Il Ftse Mib chiude a 40.821 punti, in rialzo dell’1,6%. La migliore è Azimut che guadagna il 5,8% grazie a un report di Deutsche Bank che alza il rating da hold a buy e il target price sul titolo da 28,5 a 35 euro per azione. Completano il podio Unicredit (+4,6% in attesa del verdetto del Tar del Lazio sul golden power, in arrivo entro il 16 luglio) e Intesa Sanpaolo (+2,6%). In coda Stm (-2,3%), Moncler (-0,9%) e Poste Italiane (-0,8%).
Bene anche le altre borse europee, in particolare il Dax di Francoforte (+1,3%) che aggiorna il massimo storico.
Il Ftse Mib accelera ancora e tocca i 40.783 punti (+1,5%) all’avvio di Wall Street. I listini azionari statunitensi aprono in rialzo, con gli operatori che restano in attesa dei nuovi sviluppi sulla politica commerciale dal presidente Usa Donald Trump. Il Dow Jones cresce dello 0,41%, l'S&P 500 avanza dello 0,45% e il Nasdaq 100 guadagna lo 0,57%.
Il secondo semestre si è aperto con Wall Street che ha nuovamente aggiornato i massimi storici dopo lo shock tariffario di aprile. Secondo gli esperti di Ofi Invest Am, la resilienza del mercato azionario si deve a utili solidi, tassi a lungo termine contenuti e un apparente calo della percezione del rischio geopolitico. Sul fronte commerciale, la convinzione prevalente è che Trump non riuscirà a implementare interamente la politica tariffaria annunciata ad aprile. «Gli ostacoli legali e l’impatto economico interno potrebbero ridimensionare l'aggressività dell'amministrazione Trump», sottolineano gli economisti.
Il Ftse Mib si mantiene in netto rialzo in attesa dell’avvio di Wall Street. Alle 14:30 il listino milanese viaggia a 40.725 punti (+1,35%), trainato da Azimut (+4,1%) e Prysmian (+4,1%). Bene anche Unicredit (+3,7%) in attesa della decisione del Tar del Lazio sul golden power.
I future sui listini azionari statunitensi trattano in lieve rialzo, con gli operatori che restano in attesa dei nuovi sviluppi sulla politica commerciale dal presidente Usa Donald Trump. I contratti sul Dow Jones crescono dello 0,15%, quelli sull'S&P 500 avanzano dello 0,14%, mentre i future sul Nasdaq 100 guadagnano lo 0,11%.
Anche negli Stati Uniti i mercati sembrano quindi non scontare le minacce di Trump, che ha ipotizzato ad esempio tariffe fino al 200% sui farmaci importati, precisando però che verrà concesso un periodo di transizione di «circa un anno, un anno e mezzo».
«L’annuncio è stato un promemoria che i mercati non sono fuori pericolo. La Casa Bianca non ha ancora centrato i propri obiettivi sul fronte commerciale, e questo potrebbe restare una fonte di volatilità», osserva Scott Helfstein, responsabile della strategia d’investimento di Global X. Oltre agli aggiornamenti sulla politica tariffaria, gli operatori attendono la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve e l’asta dei Treasury a dieci anni.
I listini azionari europei trattano in netto rialzo, ignorando le nuove minacce tariffarie del presidente statunitense, Donald Trump, incluso il suo annuncio di voler imporre un dazio del 50% sulle importazioni di rame dirette negli Stati Uniti. L’Euro Stoxx 50 sale dell'1,1%.
Tuttavia, il settore minerario del Ftse 100 è in affanno, con titoli come Anglo American (-2,16%) e Antofagasta (-1,88%) in calo, penalizzati sia dal crollo delle quotazioni del rame, sia dalle prospettive negative legate ai dazi.
La misura annunciata da Trump ha dunque inciso direttamente sia sulle azioni del comparto sia sul prezzo del metallo rosso, considerato un barometro dell’economia globale. La nuova stretta arriva mentre il presidente Trump irrigidisce la propria posizione nei negoziati commerciali, lasciando intendere che anche l’Unione Europea potrebbe ricevere a breve una comunicazione formale con l'indicazione di una tariffa destinata ai beni del blocco. Nonostante la retorica aggressiva dell'ex presidente americano, secondo gli analisti di Ig «i mercati sembrano essersi adattati alle sue manovre commerciali, in attesa di una direzione più chiara».
Piazza Affari accelera al rialzo dopo le ore 11, miglior listino in Europa. Il Ftse Mib sale dell’1,2% grazie alle banche, ai titoli del risparmio gestito e a Prysmian. L’indice italiano ha guadagnato da inizio anno, nonostante dazi e guerre, il 19%.
Azimut corre del 4,4% grazie ai report degli analisti, Prysmian del 3,2% con il rialzo dei prezzi Usa del rame, Unicredit del 3% e Banca Mediolanum del 2,5%. A Parigi, EssilorLuxottica corre di quasi il 6% dopo l’acquisto di Meta per 3 miliardi di euro. In calo a Milano Moncler (-1,2%), Brunello Cucinelli e StM.
Piazza Affari apre in rialzo dello 0,3% circa, mercoledì 9 luglio, tornando sopra quota 40.000 a 40.289 con Prysmian e Azimut (+2,2%), Unicredit e Tenaris (+0,9%). In calo, Brunello Cucinelli (-1,3%), Stellantis e Ferrari (-1% circa).
A Parigi corre EssilorLuxottica (+4,6%) dopo la notizia che Meta ha acquisito una quota di circa 3 miliardi di euro nel gruppo degli occhiali.
I futures sullo Eurostoxx 600 si muovono in rialzo dello 0,15% circa alle ore 8:20 di lunedì 9 luglio. Sullo sfondo, la minaccia di dazi Usa al 50% sul rame, allineandosi a quelli su acciaio e alluminio e la forte deflazione alla produzione in Cina. Gli operatori di mercato stanno osservando attentamente i progressi relativi a un possibile accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea che potrebbe arrivare entro oggi 9 luglio, per evitare i dazi di ritorsione dal 1° agosto. I mercati intanto restano sui massimi, mentre proseguono le vendite sul T bond Usa decennale, il cui rendimento si colloca al 4,418%.
Dazi rimandati, mercati in cerca di un market mover che non arriva in una settimana sostanzialmente spoglia di dati macro rilevanti, nota David Pascucci, analista di Xtb, ad eccezione delle minute del Fomc di stasera e delle richieste iniziali e continue di sussidi di disoccupazione di domani.
Nulla di preoccupante per i titoli di Stato, il tutto in corrispondenza di un dollaro Usa che risulta invece comprato. Risalgono i rendimenti di tutti i Paesi piú importanti dell'Eurozona, oltre che gli Uk e gli Usa. Per quanto concerne i titoli di Stato, sottolinea Pascucci, bisogna monitorare l'andamento dello spread tra il 2 e il 10 anni Usa che di fatto é un indicatore di come si sta evolvendo la situazione dal punto di vista dei tassi futuri. Al momento lo spread é a ridosso dei 50 punti base, quindi la situazione non sta cambiando e la possibilità di vedere dei tagli dei tassi rimane ancora alta, seppure i dati macro non remino a favore di questa ipotesi. Salgono al contempo i rendimenti del Bund che si riportano a ridosso del 2,65%, del Gilt che si riporta sopra il 4,6% e del Btp che si porta al 3,57%. Normali movimenti di mercato, i tassi per il momento hanno un'unica direzione e non di certo é quella al rialzo per il lungo periodo.
Alcuni indicatori fondamentali ci dicono di fatto che il mercato azionario é «sovrapprezzato ma le quotazioni continuano ad essere molto alte», riprende l’analista, seguendo un «andamento di stampo prettamente tecnico». Seppur a ridosso di massimi, i mercati hanno bisogno di tempo prima di poter effettivamente muoversi in una direzione ben precisa, pertanto l'attesa é fondamentale. Il Nikkei alterna giornate positive con giornate negative, gli Usa rimangono ancora in zona massimi, soprattutto per il Nasdaq che si ritrova con una performance di oltre il 40% in soli 3 mesi di negoziazione. L'Europa ancora tendenzialmente positiva anche se i massimi dell'anno risultano ancora relativamente lontani per l'indice Eurostoxx50, il riferimento per le big cap europee. In sostanza é tutto molto calmo e infatti il Vix si trova pericolosamente sui minimi. Un Vix sui minimi in presenza di massimi storici e con valori fondamentali assolutamente fuori scala, vedi il Buffett Indicator a 207,8%, «non e un buon segno ma questo non vuol dire che i mercati crolleranno da un momento all'altro».
Unicredit ha convertito in azioni circa il 10% della posizione sintetica in Commerzbank portando la propria quota e i relativi diritti di voto a circa il 20%. La banca milanese intende convertire in azioni la restante posizione sintetica di circa il 9% a tempo debito, raggiungendo circa il 29% dei diritti di voto in Commerzbank.
Il mercato pubblicitario in Italia ha registrato un incremento degli investimenti del 3,4% a maggio, secondo le rilevazioni mensili della società di dati e analisi Nielsen. (riproduzione riservata)