Piazza Affari in maglia rosa in chiusura di seduta (+0,6%) sostenuta dalle banche, mentre le altre borse europee chiudono la giornata sotto la parità: il Cac-40 cede lo 0,06% e il Dax lo 0,52%, mentre il Ftse 100 resta sulla parità. Indici in rosso a Wall Street, con il Dow Jones che lascia sul terreno lo 0,7%, l'S&P 500 lo 0,67% e il Nasdaq lo 0,86%.
Prevale ancora tra gli operatori cautela in attesa delle decisioni di politica monetaria da parte delle banche centrali questa settimana. Mercoledì 20 toccherà alla Fed, evento catalizzatore dell'attenzione dei mercati internazionali, giovedì 21 alla BoE e venerdì 22 alla BoJ. Si segnala infine che l’indice Redbook durante la terza settimana di settembre ha registrato un incremento delle vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa del 3,6% a/a, in flessione rispetto alle prime tre settimane (+4,1%). Resta in calo allo 1,068 l’euro contro il dollaro, mentre in campo obbligazionario lo spread è a quota 178 punti.
Mercato azionario in positivo nell’ultima parte della seduta, con l’indice Ftse Mib che segna +0,65% a 28.773 punti. Piazza Affari ben intonata guida la pattuglia delle borse europee, alla vigilia della decisione della Fed sui tassi, in attesa dalla quale apre in calo Wall Street (-0,08% il Dow Jones, -0,17% l’S&P e -0,23% il Nasdaq). Sul listino buona performance delle banche, con Monte Paschi che sale del 4,88% mentre torna d’attualità il dossier sulla vendita della quota del Tesoro. In luce anche Bpm (+1,50%) e Bper (+1,01%). Tra i finanziari Generali guadagna l’1,38%. Tra le altre blue chip riparte Tim con un +3,10%, bene Stellantis (+1,69%), Nexi, Leonardo, Iveco. Nell’energia sale Eni (+1,83%) sul rally del petrolio.
Piazza Affari prosegue in frazionale rialzo (+0,5%) prima dell’apertura di Wall Street che è attesa aprire in leggero calo mentre aspetta la riunione della Federal Reserve di mercoledì 20. Il future sul Dow Jones alle 14:30 segna -0,8% e quello sull’S&P -0,07%. Sull’azionario milanese, svetta Mps in un comparto bancario positivo, sulla scia delle indiscrezioni relative alla volontà del Governo di posticipare l'uscita dal capitale, anche alla luce delle performance confortanti registrate di recente dalla banca.
Intanto, sul mercato energetico, non si arresta la corsa del petrolio che secondo gli analisti punta ormai a quota 100 dollari: Wti novembre a 91,34 dollari (+1,34%) e Brent pari scadenza a 95 dollari (+0,59%). Gas in rialzo a 34,93 euro al MWh (+1,3%). Sul valutario, l’euro resta sui minimi da marzo contro il dollaro a 1,069. Lo spread si attesta a quota 178 punti.
Il Ftse Mib sale dello 0,65% a 28.765 punti alle ore 13:00, miglior listino europeo, grazie a Mps (+5% circa), Tim (+2,7%), Nexi (+2,2%), Banco Bpm (+2%).
Secondo l’Economic Outlook dell’Ocse di settembre 2023, la crescita economica globale calerà perché (1) l’impatto di una politica monetaria più restrittiva sta diventando sempre più visibile, (2) la fiducia delle imprese e dei consumatori è scesa e la (3) ripresa in Cina si è affievolita.
L’organizzazione prevede una crescita del Pil globale al 3% quest’anno (rispetto al 2,7% osservato a giugno) e al 2,7% nel 2024 (rispetto al 2,9%). L’Ocse si aspetta che l’economia Usa crescerà del 2,2% quest’anno e dell’1,3% nel 2024; l’Eurozona dovrebbe crescere dello 0,6% nel 2023 e dell’1,1% nel 2024, mentre la Cina dovrebbe espandersi del 5,1% nel 2023 e del 4,6% nel 2024.
L'Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del pil italiano allo 0,8% sia per il 2023 sia per il 2024. La riduzione delle stime è dello 0,4% per quest'anno e dello 0,2% per l'anno prossimo.
Nel frattempo, l’inflazione dovrebbe scendere gradualmente nel corso del 2023 e del 2024, pur rimanendo al di sopra degli obiettivi delle banche centrali nella maggior parte delle economie. L’Ocse ha inoltre aggiunto che i rischi rimangono orientati al ribasso, vale a dire verso «l’incertezza sulla forza e la velocità della trasmissione della politica monetaria, la persistenza dell’inflazione e un rallentamento più marcato del previsto in Cina».
Alle ore 11:00 il Ftse Mib sale dello 0,5% a 28.715 punti col rally di Mps (+5%), Nexi (+2%), Eni (+2%), Tim (+1,6%). A sostenere gli acquisti, l’ultimo dato sull’inflazione nell’Eurozona appena uscito.
L’inflazione in Eurozona è rallentata ad agosto, in base alla lettura finale. I prezzi al consumo sono saliti del 5,2%, in calo rispetto alla lettura iniziale del 5,3% (era anche il dato di luglio).
L’inflazione core, che esclude elementi volatili come cibo ed energia e rappresenta un indicatore chiave per la Bce, è stata confermata al 5,3%. La scorsa settimana la Banca centrale europea ha aumentato i costi di finanziamento per la decima volta consecutiva, spingendo il tasso sui depositi al livello record del 4%, in quello che gli investitori ritengono sia stato il passo finale di questo ciclo di stretta monetaria.
Alle ore 9:40 il Ftse Mib ritorna in area di crescita a 28.700 punti (+0,4%) grazie al rally di Mps (+3,6%), ad Eni (+1,4%) che sale col petrolio in rally, Stellantis e Banco Bpm (+1,1%).
Piazza Affari apre in rosso, martedì 19 settembre, il Ftse Mib cede lo 0,25% in avvio a 28.518. Corre Mps (+2,5%), bene Banco Bpm, Eni e Bper Banca. Vendite invece su Diasorin, Moncler, Cnh Industrial, Amplifon (-1,5% circa).
La paura che l’inflazione torni a mordere l’economia e sgambetti i piani delle banche centrali torna in scena. In Asia i mercati si sono mossi con un certo nervosismo, mentre il Brent si avvicina pericolosamente alla soglia dei 100 dollari al barile e il Wti americano segue a ruota. I futures sullo Eurostoxx 50 sono in flessione dello 0,3% alle ore 8:25 di martedì 19 settembre, quelli su Wall Street pure.
Se il greggio sale troppo, l’inflazione torna e minaccia nuove strette monetarie con l’effetto di raffreddare la crescita economica.
Centrale quindi il dato sull’inflazione in Eurozona di agosto, che sarà pubblicato martedì alle ore 11 (attesa al 5,3%, stabile). Sempre alle 11:00 esce l’aggiornamento sulle stime economiche dell’Ocse.
Nel pomeriggio, alle 14:30, il dato sulle nove costruzioni di agosto negli Usa assieme a quello sui permessi edilizi.
La famiglia Malacalza cita in giudizio Bper per l’acquisizione di Carige. La holding della famiglia ha completato la svalutazione di Banca Carige perdendo 413 milioni. Nel bilancio 2022 l’ultimo write off da 23 milioni. Nel mirino ora c’è lo squeeze out dello scorso anno: causa per ottenere azioni Bper.
Sui pagamenti digitali, Nexi e Intesa trasformano il pos in una app. Il gruppo di pagamenti vara SoftPos, software per ricevere pagamenti su smartphone. La banca di via Monte di Pietà offrirà da fine mese agli esercenti di accettare sul telefono oltre che sul Pos fisico i pagamenti contactless.
Secondo fonti di stampa, per il matrimonio di Mps potrebbe servire più tempo del previsto. Dipendesse dal governo, la cessione del controllo dell’istituto di credito andrebbe collocata più in là di quanto atteso dal mercato, ma per Banca d’Italia Mps necessita di un cavaliere bianco in tempi rapidi.
Ecco perché negli ultimi giorni è tornato d’attualità il pressing di Palazzo Koch su Unicredit, anche se a quanto pare l’ad Andrea Orcel è ancora freddo sul dossier.
Fitch Ratings ha alzato la raccomandazione su Generali a Ifs A+ da A, con outlook stabile.
Quanto a Stellantis, il sindacato statunitense United Auto Workers ha detto che venerdì annuncerà lo sciopero di altri stabilimenti se non saranno compiuti seri progressi nelle trattative con Ford, General Motors e Stellantis, aumentando la pressione sulle tre case automobilistiche di Detroit.
La norvegese Equinor e i suoi partner hanno dichiarato di aver aumentato di quasi 13 miliardi di corone norvegesi (1,20 miliardi di dollari) la stima dei costi del progetto per il loro giacimento petrolifero Johan Castberg, nel Mare di Barents artico. Equinor detiene una partecipazione del 50% nel progetto, mentre l'unità norvegese di Eni Vaar Energi possiede il 30% e la compagnia petrolifera statale Petoro il 20%.
Il mercato pubblicitario in Italia ha registrato a luglio una crescita dello 0,6%, portando la raccolta pubblicitaria dei primi sette mesi a +1,8%.
Roberto Ferrari è il nuovo Cfo di Banca Ifis a partire dal 20 di settembre.
Evercore Isi ha tagliato la raccomandazione su Cnh Industrial a in-line da outperform.
Banca Progetto prepara lo sbarco al segmento Star di Piazza Affari per una Ipo attesa tra fine anno e inizio 2024, secondo fonti di stampa. L’offerta riguarderà il 35% del capitale ed è stato scelto Stj Advisors come advisor mentre Intesa Sanpapolo, Ubs e Citi sarebbero candidate al ruolo di global coordinator. (riproduzione riservata)