Il Ftse Mib chiude a 39.914 punti, in rialzo dello 0,7%, e torna a vedere la soglia psicologica del 40.000 punti. Sul listino milanese la migliore blue chip è Buzzi, che guadagna il 4,7%, seguita da Iveco (+3,7%) e Generali (+2,5%). Chiudono il paniere Stellantis (-2,1%), che paga dati di produzione deboli, e i titoli del comparto energetico: Saipem (-2,7%), Italgas (-1,4%), Snam (-1,3%). Lo spread Btp/Bund risale a 91 punti.
Anche le principali borse europee chiudono in territorio positivo, mentre Oltre Oceano Wall Street scambia in calo a due ore dall’avvio degli scambi.
I listini azionari statunitensi aprono in calo, dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato un ulteriore dazio del 10% contro i Paesi che, a suo dire, si allineano con le «politiche anti-americane dei Brics». Il Dow Jones scende dello 0,21%, l'S&P 500 scivola dello 0,31% e il Nasdaq perde lo 0,46%. Le tariffe reciproche entreranno in vigore il 1° agosto e non il 9 luglio, come inizialmente ipotizzato. A Milano il Ftse Mib resta positivo e si avvicina ai 40.000 punti (alle 15:45 viaggia in rialzo dello 0,7% a quota 39.886 punti), trainato da Buzzi (+4,3%), Unipol (+1,8%) e Azimut (+1,7%). Giù i titoli legati all’energia e Stellantis (-0,9%) dopo gli ultimi dati sulla produzione di auto.
«Ci saranno diversi annunci importanti entro le prossime 48 ore. Al presidente Trump interessa la qualità, non la quantità degli accordi. Non appena ha lasciato intendere che i dazi potrebbero tornare ai livelli del 2 aprile, i Paesi si sono precipitati con nuove offerte. La mia casella di posta elettronica era piena di nuove proposte. Ci aspettano giornate impegnative, ma la cosa importante è che Trump ha detto che le tariffe reciproche non entreranno in vigore fino al 1° agosto», ha dichiarato il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, in un’intervista a Cnbc.
L’incertezza sulla politica commerciale statunitense continua intanto a pesare sulle prospettive macro e sulle decisioni Federal Reserve, già sottoposta a forti pressioni politiche. «Il mercato ha già rivisto al ribasso le attese sui tagli. Noi restiamo cauti: a nostro avviso, nel 2025 ci sarà con ogni probabilità un solo taglio dei tassi, non due come indicato dal Fomc nel dot plot di giugno», sostiene Maria Paola Toschi, global market strategist di Jp Morgan Asset Management.
Sul fronte societario il titolo di Tesla perde il 7,6% in apertura, dopo che il ceo Elon Musk ha annunciato la nascita dell’America Party. La notizia non sembra essere stata accolta con favore dagli investitori di Tesla, preoccupati per il coinvolgimento del ceo nella politica Usa.
Il Ftse Mib prende quota con un rialzo dello 0,5%, a 39.820 punti intorno alle 14:40, in attesa dell’apertura di Wall Street. I future sui listini azionari statunitensi trattano però in calo dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato un ulteriore dazio del 10% contro i Paesi che, a suo dire, si allineano con le «politiche anti-americane dei Brics». L'inquilino della Casa Bianca ha inoltre confermato che le tariffe reciproche entreranno in vigore il 1º agosto, non il 9 luglio, come inizialmente ipotizzato.
«La scadenza del 9 luglio sui dazi Usa è stata notevolmente depotenziata dopo l'annuncio dell’invio di una serie di comunicazioni a vari Paesi in cui da un lato si dettagliano il livello dei nuovi dazi ma dall'altro si concedono tre settimane prima della loro entrata in vigore il 1° agosto», commentano gli strategist di Mps.
Alcuni investitori temono che Wall Street, con l’S&P 500 e il Nasdaq Composite sui massimi storici, possa diventare più volatile con l’evoluzione delle trattative commerciali, soprattutto se si concretizzeranno dazi più pesanti del previsto. Altri, invece, rimangono fiduciosi nella tenuta del rally azionario. Nella seduta del 7 luglio l’attenzione si concentra sul titolo di Tesla, in forte calo nel pre-market dopo la decisione del ceo Elon Musk di fondare un nuovo partito politico negli Usa.
A fine mattinata, il Ftse Mib passa in positivo e poco prima delle ore 12 di lunedì 7 luglio sale dello 0,35% a 39.766 punti con Unipol e Generali (+1,8%), Banca Mediolanum e Mps (+1,2%). Giù Stellantis (-2,4%), Saipem (-1,7%), Snam (-1,15%) ed Eni (-0,9%).
A trainare le borse, la produzione industriale tedesca aumentata dell'1,2% su base mensile a maggio 2025, superando le aspettative del mercato di una crescita stagnante e riprendendosi dal calo rivisto dell'1,6% di aprile. Meno brillanti le vendite al dettaglio in Eurozona.
Le vendite al dettaglio in Eurozona sono diminuite dello 0,7% su base mensile a maggio 2025, il calo più netto da agosto 2023, dopo un aumento dello 0,3% ad aprile, in linea con le aspettative del mercato. Il calo è dovuto alla minore domanda di prodotti non alimentari (-0,6% contro -0,1% ad aprile), carburante (-1,3% contro +1,3%) e alimenti, bevande e tabacco (-0,7% contro +0,8%).
Tra le principali economie, i volumi di vendita sono diminuiti in modo significativo in Germania (-1,7%), seguita da Paesi Bassi (-0,6%), Italia (-0,4%) e Francia (-0,2%), mentre la Spagna ha invertito la tendenza con un modesto aumento dello 0,2%. Su base annua, la crescita del commercio al dettaglio è rallentata all'1,8% a maggio dal 2,7% di aprile.
Piazza Affari apre volatile, sotto la parità, lunedì 7 luglio, il Ftse Mib gira attorno a 39.614 punti. Bene Generali (+1,2%), Mps, Amplifon (+0,6%), Moncler (+0,4%). Giù Stellantis, Saipem (-2%), Tenaris e Mediobanca (-0,8%).
I futures sullo Eurostoxx 600 si muovono sotto la parità, lunedì 7 luglio, dopo un’Asia in calo a causa dell’annuncio del presidente Usa, Donald Trump, dei dazi di ritorsione dal primo di agosto se entro il 9 luglio non si troverà un accordo con i partner commerciali. In parallelo, Trump ha annunciato tariffe aggiuntive del 10% per i Brics e nazioni alleate.
Settimana scorsa é stata la volta dei dati del mercato del lavoro, spiega David Pascucci, analista di Xtb, questa volta sará protagonista il tema tariffe con l'entrata in vigore il 9 luglio dei dazi programmati oramai da mesi. I mercati si trovano sui massimi e sembrano non voler mollare dopo i dati del mercato del lavoro che sono usciti sorprendentemente positivi, con una disoccupazione in calo mentre tutti gli altri dati segnano dei peggioramenti sotto ogni fronte, situazione da verificare nel corso dei prossimi mesi. Per il momento ci si attende una settimana tendenzialmente tecnica, con pochi dati macro rilevanti che potrebbero di fatto muovere la situazione.
I dazi saranno deflattivi o inflattivi? Se lo chiede sempre Pascucci, perché bisognerá verificare se i consumatori vorranno assorbire i nuovi dazi e pagarli. Se il consumatore non comprerá come prima, i prezzi dovranno scendere e l'effetto sará deflattivo.
08:00 Germania, produzione industriale maggio
Bce: Nagel, Holzmann
11:00 Eurozona, vendite al dettaglio maggio
Banca Mps, l'agenzia di rating Fitch ha alzato il proprio giudizio a BBB- con outlook stabile.
S&P Global ritiene che il merito di credito di Mediobanca potrebbe soffrire se l'offerta di Banca Mps andasse in porto. Se l'agenzia di rating arrivasse alla conclusione che la potenziale aggregazione impatta negativamente sul merito di credito, potrebbe rivedere al ribasso i rating.
UniCredit ha cominciato ha ridurre la sua quota in Generali vendendo poco meno dell'1,5% sul 6,7% totale, secondo fonti di stampa di sabato.
Gli azionisti di Banco Bpm che rappresentano una quota complessiva dello 0,12% hanno aderito all'offerta di Unicredit, secondo quanto ha riferito Borsa Italiana venerdì.
Gli azionisti di Banca Popolare Sondrio che rappresentano una quota del 20,74% hanno aderito all'offerta di Bper, secondo quanto riferito da Borsa Italiana. Il cda di Banca Popolare Sondrio tornerà a riunirsi martedì per aggiornare la sua valutazione dell'offerta pubblica di scambio di Bper, alla luce del rilancio di un euro ad azione messo sul piatto dall'istituto. Lo riportano le agenzie di stampa.
Banca d'Italia ha detto di aver identificato come paesi terzi rilevanti per il sistema bancario italiano gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Svizzera e la Russia, spiegando che i quattro Paesi sono stati individuati in base alla raccomandazione del Comitato europeo per il rischio sistemico (Esrb) del 2015.
L'amministratore delegato di Ovs, Stefano Beraldo, ha detto che il gruppo si riserva di comunicare ogni eventuale novità sull'acquisizione del marchio di casalinghi Kasanova. Dopo l'acquisto di Goldenpoint e quello possibile di Kasanova, Ovs sarebbe aperto a valutare nuove opportunità, ha aggiunto Beraldo domenica in un'intervista. (riproduzione riservata)