In balia delle banche centrali i mercati azionari scivolano, segnando cali generalizzati. Il Ftse Mib perde l’1,68% a 28.709 punti, la peggiore performance in Europa. La riunione della Federal Reserve, che ha deciso di mantenere fermi per ora i tassi, ma da cui è uscita una linea più rigida del previsto per i prossimi mesi, ha dato lo spunto per effettuare molte prese di beneficio.
In borsa la previsione di tassi alti ancora a lungo premia quindi i bancari e penalizza i titoli dell’energia. In campo obbligazionario volano i rendimenti dei Treasury a livelli record con il decennale al 4,48% e il biennale al 5,1%. Nel Vecchio continente lo spread tra Btp/Bund risale a quota 180 con il Btp a 10 anni al 4,55%. Volatile il valutario con l’euro che sul finale torna a recuperare terreno sul dollaro a quota 1,066.
Restano in netto calo le borse europee (-1,6% il Ftse Mib) dopo l’apertura di Wall Street che inizia la giornata con il segno meno: -0,6% il Dow Jones, -0,85% l’S&P e -0,95% il Nasdaq. Sui listini continuano a pesare le scelte sulle banche centrali che cambiano la retorica sui tassi parlando di «tassi alti più a lungo». Su questa scia virano al rialzo i rendimenti obbligazionari: il Btp decennale sale al 4,54% e il Bund pari scadenza al 2,75% riportando lo spread a quota 180 punti. Dall’altra parte dell’oceano il Treasury a 10 anni sfiora il 4,5%, mentre la scadenza a due anni sale al 5,1%.
Sul fronte macro negli Stati Uniti sono calate a sorpresa le richieste di sussidio di disoccupazione. Nella settimana al 16 settembre 2023, i «claims» sono risultati pari a 201.000 unità, in calo di 20.000 unità rispetto alle 221.000 unità della settimana precedente (dato rivisto da un preliminare di 220 mila). Il dato è sotto il consensus che stimava un aumento a 225 mila unità. Il mercato del lavoro si palesa più resiliente del previsto, lanciando qualche segnale sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Peggiorano gli indici azionari europei, mentre le vendite piegano soprattutto i titoli dell’energia, delle materie prime insieme a quelli dell’auto e dei servizi finanziari. Il Ftse Mib è il peggiore in Europa con una flessione di quasi il 2% (-1,92%) a 28.668 punti, mentre arretra dell’1,7% Parigi e dell’1,47% Francoforte. Londra in calo solo dello 0,5% dopo che la Bank of England ha deciso di lasciare i tassi di interesse fermi. In controtendenza Zurigo, con lusso e farmaceutica a sostenere lo Smi (+0,3%9: la banca centrale svizzera ha anch’essa mantenuto invariati i tassi (all’1,75%) interrompendo la fase di stretta monetaria. Sul mercato valutario invece l’euro è in calo sul dollaro a 1,063 (-0,26%). In campo obbligazionario lo spread ritorna a quota 180 punti.
In flessione anche i future di Wall Street che risentono ancora di una Federal Reserve più falco del previsto (-0,6% i futures sul Dow Jones, -0,9% i future sull’S&P). Mercoledì 20 settembre il presidente della banca centrale Usa, Jerome Powell, ha infatti lasciato la porta aperta a ulteriori aumenti dei tassi di interesse.
Il Ftse Mib cede l’1,35% a 28.835, salgono in controtendenza le banche, a partire da Unicredit (+2,2%), Banco Bpm (+1,3%), Mps (+1,15%). Tra i titoli più venduti, Saipem (-4%), Diasorin e Recordati (-3,4%).
Banco Bpm ha toccato giovedì 21 settembre il valore di 4,63 euro che non vedeva dal 2016, ovvero un rialzo del 33% da inizio anno (Ftse Mib +21,7%), del 62% negli ultimi 12 mesi.
Il volume degli scambi è superiore del 73% rispetto alla media degli ultimi 20 giorni in queste ore di contrattazione di borsa, rileva il terminale Bloomberg. Il target price medio degli analisti sul titolo in ottica di 12 mesi è di 5,94 euro. Il minimo delle ultime 52 settimane è stato di 2,58 euro toccato l’11 ottobre 2022.
Alle ore 10:10 il Ftse Mib accelera al ribasso, cede l’1,10% scendendo sotto quota 29.000 a 28.910. Bene Unicredit (+1%) e Banco Bpm (+0,10%), in calo Saipem (-4%), Tenaris (-2,75%) con la flessione del petrolio, giù Enel (-2%), Cnh (-2,4%), Ferrari e FinecoBank (-1,7%).
Il rendimento del Btp decennale è risalito sopra la soglia del 4,5% al 4,512%, avvicinandosi al picco degli ultimi sei mesi, spinto dall'indicazione della Federal Reserve di un periodo prolungato di tassi di interesse più elevati.
Mercoledì, la Banca centrale Usa ha deciso di mantenere i tassi fermi a livelli mai visti in oltre 22 anni, ma ha accennato a un altro aumento prima della fine dell'anno e a riduzioni del costo del denaro inferiori rispetto a quelle precedentemente previste per il 2024.
Il mercato sembra attribuire una probabilità del 90% che i costi di finanziamento nell’Eurozona rimangano stabili alla prossima riunione della Banca centrale europea, con solo il 10% di probabilità che salgano al 4,25%, nonostante alcune osservazioni da falco di alcuni membri del board all'inizio di questa settimana.
Piazza Affari apre in calo dello 0,7% a 29.000 punti, in calo Tenaris, Cnh (-1,5% circa), Prysmian, Eni (-1,3% circa), Stellantis e Tim perdono attorno allo 0,6%, così come Mediobanca. Salgono in controtendenza Unicredit e Pirelli (+0,6%).
I futures sullo Eurostoxx 50 si muovono in profondo rosso alle ore 8:20, cedono lo 0,95% l’indomani del meeting Fed che ha tenuto i tassi fermi avvertendo però di altre strette in arrivo. Giovedì 21 settembre è giornata di Banche centrali: Svizzera, Svezia, Norvegia e Regno Unito.
Il membro del comitato esecutivo della Bce Isabel Schnabel presiede oggi un panel, mentre il capo economista della banca centrale Philip Lane interviene a un evento a New York.
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La settimana scorsa la Commissione ha annunciato un’indagine anti-sovvenzioni, che potrebbe portare non solo a dazi sulle importazioni di veicoli elettrici, ma anche a ritorsioni da parte di Pechino.
Stellantis ha fatto una nuova offerta contrattuale alla United Auto Workers anche se i funzionari della casa automobilistica hanno spiegato che la richiesta del sindacato per un aumento salariale del 36% è troppo alta. La nuova offerta Stellantis è in fase di revisione, ha affermato il sindacato, che ha rifiutato di condividere i dettagli della nuova proposta.
La rivale GM ha continuato a contrattare con i lavoratori, ma le due parti sono rimaste distanti, scrive Bloomberg. Nel frattempo, lo sciopero contro i grandi produttori automobilistici statunitensi – GM, Stellantis e Ford Motor Co. – continua.
Stellantis intanto metterà in cassa integrazione 68 lavoratori in Ohio e prevede di fare lo stesso con altri 300 in Indiana per via dello sciopero del sindacato United Auto Workers in corso presso lo stabilimento della Jeep a Toledo, in Ohio.
Kkr e il ministero dell'Economia chiederanno al cda di Tim più tempo per presentare un'offerta per l'acquisto di Netco, la società dove l'ex monopolista si appresta a far confluire la rete fissa di accesso e Sparkle.
Il cda uscente di Mediobanca ha messo a punto la sua lista per il rinnovo con l'indicazione della conferma dell'attuale presidente Renato Pagliaro e del Ceo Alberto Nagel. Il cda ha anche deliberato di promuovere una sollecitazione di deleghe affidando a Morrow Sodali il ruolo di soggetto incaricato.
Il consiglio ha approvato una lettera, inviata ai soci Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone, ribadendo che le proposte di Delfin sulla governance non erano allineate al modello di governance di una banca sistemica quotata.
Ovs archivia il primo semestre con vendite e utili in crescita e prevede di chiudere l'esercizio con risultati in miglioramento rispetto all'anno prima.
Safilo ha annunciato con Amazon il lancio nel mercato statunitense di nuovi occhiali smart sotto il marchio Carrera e con il servizio vocale Alexa.
L'Opa promossa da Abaco3 su Exprivia si è conclusa con adesioni pari al 25,426% del capitale, secondo i risultati definitivi. La riapertura dei termini è prevista per il 25-29 settembre. (riproduzione riservata)