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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo sopra 36.000 punti (+0,7%). Sul podio Unicredit, Bper e Snam

23 gennaio 2025, 07:57 Ultimo aggiornamento: 18:10

Wall Street contrastata. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti crescono più delle attese. Euro a 1,040 dollari. Scende Ferrari | IL VIDEO | Tim, il giudice respinge la richiesta del governo: dovrà rimborsare un miliardo in attesa della Cassazione

  • Ore 15:30 Wall Street debole. A Piazza Affari corsa di Snam 
  • Ore 14:40 Ftse Mib in rialzo, poco mossi i futures Usa
  • Ore 13:45 Ftse Mib positivo con i finanziari e Saipem. Il Btp 10 anni rende il 3,6%
  • Ore 12:00 Ftse Mib volatile, torna positivo con Saipem e Unicredit. Brent sopra 79 dollari
  • Ore 10:30 Il Ftse Mib vira al ribasso con Stellantis e Ferrari. Lo spread sale a 111
  • Ore 09:05 Ftse Mib in leggero rialzo con Hera e Leonardo. Spread poco mosso a 108
  • Ore 07:50 Europa attesa in calo con le minacce di Trump. Petrolio sotto 79 dollari

Il Ftse Mib chiude a 36.112 punti, in rialzo dello 0,7%. Al termine delle contrattazioni il titolo migliore è Unicredit, che termina la seduta con un balzo del 2,5%, seguito da Bper Banca (+2,4%) e Snam (+2,1%). In coda Ferrari (-1,9%), Campari (-1,1%) e Hera (-0,8%). Spread in salita a 110 punti. 

Positive anche le altre borse europee. Mista Wall Street dopo due ore di scambi. 

Ore 15:30 Wall Street debole. A Piazza Affari corsa di Snam 

Wall Street apre debole con il Dow Jones in lieve rialzo (+0,06% alle 15:30), l’S&P 500 in calo dello 0,2% e il Nasdaq che cede lo 0,5%. All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 36.041 punti, in rialzo dello 0,5%. Sul listino principale corre Snam (+2,3% all’indomani del nuovo piano industriale) insieme a Unicredit (+1,9%) e Bper Banca (+1,7%). Chiudono il gruppo delle blue chip Ferrari (-1,2%), Stm (-1,1%) e Campari (-0,9%). Spread in aumento a 110 punti. Positive anche le altre borse europee. 

Ore 14:40 Ftse Mib in rialzo, poco mossi i futures Usa

Futures statunitensi poco mossi e rendimento del Treasury Usa 10 anni in crescita al 4,628% alle 14:40 (al 3,624% quello del Btp 10 anni) dopo che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate più del previsto a quota 223.000 unità, 6.000 in più rispetto al dato della settimana precedente. Gli economisti si aspettavano fino a 221 mila unità. La prossima settimana gli investitori attendono la Fed che dovrebbe mantenere i tassi invariati al 4,25%-4,50%, ma il presidente, Jerome Powell, potrebbe dare indicazioni per i prossimi mesi, che saranno all'insegna dell'incertezza con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

Le borse europee accelerano al rialzo, anche Milano con l’indice Ftse Mib a quota 36.030 punti (+0,49%), sostenuto dalle utilities, Bper Banca, FinecoBank, Diasorin, Unicredit, Unipol e Tim. L’euro calo dello 0,08% a 1,040 dollari.

Ore 13:45 Ftse Mib positivo con i finanziari e Saipem. Il Btp 10 anni rende il 3,6%

Nonostante i futures statunitensi contrastati (+0,12% quello sul Dow Jones e -0,14% quello sull’S&P500 alle 13:45), il Ftse Mib si stabilizza in territorio positivo e sale dello 0,32% a 35.967 punti con Bper Banca, Unicredit, Unipol, Saipem, Snam e A2A che guadagnano oltre un punto percentuale.

Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,63% (il differenziale Italia/Germania si attesta a 109 punti base) e quello degli Oat 10 anni al 3,294% dopo che Parigi ha collocato 13 miliardi di euro sulle scadenze 2027, 2029 e 2030, l’importo massimo della forchetta tra 11 e 13 miliardi, catalizzando una domanda superiore a 41 miliardi. 

La banca centrale turca taglia i tassi

Diversamente dalla Norges Bank (tassi di interesse invariati), la banca centrale turca li ha tagliati di 250 punti base al 45%, proseguendo il ciclo di allentamento avviato il mese scorso, e ha indicato che continuerà a farlo nei prossimi mesi con l’inflazione vista aumentare a gennaio (il mese scorso era scesa al 44,38%).

Ore 12:00 Ftse Mib volatile, torna positivo con Saipem e Unicredit. Brent sopra 79 dollari

Milano volatile. Dopo un avvio in rialzo e una virata all’ingiù, alle 12:00 l’indice Ftse Mib si riporta in territorio positivo e segna un +0,39% a 35.994 punti grazie alla spinta di Saipem (+1,54%), Unipol (+1,57%) e Unicredit (+1,37%). Quest’ultima mentre prosegue il botta e risposta a distanza tra il governo tedesco e la banca guidata da Andrea Orcel. Al centro il futuro di Commerzbank. Il ministro delle finanze tedesco, Jörg Kukies, ha detto a Cnbc che la Germania non è contraria agli investimenti stranieri nel settore finanziario, ma alla mire di Unicredit perché il comportamento della banca italiana su Commerzbank è stato «molto aggressivo, molto opaco e non trasparente». Il 22 gennaio, in un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), Orcel aveva, invece, agitato un ramoscello d'ulivo spiegando che «senza il sostegno di un'istituzione importante come il governo tedesco, il deal sarà difficile».

Il Brent torna sopra 79 dollari al barile

Tra le materie prime, il prezzo del Brent, appesantito in avvio di seduta dall'incertezza su come i dazi e le politiche energetiche proposte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, influenzeranno la crescita economica globale e la domanda di energia, vira al rialzo (+0,20% a 79,16 dollari al barile) in attesa, nel pomeriggio, del dato sulle scorte negli Stati Uniti. 

Ore 10:30 Il Ftse Mib vira al ribasso con Stellantis e Ferrari. Lo spread sale a 111

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari vira al ribasso (-0,13% a 35.805 punti) con Stellantis, Ferrari, Tim, Buzzi, Nexi e Banco Bpm in calo di oltre un punto percentuale, in linea con gli altri indici europei. Lo spread Btp/Bund sale a quota 111,23 punti base. In serata, a mercati chiusi, il Tesoro rende noti quantitativi e tipologia che verranno offerti nell'asta del Btp Short e del Btpei in calendario il prossimo 28 gennaio.

La banca centrale norvegese lascia i tassi invariati

La Norges Bank, la banca centrale norvegese, ha deciso di mantenere i tassi invariati al 4,5%. Saranno «probabilmente ridotti a marzo», ha detto la governatrice, Ida Wolden Bache. Dall'autunno 2021 la banca centrale norvegese ha aumentato i tassi per contrastare l’inflazione elevata e da dicembre 2023 il tasso di riferimento è stato mantenuto al 4,5%. L'inflazione si è avvicinata all'obiettivo, ma «è probabile che il rapido aumento dei costi aziendali contribuisca ad alimentare l'inflazione futura», ha aggiunto la Norges Bank.
 

Ore 09:05 Ftse Mib in leggero rialzo con Hera e Leonardo. Spread poco mosso a 108

Borse europee caute in avvio di seduta. Francoforte sale solo dello 0,12%, come Londra, Parigi cala dello 0,08% e Milano guadagna lo 0,17% a 35.914 punti. Sono poco chiari i dazi minacciati nei confronti di alcune aree del mondo dal presidente Usa, Donald Trump, Europa compresa. Per cercare di far fronte a questo, i leader di Germania e Francia si sono incontrati il 22 gennaio a Parigi e hanno parlato di un'Europa e di un asse franco-tedesco solidi. Scholz e Macron hanno citato i settori della produzione di acciaio, di auto e di prodotti chimici come possibili target dei dazi Usa. Crescono anche le preoccupazioni del presidente Putin per l'economia russa mentre Trump ha definito probabili nuove sanzioni e dazi nei confronti di Mosca.  

Sotto le attese la fiducia delle imprese manifatturiere francesi a gennaio

Lato macro, è risultata in calo la fiducia delle imprese manifatturiere francesi a gennaio. L’indice si è attestato a 95 punti dai 97 punti di dicembre e rispetto ai 96 punti attesi dagli economisti. Fra gli altri settori, il sentiment nei servizi è risultato stabile a 96 punti, mentre il clima nel commercio al dettaglio è rimasto a 97 punti. L’euro flette dello 0,18% a 1,039 dollari, mentre lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 108,12 punti base e il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,593%. Dopo il lancio del nuovo decennale spagnolo da 15 miliardi, segnala Reuters, sul fronte delle aste regolari la Francia offre un massimo di 13 miliardi di euro di titoli di Stato con scadenza 2027, 2029 e 2030 oltre ad alcuni indicizzati per un massimo di 2,5 miliardi di euro. In serata, a mercati chiusi, il Tesoro rende noti quantitativi e tipologia che verranno offerti nell'asta del Btp Short e del Btpei in calendario il prossimo 28 gennaio.

A Milano bene Hera, Snam, Leonardo, Unicredit. Giù Tim e Stellantis

Sul listino milanese Tim che ha esteso di 15 giorni fino al 15 marzo il periodo di esclusiva con il Tesoro e il fondo spagnolo Asterion per la cessione di Sparkle, operatore nel settore dei cavi sottomarini, scende dello 0,27% a 0,2559 euro.

Tra le banche, Commerzbank ha detto che si impegnerà in colloqui con Unicredit (+1,13% a 42,93 euro) per una possibile integrazione solo se quella italiana presenterà una proposta, finora non pervenuta. Invece, Illimity (+0,48% a 3,73 euro) ha nominato Jefferies e Wepartners come advisor finanziari nell'offerta lanciata da Banca Ifis (+0,09% a 22,08 euro), non trascurando alcuna opzione strategica che possa contribuire all'obiettivo di creare valore per gli azionisti e per tutti gli stakeholders della banca.

Acquisti, poi, su FinecoBank (+0,72% a 18,15 euro) perché Citi ha alzato il target price da 17 a 20,50 euro, ribadendo il rating buy. «Riteniamo che Fineco rappresenti una storia interessante per il 2025, data la sua forte attenzione all'aumento dei clienti. A nostro avviso, questo è un fattore chiave per la redditività futura», si legge nella nota di Citi. Inoltre, «il gruppo ha una solida posizione patrimoniale. In seguito al recente movimento della curva dei tassi (+25 punti base nell'ultimo mese) e ai forti dati sulla raccolta fondi, ciò potrebbe sostenere l'andamento positivo dell'utile per azione previsto dal consenso che è uno dei principali driver di valutazione».

Invece, su Prysmian (+0,20% a 70,98 euro) è intervenuta Jefferies, alzando il target price da 78 a 80 euro (rating buy), e su Buzzi (-0,46% a 39 euro) Barclays, alzando il target price da 42 a 47 euro (rating overweight). E se Stellantis (-0,80% a 12,59 euro) sta portando avanti un progetto di costruire un nuovo pickup di medie dimensioni a Belvidere, nell'Illinois, gli azionisti Eni e Cdp Equity hanno comunicato il rinnovo tacito del patto parasociale sul 25% del capitale di Saipem (-0,08% a 2,47 euro).

Meglio Leonardo con un +0,55% a 29,48 euro e tra le utilities sia Snam (Hsbc ha alzato il target price da 4,9 a 5 euro, rating hold; +1,48% a 4,383 euro), che potrebbe presentare il mese prossimo un'offerta vincolante per acquisire una partecipazione nelle attività di cattura della CO2 di Eni, come ha detto l'ad, Stefano Venier, sia Hera (+1,56% a 3,506 euro) che ha presentato il nuovo piano industriale 2024-2028: destina oltre 5 miliardi di investimenti per accelerare il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica e aumentare ulteriormente la resilienza di reti e impianti. È prevista una crescita del mol di 475 milioni, in linea con i target del piano industriale precedente, con un tasso di crescita medio annuo del 7%.

Ore 07:50 Europa attesa in calo con le minacce di Trump. Petrolio sotto 79 dollari

Borse europee attese in leggero calo (-0,25% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta. Anche i futures statunitensi flettono (-0,07% quello sul Dow Jones e -0,16% quello sull’S&P500), dopo il forte rally di mercoledì 22 gennaio alimentato in gran parte dall'annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che OpenAI, SoftBank e Oracle presenteranno Stargate, la joint venture per lo sviluppo di centri dati per l'intelligenza artificiale negli Stati Uniti, e investiranno 500 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni per aiutare gli Stati Uniti a stare davanti alla Cina e ad altri rivali nella corsa all'intelligenza artificiale. In particolare, OpenAI e il conglomerato giapponese SoftBank impegneranno 19 miliardi di dollari ciascuno per finanziare Stargate, secondo The Information. Il produttore di ChatGpt deterrà una partecipazione del 40% in Stargate.

Le minacce di Trump

A tenere sulle spine i mercati le minacce di Trump ai Paesi europei: «saranno soggetti a dazi» se non correggeranno gli squilibri commerciali. «Ci hanno trattato male. Se non fai così, non si ottiene giustizia», ha detto il presidente. Il presidente ha anche lanciato un ultimatum a Vladimir Putin: «un accordo per la pace subito o tasse, tariffe e sanzioni». 

Nei confronti della Cina ha minacciato di imporre tariffe del 10% sulle importazioni cinesi a partire dal 1° febbraio. Sebbene il 10% sia decisamente inferiore rispetto ai dazi del 60% precedentemente minacciati, rappresenta comunque un ostacolo per gli esportatori cinesi. Per altro i mercati cinesi il 23 gennaio sono stati sostenuti dall'annuncio di Pechino che sosterrà le principali compagnie assicurative statali e i fondi ad aumentare gli investimenti nelle azioni locali. L’ultima iniziativa di Pechino per sostenere un mercato azionario in difficoltà. Quasi sicuramente metterà in campo altre misure di stimolo quest'anno per mitigare l'impatto dei dazi commerciali statunitensi.

Focus sulle richieste di sussidi di disoccupazione in Usa

L’euro-dollaro flette dello 0,11% a 1,040 dollari in attesa alle 8:45 dell’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a gennaio in Francia (precedente: 97 punti), alle 14:30 delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: +14.000 unità a 217.000), alle 16 dell’indice sulla fiducia dei consumatori a gennaio preliminare (precedente: -14,5 punti; consenso: -14 punti) e alle 17 delle scorte settimanali di petrolio (precedente: -1,5 milioni di barili). I dati dell'American Petroleum Institute di mercoledì hanno mostrato che le scorte statunitensi sono aumentate di 1 milione di barili nella settimana terminata il 17 gennaio, dopo cinque settimane consecutive di cali. I dati Api tendono a indicare un trend simile nei dati ufficiali sulle scorte, che saranno pubblicati più tardi.

Brent sotto 79 dollari al barile in attesa delle scorte Usa

In attesa, i prezzi del petrolio scendono (Wti -0,48% a 75,08 dollari al barile e Brent -0,51% a 78,60 dollari al barile) mentre i trader si preparano a una maggiore produzione negli Stati Uniti sotto Trump: ha dichiarato un'emergenza energetica nazionale e ha promesso di aumentare drasticamente la produzione energetica nei prossimi mesi. Una maggior produzione statunitense – che ha già raggiunto livelli record di 13 milioni di barili al giorno nel 2024 – probabilmente allenterà ulteriormente l'offerta di petrolio, compensando la minor produzione in altre parti del mondo, in particolare nei Paesi Opec.

I prezzi del greggio sono scesi dal massimo degli ultimi sei mesi raggiunto la scorsa settimana, a causa dell'incertezza sulle politiche energetiche e commerciali di Trump. La firma di un cessate il fuoco tra Israele e Hamas ha, inoltre, ridotto parte del premio al rischio sul greggio. Tuttavia, le perdite sono state limitate dalle aspettative di un aumento della domanda perché un vortice polare ha portato freddo negli Stati Uniti e in Europa. Anche le recenti sanzioni statunitensi contro la Russia hanno sostenuto i prezzi dell’oro nero, aumentando la prospettiva di un'offerta più limitata.

A Milano occhio a Tim, Unicredit, Illimity, Banca Ifis, FinecoBank, Stellantis, Saipem, Prysmian, Buzzi, Snam ed Hera

Sul listino milanese attenzione a Tim che ha esteso di 15 giorni fino al 15 marzo il periodo di esclusiva con il Tesoro e il fondo spagnolo Asterion per la cessione di Sparkle, operatore nel settore dei cavi sottomarini.

Tra le banche, Commerzbank ha detto che si impegnerà in colloqui con Unicredit per una possibile integrazione solo se quella italiana presenterà una proposta, finora non pervenuta. Invece, Illimity ha nominato Jefferies e Wepartners come advisor finanziari nell'offerta lanciata da Banca Ifis, non trascurando alcuna opzione strategica che possa contribuire all'obiettivo di creare valore per gli azionisti e per tutti gli stakeholders della banca.

Occhio, poi, a FinecoBank perché Citi ha alzato il target price da 17 a 20,50 euro, ribadendo il rating buy. «Riteniamo che Fineco rappresenti una storia interessante per il 2025, data la sua forte attenzione all'aumento dei clienti. A nostro avviso, questo è un fattore chiave per la redditività futura», si legge nella nota di Citi. Inoltre, «il gruppo ha una solida posizione patrimoniale. In seguito al recente movimento della curva dei tassi (+25 punti base nell'ultimo mese) e ai forti dati sulla raccolta fondi, ciò potrebbe sostenere l'andamento positivo dell'utile per azione previsto dal consenso che è uno dei principali driver di valutazione».

Invece, su Prysmian è intervenuta Jefferies, alzando il target price da 78 a 80 euro (rating buy), e su Buzzi Barclays, alzando il target price da 42 a 47 euro (rating overweight). E se Stellantis sta portando avanti un progetto di costruire un nuovo pickup di medie dimensioni a Belvidere, nell'Illinois, gli azionisti Eni e Cdp Equity hanno comunicato il rinnovo tacito del patto parasociale sul 25% del capitale di Saipem.

Tra le utilities sono da monitorare sia Snam (Hsbc ha alzato il target price da 4,9 a 5 euro, rating hold) che potrebbe presentare il mese prossimo un'offerta vincolante per acquisire una partecipazione nelle attività di cattura della CO2 di Eni, come ha detto l'ad, Stefano Venier, sia Hera che ha presentato il nuovo piano industriale 2024-2028: destina oltre 5 miliardi di investimenti per accelerare il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica e aumentare ulteriormente la resilienza di reti e impianti. È prevista una crescita del mol di 475 milioni, in linea con i target del piano industriale precedente, con un tasso di crescita medio annuo del 7%.

(riproduzione riservata)


 



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