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La chiusura delle borse europee

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib (+0,7%) il migliore in Ue grazie a Bper, Stellantis e Unicredit. Spread sotto 200

23 ottobre 2023, 07:39 Ultimo aggiornamento: 18:24

Resistono Parigi e Milano, Madrid negativa. L’euro accelera al rialzo sul dollaro dopo che l'indice di fiducia dei consumatori dell'area euro si è attestato a -17,9 punti, in lieve peggioramento ma sopra la stima del consenso. Pirelli, Nexi e Telecom le peggiori blue chip di giornata | IL VIDEO | Come gestire i vostri soldi con due guerre fra bond e azioni. Tutti i target attesi dagli esperti su oro, petrolio, gas

Milano chiude la seduta di oggi, lunedì 23 ottobre, a 27.558 punti, in rialzo dello 0,74%. Gli altri listini europei vanno in ordine sparso con il Dax di Francoforte che resta inchiodato sulla parità, il Cac 40 di Parigi positivo (+0,5%) e l’Ibex di Madrid in perdita (-0,37%). Lo spread Btp/Bund è in lieve calo a 197 punti base.

Il rendimento dei Btp a 10 anni si attesta al 4,83% in una seduta in cui il Treasury americano decennale ha sfondato, anche se per poco, la soglia del 5%, ai massimi dal 2007. 

A Piazza Affari i titoli migliori sono Bper Banca, che chiude a +4,23%, Unicredit (+2,55%) e Stellantis a +2,12% dopo la presentazione di 12 nuovi modelli. Pesanti Pirelli (-3%), Nexi (-2,9%) e Telecom Italia (-2,64%).    

Ore 16:30 Non scemano le vendite su alcune Borse europee.

Con Wall Street in rosso Francoforte perde lo 0,21% e Londra lo 0,53%. Resistono Parigi (+0,21%) e Milano (+0,32% a 27.444 punti alle 16:40) con quest’ultima sostenuta da Bper Banca (+2,83%), Mediobanca (+1%), Stellantis (+1,48%) e Unicredit (+1,79%). Lo spread Btp/Bund scende a 198 punti base e l’euro accelera al rialzo sul dollaro, vale 1,062 (+0,36%) dopo che l'indice di fiducia dei consumatori dell'area euro, secondo la lettura preliminare di ottobre, si è attestato a -17,9 punti, in lieve peggioramento rispetto ai -17,8 punti di settembre. Il dato ha, tuttavia, battuto la stima del consenso degli economisti che si aspettavano un calo di 18,2 punti.

Ore 15:30 Il Ftse Mib regge. L’euro recupera quota 1,06 dollari

Le Borse europee sono contrastate dopo l’apertura negativa di Wall Street (Dow Jones -0,38% e S&P500 -0,48%). Il Dax perde lo 0,60% e il Ftse100 lo 0,42%, invece il Cac40 spunta un +0,07% e il Ftse Mib un +0,08% a 27.380 punti alle 15:30 grazie a Bper Banca, Stellantis e Tenaris. A sostenere alcuni listini anche il fatto che Israele che avrebbe deciso di ritardare l'offensiva di terra in attesa dell'arrivo di altre forze Usa nella regione. L’euro sale nei confronti del dollaro a 1,06 (+0,10%) dopo che l’indice Cfnai, che misura l'andamento dell'attività economica nel distretto della Fed di Chicago, è migliorato a +0,02 punti a settembre dai -0,22 di agosto. Il rendimento del Treasury a dieci anni, che ha superato per un attimo il 5% per la prima volta in 16 anni, spinto dalla possibilità di un ulteriore aumento dei tassi di interesse, ora scambia al 4,96%. Il biennale rende il 5,108%.

Ore 13:30 L’Iran minaccia Israele e di attaccare la città di Haifa. Il Ftse Mib cala con Mps, Tim e Nexi

I mercati azionari europei accelerano al ribasso (Dax -0,76%, Cac40 -0,22% Ftse100 -0,71% e Ftse Mib -0,13% a 27.321 punti alle 13:30, appesantito dal forte calo di Mps, Tim, Nexi, Pirelli, Inwit, Hera e Saipem) a causa delle preoccupazioni geopolitiche che stanno ancora intaccando la propensione al rischio, mentre gli investitori valutano la prospettiva di un conflitto militare che si estenda alle nazioni vicine del Medio Oriente, soprattutto dopo che il comandante in seconda della guardia rivoluzionaria iraniana, Ali Fadavi, ha minacciato di attaccare Israele, prendendo di mira la città di Haifa, dove circa il 20% dei suoi cittadini sono musulmani.

Nel frattempo, la Cina, che in precedenza aveva messo in guardia contro i rischi di una potenziale escalation del conflitto, ha inviato sei navi da guerra nella regione durante il fine settimana, aggiungendo ulteriore pressione al sentiment di mercato questa mattina, precisa Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades. Altrove, gli investitori azionari rimangono sotto la pressione dell'aumento dei costi di finanziamento e dei rendimenti dei titoli di Stato (al 4,993% quello del Treasury Usa 10 anni dopo aver superato per un attino il 5% e al 4,943% quello del Btp 10 anni con lo spread con il Bund a 199,17 punti base) e sono in attesa dei dati economici dagli Stati Uniti e della decisione monetaria della Bce nel corso della settimana. «La volatilità del mercato rimarrà probabilmente elevata fino alla fine di ottobre, in quanto gli investitori dovranno fare i conti con molti dei principali fattori di mercato contemporaneamente, il che potrebbe portare a brusche reazioni dei prezzi di molte asset class», aggiunge Veyret.

Ore 10:30 Il Ftse Mib si porta a ridosso della parità. Lo spread torna a 200

I mercati azionari del Vecchio Continente annullano i guadagni. Il Dax perde lo 0,39% come il Ftse100 e il Cac40 regge ma con un modesto +0,02% come il Ftse Mib (+0,09% a 27.380 punti alle 10:30), trascinato al ribasso dalle utilities come Snam, Terna, Hera, da Nexi bocciata da Deutsche Bank a hold (target price a 7,50 euro), poi da Pirelli, Inwit e Tim. I futures di Wall Street ora sono negativi (-0,16% quello sul Dow Jones e -0,08% quello sull’S&P500). Mentre il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,995% e quello del Btp 10 anni al 4,94% con lo spread con il Bund a 200,4 punti base.

I prezzi di gas e petrolio flettono

Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente ha riacceso la speculazione sui beni energetici e in particolare petrolio e gas. Il contratto Wti ha guadagnato il 2% in una settimana (oggi, 23 ottobre, perde lo 0,36% a 87,76 dollari al barile), mentre il gas sulla Borsa di Amsterdam, oltre il 32% nell’ultimo mese (oggi, 23 ottobre, perde il 3,79% a 49,17 euro a MWh). Nello stesso periodo l’indice MSCI World ha lasciato sul terreno il 2%, mentre la volatilità sull’S&P 500 è salita del 10%. «Tra gli operatori è scattata la ricerca ai porti sicuri dove parcheggiare la liquidità in attesa che passi la tempesta. La prima destinazione sono i titoli di Stato Usa, ma il rialzo dei prezzi dell’energia sta generando anche un “appetito” per le società esposte al cambiamento climatico», afferma Fabrizio Barini di Integrae sim. È noto, infatti, che maggiore è il prezzo dei combustibili fossili, maggiori sono gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabili. Per questo, spiega l’esperto, nel corso dell’ultimo mese le società esposte al trend delle energie pulite hanno iniziato a sovraperformare il listino principale. Un movimento che ha riguardato sia le aziende con un profilo più value, ovvero attive nell’industria dei cambiamenti climatici ma ancora con un business tradizionale in grado di generare cassa sia, quelle a medio-piccola capitalizzazione ad elevato potenziale di crescita. 

Ore 09:20 Ftse Mib positivo con Mediobanca, Unicredit e Tenaris. Spread sotto 200 dopo S&P

Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta, tranne Londra (-0,17%) nella settimana della Bce. Il Dax avanza dello 0,26%, il Cac40 dello 0,13% e il Ftse Mib dello 0,26% a 27.428 punti. Lo spread Btp/Bund scende sotto quota 200 a 197,2 punti base dopo che venerdì 20 ottobre l’agenzia S&P ha confermato il rating sul debito italiano, confermando anche l’outlook stabile. Il giudizio sul nostro Paese resta a BBB, appena due gradini sopra il temuto livello non investment grade ovvero “spazzatura“.

Il peggio per l’Italia non è ancora alle spalle

Commentando la decisione l’agenzia ha sottolineato come l’Italia avrà difficoltà, però, nel consolidamento del proprio bilancio, anche a causa dei tassi di interesse alti.n «Ricordiamo che il Nadef, ovvero le previsioni del Governo nazionale sul futuro dell’economia, stimano circa 100 miliardi di euro di interessi sul debito nel 2025. Per fare fronte a questa situazione l’agenzia sottolinea l’importanza delle riforme e a cascata lo stimolo proveniente dai fondi europei del Pnrr, senza le quali difficilmente il Paese potrebbe raggiungere le stime di crescita di +0,9% nel 2023, +0,7% nel 2024, +1,3% nel 2025», commenta Fabrizio Barini di Integrae Sim secondo il quale il peggio non è ancora alle spalle. «Nelle prossime settimane saranno diffusi nuovi rating tra i quali il più importante è quello del 17 novembre da parte di Moody’s che in caso di revisione al ribasso porterebbe il nostro debito a livello junk. Infine, l’instabilità politica che potrebbe riaccendersi in concomitanza con l’inizio della discussione in Parlamento della Legge di Bilancio su cui ancora non si è espressa la Commissione Europea», spiega Barini.

A Milano scendono Tim ed Eni, acquisti su Mediobanca, Unicredit, Tenaris e Danieli

Sul listino milanese Tim, i cui amministratori si riuniranno il 3 e il 5 novembre per esaminare l'offerta vincolante presentata dal fondo statunitense Kkr per gli asset di rete fissa dell'ex monopolista telefonico, passa di mano a 0,2542 euro (-1,20%). Intanto la Corte dei Conti italiana ha espresso alcune osservazioni critiche non vincolanti sul piano del Tesoro di aderire all'offerta di Kkr per la rete del colosso tlc, affermando che sarebbero necessarie ulteriori informazioni per giustificare la sostenibilità dell'investimento. Il Tesoro ha chiarito che il parere del tribunale non impedisce al Governo di procedere con l'offerta.

Meglio, tra le banche, Mediobanca, in rialzo dell’1,27% a 11,17 euro, con la società di investimento della famiglia Del Vecchio, Delfin, che ha un impegno a lungo termine come investitore in Mediobanca, come ha detto il presidente Francesco Milleri in un'intervista a Il Sole 24 Ore di sabato, e Unicredit (+0,95% a 22,33 euro) che con Alpha Services and Holdings, controllante al 100% di Alpha Bank, ha firmato un term-sheet vincolante per la creazione di una partnership strategica in Romania e in Grecia.

E se Eni (-0,18% a 15,37 euro) ha firmato un contratto a lungo termine con QatarEnergy Lng Nfe, la joint venture con QatarEnergy per lo sviluppo del progetto North Field East (Nfe) in Qatar, per la fornitura fino a 1,5 miliardi di metri cubi anno di gas naturale liquefatto, Danieli (+3,38% a 26 euro) punta a raggiungere un utile di 500 milioni di euro nei prossimi tre-quattro anni, nonostante le incertezze legate alle attuali tensioni geopolitiche. Tra i titoli oil sale solo Tenaris (+1,3% a 15,46 euro).

Ore 08:05 Europa attesa in rialzo nella settimana della Bce. Scende il petrolio

Borse europee attese in leggero rialzo in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 sale dello 0,22% in linea con i futures di Wall Street (+0,17% quello sul Dow Jones e +0,24% quello sull’S&P500) mentre i rendimenti dei titoli di Stato restano elevati: quello del Treasury Usa sfiora il 5% (4,97%, il livello più alto da luglio 2007) e quello del Btp 10 anni il 4,915% dopo che venerdì scorso l’agenzia S&P ha lasciato invariato il rating dell’Italia a BBB mantenendo stabile anche l’outlook. La serie dei pronunciamenti sull'Italia proseguirà venerdì con Dbrs, il 10 novembre con Fitch e il 17 novembre con Moody's, l'agenzia più temuta visto l'attuale rating a Baa3 con un outlook negativo, a un passo dal livello junk (spazzatura).
 

Moody’s sull’Italia intimorisce di più

«A preoccupare S&P sono un debito pubblico che fatica a scendere in rapporto al Pil, un disavanzo che sarà più corposo delle previsioni di primavera e l’incertezza sulle prospettive di crescita», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim, avvertendo che «lo stesso potrebbe non verificarsi a breve, quando a emettere il giudizio sull’Italia sarà Moody’s. Non a caso è questo il voto che più intimorisce, visto che l’outlook è già negativo». Il Tesoro ha detto venerdì che offrirà fino a 4 miliardi di euro in Btp Short e Btp indicizzati all'inflazione all'asta del 25 ottobre. Stasera annuncerà i dettagli dell’asta di Bot a 6 mesi del prossimo 26 ottobre.

Bce, ciclo del rialzo dei tassi concluso

Dati importanti ma non strategici per i mercati finanziari in uscita questa settimana. Alle 14:30 è in agenda l’indice Cfnai degli Stati Uniti a settembre (precedente: -0,16 punti) e alle 16 l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona a ottobre preliminare (precedente: -17,8 punti; consenso: -18,2 punti). Venerdì scorso i prezzi alla produzione della Germania anno su anno di settembre sono scesi più delle attese (-14,7% contro -14,2% stimato e -12,6% di agosto) a conferma delle difficoltà dell’economia tedesca in questa fase congiunturale.

I riflettori sono tutti puntati sul meeting di giovedì della Bce. Stando a un sondaggio condotto da Reuters, il ciclo di rialzi dei tassi di interesse si è concluso, ma la tempistica per l'inizio dei tagli risulta ora più incerta: secondo il 58% degli economisti interpellati, i tassi resteranno al livello attuale almeno fino al prossimo luglio. Dall’altra parte dell’oceano nel suo ultimo discorso il presidente della Fed, Jerome Powell, pur riconoscendo che le pressioni sui prezzi si sono attenute, ha ribadito la narrazione secondo cui l’inflazione rimane troppo elevata, rafforzando l’aspettativa che la Fed manterrà tassi di interesse elevati per un periodo prolungato. «Il discorso di Powell ha inizialmente creato un certo ottimismo tra gli investitori, prima che si rendessero conto che aveva detto comunque ciò che il mercato si aspettava», conclude Tognoli.

Vendite su petrolio e oro

L’euro scende dello 0,12% a 1,05766 dollari e tra le materie prime si registrano vendite sia sul petrolio (Wti -1,23% a 87 dollari al barile e Brent -0,98% a 91,26 dollari al barile) con la diplomazia al lavoro in Medio Oriente sia sull’oro (-0,39% a 1.986 dollari l’oncia). 

A Milano occhio a Tim, Eni, Mediobanca, Unicredit e Danieli

Sul listino milanese attenzione a Tim i cui amministratori si riuniranno il 3 e il 5 novembre per esaminare l'offerta vincolante presentata dal fondo statunitense Kkr per gli asset di rete fissa dell'ex monopolista telefonico. Intanto la Corte dei Conti italiana ha espresso alcune osservazioni critiche non vincolanti sul piano del Tesoro di aderire all'offerta di Kkr per la rete del colosso tlc, affermando che sarebbero necessarie ulteriori informazioni per giustificare la sostenibilità dell'investimento. Il Tesoro ha chiarito che il parere del tribunale non impedisce al Governo di procedere con l'offerta.

Quanto a Mediobanca, la società di investimento della famiglia Del Vecchio, Delfin, ha un impegno a lungo termine come investitore in Mediobanca, ha detto il presidente Francesco Milleri in un'intervista a Il Sole 24 Ore di sabato. Tra le altre banche è da monitorare Unicredit che con Alpha Services and Holdings, controllante al 100% di Alpha Bank, ha firmato un term-sheet vincolante per la creazione di una partnership strategica in Romania e in Grecia. E se Eni ha festeggiato domenica la partenza delle navi Tango Floating Liquefied Natural Gas e Excalibur Floating Storage Unit da Dubai verso l'offshore del Congo, un traguardo che si allinea con la tempistica del progetto Congo Lng, la cui prima fase sarà avviata nel dicembre 2023, Danieli punta a raggiungere un utile di 500 milioni di euro nei prossimi tre-quattro anni, nonostante le incertezze legate alle attuali tensioni geopolitiche. 

(riproduzione riservata)



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