Il Ftse Mib recupera e chiude a 33.295 punti, in rialzo dello 0,2% al termine di una seduta fiacca. Il titolo migliore è Leonardo, che guadagna il 2% grazie alle crescenti tensioni geopolitiche e ai timori di escalation in Ucraina. Sul podio anche Saipem (+1,9%) e Unipol (+1,7%). Chiudono il paniere dlele blue chip Nexi (-3,1%), Moncler (-1,8%) e Tim (-1,7%). Spread a 125 punti.
Riprendono quota sul finale e chiudono in positivo anche le altre borse europee: Francoforte +0,8%, Parigi +0,2%, Londra +0,8%. Wall Street, invece, viaggia contrastata con il Dow Jones e l’S&P 500 in rialzo mentre il Nasdaq cede lo 0,3%. Nvidia perde quasi l’1% a due ore dall’apertura.
Wall Street apre in rialzo, spinta dai numeri positivi che arrivano dal mercato del lavoro con le domande di sussidi di disoccupazione in calo di 6 mila unità: alle 15:30 il Dow Jones guadagna lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,5%. Parte bene Nvidia, ma non dura: poco dopo l’apertura, in rialzo, il titolo inverte la rotta e va in rosso.
«La reazione negativa del mercato», spiega Gabriel Debach, market analyst di eToro, «non è una bocciatura dei fondamentali - che restano solidissimi - ma una lezione sulla fragilità delle aspettative. Quando un titolo è valutato così generosamente, anche minimi segnali di rallentamento possono essere amplificati. Nvidia rimane un leader indiscusso nell'intelligenza artificiale, ma il messaggio del mercato è chiaro: non basta correre, bisogna farlo senza sbavature».
Dopo l’apertura dei mercati americani, in Europa il Ftse Mib rimane stabile a 33.225 punti (-0,01%). Tra i titoli Leonardo guida il paniere delle blue chip con un rialzo del’1,8%, seguita da Unipo (+1,1%) e A2a (+1,1%). Chiudono Nexi (-3,7%), Moncler (-2,2%) e Tim (-2,1%). Spread a 126 punti.
Tra gli altri listini europei, Parigi procede in lieve ribasso (-0,1%), Francoforte cresce dello 0,4% e Londra dello 0,5%.
I timori di escalation in Ucraina spingono il prezzo del gas che tocca i massimi da fine novembre 2023, portandosi oltre i 48 euro al megawattora sul Ttf di Amsterdam.
Intanto i future sui listini azionari statunitensi trattano in lieve calo, nonostante i conti di Nvidia, pubblicati mercoledì 20 a mercati chiusi, abbiano svelato l’ennesimo trimestre con vendite e utili superiori alle previsioni. «Questo ci dice quanto le aspettative su Nvidia siano sempre più alte, il colosso dei chip ormai non deve solo battere le stime degli analisti, ma deve farlo del 10%», commenta Aswath Damodaran, professore di finanza presso la Stern School of Business della New York University ai microfoni di Cnbc. Nello specifico, il future sul Dow Jones cede lo 0,11% e quello sull’S&P 500 lo 0,28%.
A un’ora dall’apertura dei mercati americani il Ftse Mib è piatto, a quota 33.222 punti (-0,01%). La migliore rimane Saipem (+1,8%), seguita da Leonardo (+1,4%) e Unipol (+1,3%). Chiudono il listino Nexi (-3,1%), Moncler (-2,5%) e la Popolare di Sondrio (-1,2%). Lo spread Btp/Bund sale a 127 punti. Fuori dal paniere delle blue chip si conferma tonica Mfe, con le azioni di classe A in rialzo del 3,3% all’indomani dei conti.
Andamento misto per le altre borse europee con Parigi in calo dello 0,2%, Francoforte e Londra in rialzo dello 0,4%.
Le borse europee procedono con cautela, condizionate da una parte dai timori di escalation in Ucraina e dall’altra dai conti di Nvidia (-3% nel pre-market di Wall Street) che potrebbero influenzare l’apertura dei mercati americani nel pomeriggio. Alle 13 il Ftse Mib ha ripreso quota, riportandosi a ridosso della parità a 33.207 punti (-0,06%). Tra gli altri listini europei Parigi è in calo dello 0,1%, Francoforte e Londra guadagnano lo 0,4%. Intanto il bitcoin continua la sua corsa stabilendo nuovi record: ora la criptovaluta viene scambiata a oltre 98 mila dollari.
Guardando i singoli titoli, a Piazza Affari la migliore è Saipem (+1,2%), seguita da A2a (+1,1%), mentre la performance peggiore è quella di Nexi (-3,1%). Lo spread si attesta intorno ai 126 punti.
Il Ftse Mib si mantiene in calo. Alle 11:30 il listino milanese cede lo 0,7%, sul filo dei 33.000 punti. Tra le blue chip crescono Unipol (+0,9%), A2a (+0,6%), Leonardo (+0,5%) e Hera (+0,5%). In ribasso Nexi (-3,6%), Moncler (-2,5%), Iveco (-1,8%) e Tim (-1,7%). Spread in aumento a 126,5 punti.
Deboli, a circa due ore dall’apertura, le altre borse europee. Francoforte e Londra oscillano intorno alla parità, Parigi cede lo 0,5%. In calo anche l’Eurostoxx 50 (-0,4%).
Virano al ribasso i listini europei dopo un inizio di seduta debole. Alle 10:00 Milano è la peggiore dell’Ue in calo dello 0,6%, scivolano dello 0,5% e dello 0,05% Parigi e Francoforte, mentre regge e resta sopra la parità Londra. A Piazza Affari resta in rialzo dopo i conti Mfe, (+0,6% MfeA), mentre si riducono i guadagni per Leonardo (+0,5%). In cauto rialzo Saipem (+0,7%) e Unipol (+0,5%), scivolano Nexi (-2,8%) e Moncler (-2%).
Nel listino principale pesano le performance negative di Stellantis (-1,4%) e Iveco (-1,3%). Male anche Tim e Campari (-1,2%). Seduta negativa per le banche con Unicredit (-1,2%), Intesa e Mediobanca (-1%), Popolare Sondrio (-0,9%), Banco Bpm (-0,8%), Bper e Mps (-0,5%). In luce Saipem (-0,8%) e Leonardo (+0,7%). Bene Unipol (+0,3%).
Apertura in leggero rialzo per i listini europei. Il Ftse Mib che segna un timido +0,07%, seguito anche dal Dax (0,2%), il Cac 40 (+0,05%) il Ftse 100 (+0,3%). A Piazza Affari balza Mfe dopo i conti (+5,7% MfeA), in rialzo anche Bper (+1,3%), Leonardo (+1,2%) e Mps (+1%). Scivola invece dello 0,8% Stellantis. In calo anche Nexi (-0,9%) e Tim (-0,6%).
A preoccupare gli investitori sono ancora le tensioni tra la Russia e l'Occidente, con i timori per un’escalation nucleare del conflitto in Ucraina. Inoltre, si guarda anche alle prossime mosse delle banche centrali.
Mercoledì 20 Michelle Bowman, componente del board della Federal Reserve, ha detto che serve «un approccio più cauto» sulla politica monetaria. Per avere maggiori indicazioni comunque gli investitori guarderanno ai dati macro di giornata, tra i quali ci sono i sussidi di disoccupazione Usa. Lo spread tra Btp e Bund sale a 124 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,6%.
Sul fronte europeo, invece sono attesi gli interventi di diversi membri della Bce. Intanto sale la fiducia delle imprese in Francia, secondo l’ultima rilevazione dell'istituto di statistica nazionale Insee. L'indicatore di riferimento si attesta a 97 punti a novembre rispetto ai 93 punti di ottobre. L’indicatore del clima economico segue invece un andamento al ribasso, portandosi a 96 punti a novembre dai 97 di ottobre.
Sul valutario, il dollaro si conferma forte e scambia a 1,053 per un euro. Il bitcoin ha aggiornato ancora il record, sfiorando i 98.000 dollari, per poi attestarsi a 97.130 dollari. Sale il petrolio con il Brent a 73,36 dollari al barile (+0,76%) e il Wti a 69,34 dollari (+0,86%). Il gas si attesta a 47,4 euro al megawattora (+1,4%) sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.
Prosegue intanto la stagione delle trimestrali. Dai mercati asiatici a quelli americani ed europei sembrano non esser piaciuti i conti del gigante dei chip Nvidia che, seppur buoni, sono stati sotto le attese degli analisti.
Il colosso di Santa Clara, ormai considerato un indicatore cruciale della salute del mercato dell’intelligenza artificiale e dei chip, è riuscito ancora una volta a battere le stime su utili e ricavi, pubblicando anche una guidance sopra le attese. I risultati però non hanno soddisfatto le alte aspettative dei mercati, così il titolo della società a maggior capitalizzazione al mondo (circa 3.600 miliardi di dollari) ha chiuso in calo del 2,4%.
Futures negativi per le principali borse europee, condizionate dall’escalation della guerra in Ucraina, dal timore dei rincari tariffari Usa e dall’allarme della Bce che nel suo dossier sulla stabilità finanziaria ha lanciato l’allarme sul rischio di un’altra crisi del debito per l’Eurozona se l’area monetaria non riuscirà a stimolare la crescita, ridurre il debito pubblico e risolvere l’incertezza politica. I future del Dax scendono dello 0,17%, quelli del Cac 40 cedono lo 0,41% mentre quelli del Ftse 100 limano lo 0,10%.
Il petrolio prosegue in leggero rialzo, con il Brent a 73 dollari al barile e il Wti a 69 dollari (entrambi +0,7%) in scia alle tensioni geopolitiche. Focus sul bitcoin che è balzato sopra i 97.000 dollari, fissando il nuovo massimo a 97.800 dollari.
A Piazza Affari occhi puntati su Mfe (MediaForEurope) che ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con ricavi netti consolidati pari a 2.004,7 milioni di euro, in crescita del 7,7% sullo stesso periodo 2023. I ricavi pubblicitari lordi raggiungono 1.943,3 milioni (+6,5%) e il risultato operativo (ebit) sale a 126,6 milioni di euro (+28,7%). Numeri superiori al consenus che indicava ricavi per 1,996 miliardi ed ebit a 115 milioni.
L’utile netto consolidato, escludendo il contributo di ProsiebenSat1, sale a 88,7 milioni di euro, +38,7% rispetto ai primi nove mesi 2023. Includendo il gruppo tv tedesco, in cui Mfe è primo azionista con il 29,99%, il risultato netto arriva a 96,2 mln (+35,6%).
Fari anche su Stellantis e il comparto auto dopo che l’Acea (l’associazione europea che raggruppa i produttori di automobili) ha comunicato che nel mese di ottobre 2024 sono state immatricolate nell’Unione Europea oltre 866 mila vetture, in aumento dell’1,1% rispetto alle 857mila dello stesso periodo del 2023.
Nei primi dieci mesi dell’anno le vendite di autovetture in Europa hanno registrato un incremento dello 0,7%. In forte diminuzione le vendite di Stellantis a ottobre 2024: lo scorso mese il gruppo automobilistico ha registrato un calo delle immatricolazioni del 16,9% con 130,986 vetture vendute; di conseguenza, la quota di mercato in Europa di Stellantis si è attestata al 15,1%.
Ad aver reso già noto il nuovo piano industriale 2025-27 è stata invece Igd, Immobiliare Grande Distribuzione Siiq, che ha come «obiettivo primario inaugurare una stagione di crescita con un ritorno alla distribuzione di un dividendo continuativo e sostenibile». In particolare, al 2027 l’ebitda della gestione caratteristica è atteso a circa 98 milioni (+16% rispetto al dato atteso a fine 2024), ricavi netti da attività locativa a perimetro omogeneo in aumento del 16%, grazie a una nuova organizzazione che prevede più leve ai territori e alla gestione diretta degli asset, e funds from operations per circa 48 milioni (+41% da 34 milioni attesi a fine 2024). In arco di piano sono previste dismissioni di asset non core per circa 100 milioni. Gli investimenti in programma, per un totale di circa 50 milioni, mirano a incrementare l’attrattività del portafoglio e ridurne l’impatto ambientale.
Focus anche sulle banche e Mps. Mercoledì 20 in serata la banca ha comunicato di aver concluso il collocamento di una nuova emissione obbligazionaria unsecured senior preferred con durata 6 anni (scadenza 2030) per un ammontare pari a 750 milioni di euro. Il titolo è rimborsabile anticipatamente dopo 5 anni. L’operazione ha raccolto ordini per circa 2,4 miliardi di euro. La cedola è stata fissata al 3,625%, ad un prezzo di re-offer di 99,565%, corrispondente a uno spread di 145 punti base rispetto al tasso mid-swap di riferimento, al di sotto dell’indicazione iniziale di 180 punti base.
Sul fronte macroeconomico sono attesi nel corso della seduta diversi discorsi di alcuni membri della Banca Centrale Europea tra cui Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia, il governatore della banca centrale olandese, Klaas Knot, e il membro italiano del comitato esecutivo della Bce Piero Cipollone. Alle 08:45 è attesa invece l’indice di fiducia in Francia. Carrellata poi di interventi e di dati macroeconomici da Wall Street con un focus sui dati sui sussidi di disoccupazione (ore 14:30 italiane). (riproduzione riservata)