85 dollari al barile (+0,3%). Data elevata instabilità proseguono in rialzo i beni rifugio: l’oro tratta a 1.915 dollari l’oncia, mentre il biglietto verde resta a quota 1,05 contro l’euro. In attesa di diversi discorsi dei membri della Bce nel pomeriggio, lo spread tra Btp e Bund resta sui 200 punti base con il Btp decennale in rialzo al 4,84%.
I listini europei, oltre al conflitto, guardando ai dati macroeconomici. Nel pomeriggio attesi i dati su produzione industriale e vendite al dettaglio negli Usa. Mercoledì 18 toccherà invece al pil cinese. Intanto a Wall Street entra nel vivo la stagione delle trimestrali.
Sul listino bene i titoli bancari, con Monte Paschi che sale dell’1,7%, Bpm +1,3% e Bper +1%; scendono invece Unicredit e Mediobanca. Recupera parzialmente Tim dopo la debacle di ieri. Tra le altre blue chip bene Italgas (+1,4%), ribassi per Iveco, Ferrari, Stm, Recordati e Diasorin.
A metà mattina Piazza Affari resta debole e scambia poco sopra la parità. Alle 11:20 il Ftse Mib guadagna solo lo 0,05%, guidato da Mps (+1,9%). La banca senese sale dopo le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che il 16 ottobre ha aperto a una privatizzazione entro il 2024. In generale la seduta sorride anche alle altre banche: soprattutto a Bper Banca e Banco Bpm (+1,45% entrambe), le due banche accreditate in passato per le nozze con Mps che darebbero vita al terzo polo bancario. Bene anche l’energia, con Italgas che sale dell’1,4% dopo l’acquisizione di Veolia.
La giornata di borsa non sorride invece a Mediobanca (-2%), che vede avvicinarsi l’assemblea del 28 ottobre (Delfin e Caltagirone sfideranno l’ad Nagel e il presidente Pagliaro per ottenere cinque posti in cda). Male inoltre Iveco Group (-1,64%), Recordati (-1,2%) e Cnh Industrial (-1%). Lo spread tra Btp-Bund decennali cresce a 200 punti dai 197 della seduta precedente.
Anche le altre borse europee si mostrano deboli, a eccezione del Ftse 100 che sale dello 0,5%. L’Ibex 35 guadagna solo lo 0,2% e il Cac 40 lo 0,15%. Mentre il Dax è piatto nonostante il miglioramento del morale degli investitori. A ottobre l’indice Zew sulla fiducia economica è aumentato a -1,1 punti dai -11,4 punti di settembre. Il dato supera di molto il consenso, con gli analisti che avevano previsto un -9,3 punti.
Il Ftse Mib apre incerto, martedì 17 ottobre, appena sopra la parità a 28.396 punti con il rialzo di Tim (+1,5%), Mps (+1,1%), Hera e Italgas (+0,8%). Vendite invece su Amplifon (-1%), Iveco, FinecoBank e Recordati (-0,8%).
Sale lo spread del 2,2% a 201 punti dopo la manovra da 24 miliardi presentata ieri dal governo.
I futures sullo Eurostoxx 50 si muovono poco sopra la parità, martedì 17 ottobre alle ore 8:15, in attesa della pubblicazione dello Zew di ottobre a fine mattinata. Lo Zew Economic Sentiment Indicator ha cadenza mensile e sintetizza l’opinione di 350 esperti sul futuro dell’economia tedesca.
Nel pomeriggio prenderanno la parola diversi banchieri centrali di Fed e Bce, mentre i mercati hanno gli occhi puntati sui conti di Goldman Sachs e di Bank of America.
In Asia le borse sono andate bene nonostante il colosso immobiliare Country Garden sia sempre più in bilico e l’indiscrezione di Bloomberg che l’amministrazione Biden sta stringendo le viti sul bando di esportazione in Cina di chip di intelligenza artificiale e macchinari per produrli.
11.00 Germania, Zew, sondaggio aspettative ottobre
14.00 USA, Williams (Fed votante): discorso su outlook economico
14.30 USA, Vendite al dettaglio settembre
15.00 Europa, Knot (BCE): discorso a Francoforte
15.15 USA, Produzione industriale settembre
16.00 Europa, Centeno (Bce): discorso a Lisbona
16.00 USA, NAHB indice fiducia costruttori ottobre
16.45 USA, Barkin (Fed votante nel 2024): discorso su outlook economico
19.00 Europa, Guindos (Bce): conferenza congiunta Bce-Fmi
19.00 Europa, Holzmann (Bce): discorso
USA, trimestrali: Goldman Sachs, Bank of America, Johnson & Johnson, Lockheed Martin.
La proposta del fondo Kkr sulla rete fissa di Tim è sul tavolo e se non fosse accettata dalla società saranno prese in considerazioni altre opzioni. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti nel corso della conferenza stampa sulla manovra.
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti si è detto fiducioso che la privatizzazione di Mps avvenga entro il 2024.
Il 23 ottobre verrà data esecuzione alla delibera assembleare di raggruppamento delle azioni ordinarie di categoria A e B di MFE-MediaforEurope per consentire la riduzione del numero delle azioni in circolazione.
Il governo italiano ha detto di voler accantonare 12 miliardi di euro per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, rilanciando un progetto accantonato dieci anni fa. Una notizia positiva per Webuild.
Acinque punta a crescere con acquisizioni di utility nei territori di riferimento, ovvero le province di Monza, Como, Lecco, Varese e Sondrio, anche se al momento non ci sono dossier aperti e vede come una opportunità per aumentare la clientela la fine del mercato tutelato dell'energia elettrica e gas, prevista da gennaio 2024. Lo ha detto in un'intervista a Reuters l'ad Stefano Cetti. (riproduzione riservata)