Ore 14:45 Wall Street apre in rialzo dopo la Fed. Milano prosegue fiacca
Ore 13:30 Ftse Mib in leggero rialzo grazie a Fineco e Interpump, lo spread sale a 127
Giornata fiacca per Piazza Affari che chiude poco sopra la parità (+0,1%) restando però ben agganciata ai 34 mila punti (34.354). Fanno meglio Francoforte e Parigi che chiudono segnando rispettivamente un +0,9% e un +0,2%. Corre Londra con un rialzo di oltre l’1,7%. Dopo la buona partenza, gli indici hanno leggermente frenato nel corso della seduta con il Pmi manifatturiero di febbraio che ha deluso le attese. Sul fronte delle materie prime è l’oro a fare da protagonista riportandosi sopra i 2.200 dollari, superati per la prima volta nella notte (fino a 2.220) salvo poi ritracciare a 2.179. Sul valutario si rafforza il dollaro sia contro l’euro (a 1,086) e la sterlina (a 1,229). In campo obbligazionario lo spread Btp/Bund resta a 127 punti con il rendimento del Btp decennale poco mosso al 3,66%.
A Piazza Affari in rosso Diasorin (-3,03%), su cui Berenberg ha ridotto la raccomandazione da buy a hold. Focus anche su Terna (-2,63%) dopo i rialzi della vigialia. In salita invece Finecobank (+1,89%), Interpump (+1,68%) e Azimut (+1,51%). Sotto i riflettori anche Stm (+1,51%): a catalizzare l'attenzione sul settore sono i conti di Micron Technology superiori alle attese. Male Tim (-4,03%) in scia alle notizie secondo cui gli venditori allo scoperto hanno accumulato una scommessa record da 930 milioni sulle azioni della compagnia telefonica, nel momento in cui l’ad Pietro Labriola cerca il sostegno degli investitori per una vendita di asset che ha l’obiettivo di tagliare il debito. Da segnalare infine Enav (+8,62%) che ha festeggiato in Borsa conti e cedola 2023 oltre le attese e DoValue (+1,8%) dopo l'annuncio della
Borse europee in rialzo nel pomeriggio anche in scia all’apertura positiva di Wall Street. I listini azionari americani trattano in rialzo dopo che la posizione della Federal Reserve in merito ai tassi d’interesse è risultata in linea con le attese del mercato, che ora prezza un primo ribasso (dei tre previsti) a maggio all’11,7% e a giugno al 62,8%, secondo il Fed Watch Tool di Cme Group. Il Dow Jones segna un rialzo dello 0,42%, l'S&P 500 dello 0,49% e il Nasdaq Composite dello 0,86%. Sul fronte macro, si segnala che l’indice Fed Filadelfia di marzo ha toccato quota 3,2 punti dai 5,2 di febbraio, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a -2,5 punti.
Parigi a parte (-0,05%), le altre piazze europee si confermano in rialzo. Francoforte guadagna lo 0,30%, Londra l’1,57%, dopo il nulla di fatto della BoE sui tassi, ampiamente previsto dagli economisti, e Milano lo 0,17% a 34.353 punti alle 14:20 grazie a FinecoBank (+2,4%) e Interpump (+2,02%). Mps, Bper e Nexi fanalini di coda. L’euro resta in ribasso (-0,20% a 1,089) sul dollaro dopo i dati macro Usa. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a quota 210.000 unità, -2.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. La lettura è al di sotto del consenso degli economisti a 213.000 unità.
Lo spread Btp/Bund sale a 127,6 punti base. La Bundesbank ha avvertito che l'economia tedesca si trova probabilmente in recessione nel primo trimestre del 2024, in quanto i tempi della ripresa continuano a spostarsi in avanti a causa della debolezza dei consumi e della domanda industriale. «L'industria, in particolare, rimarrà probabilmente in una fase di debolezza», ha detto la Bundesbank. «Per il momento, non si prevedono stimoli nemmeno da parte dei consumi privati». Non solo. I nuovi ordini industriali rimangono scarsi, con la domanda interna e quella per le esportazioni su livelli bassi.
L’indice Ftse 100 della borsa di Londra è il migliore con un progresso dell’1,46% alle 13:20 dopo che la Banca d'Inghilterra ha lasciato invariati i tassi al 5,25% per il quinto mese consecutivo, notando che gli indicatori chiave dell'inflazione rimangono elevati. Il comitato esecutivo della BoE ha votato 8-1 a favore del mantenimento dei tassi, mentre un membro ha votato per abbassarli di 25 punti base. Sulla base degli ultimi dati, l'inflazione britannica è scesa al 3,4% su base annua a febbraio dal 4% a gennaio, mentre l'inflazione core è calata al 4,5% dal 5,1%. La BoE ha previsto che l'inflazione scenda al di sotto del suo obiettivo del 2% nel secondo trimestre del 2024, prima di aumentare marginalmente nel terzo e quarto trimestre. La sterlina resta debole nei confronti dell’euro che vale 0,8561 (+0,24%). A Piazza Affari l’indice Ftse Mib viaggia poco sopra la parità a 34.323 punti (+0,09%), sostenuto da Stellantis, Stm, Interpump, Inwit, Recordati, FinecoBank e Azimut, tutti in rialzo di oltre un punto percentuale.
Lo spread Btp/Bund sale a 127 punti base. In serata è atteso l'annuncio del Tesoro relativo all'asta Bot in agenda martedì prossimo; secondo Unicredit Research, il nuovo titolo verrà offerto per 7,5 miliardi di euro. La tornata d'aste di fine mese prenderà il via domani, 22 marzo, quando saranno a disposizione fino a 2,75 miliardi di Btp short. Mentre dai dati di Banca d'Italia sulla bilancia dei pagamenti è emerso che l'ammontare dei titoli di Stato italiani in portafoglio agli investitori esteri è salito a gennaio di 4,7 miliardi di euro dopo il calo di 4,9 miliardi del mese precedente.
Le borse europee scendono dai massimi intarday con Parigi che ha già virato in territorio negativo (-0,23%). Il Dax guadagna lo 0,39%, il Ftse100 l’1,08% e il Ftse Mib lo 0,05% a 34.310 punti alle 12:30, pesano le banche, Nexi (-2,90%) e Prysmian (-1%). Acquisti, invece, soprattutto su FinecoBank, Interpump Stellantis e Stm. Il dollaro recupera terreno nei confronti dell’euro, che vale 1,090 (-0,11%), dopo essere scivolato in seguito alla conferma che i tagli dei tassi da parte della Fed saranno tre nel 2024. «Per ora non ha violato i livelli chiave posti a 1,0975 per l’euro. Finalmente, però, la volatilità è aumentata con la correlazione intermarket che ritorna a fare capolino, ovvero azionario salgono con dollaro che scende», osserva Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.
Dopo la Fed, e stamani la Banca centrale svizzera e quella norvegese, la Banca centrale turca ha deciso di aumentare il tasso di interesse di riferimento dal 45% al 50%. A febbraio, a causa dell'inflazione dei servizi, il trend di fondo dell'indice dei prezzi al consumo mensile è stato superiore alle attese.
Le borse europee si confermano in rialzo dopo che l'attività delle imprese della zona euro ha sfiorato il ritorno alla crescita a marzo, superando le attese. Il Dax avanza dello 0,58%, il Cac40 dello 0,04%, il Ftse100 dello 0,87% e il Ftse Mib dello 0,21% a 34.366 punti con Stm (+1,95%) e FinecoBank (+2,19%) in cima, invece scivolano parecchio Mps, Nexi e Terna. L'indice Pmi composito preliminare, compilato da S&P Global, è salito a marzo a 49,9 da 49,2 di febbraio, oltre le aspettative di 49,7, anche se la lettura è per il decimo mese al di sotto del livello di 50 che separa la crescita dalla contrazione. Il Pmi relativo all'industria dei servizi, il settore dominante del blocco, è salito a un massimo di nove mesi di 51,1 da 50,2 di febbraio, ben oltre le attese di 50,5, e la domanda di servizi è aumentata per la prima volta da giugno, con l'indice delle nuove imprese salito a 50,5 da 49,8. Tuttavia, il Pmi manifatturiero è sceso al minimo degli ultimi tre mesi, a 45,7 da 46,5, ben inferiore alle aspettative di un aumento a 47.
Dopo questi dati macro, l’euro accelera al ribasso sul dollaro a 1,090 (-0,16%). Invece la moneta unica sale dello 0,63% a 0,6741 franchi svizzeri dopo che la Banca nazionale svizzera ha abbassato i tassi di 25 punti base all'1,5%. L'istituto centrale ha poi ribadito la sua disponibilità ad agire all'occorrenza sul mercato dei cambi. L'allentamento della politica monetaria è stato possibile grazie all'efficacia della lotta all'inflazione durante gli ultimi due anni e mezzo: da alcuni mesi l'inflazione si colloca di nuovo al di sotto del 2% e quindi nell'area che la Banca nazionale assimila alla stabilità dei prezzi. Come indicato dalla nuova previsione, l'inflazione dovrebbe rimanere all'interno di quest'area anche nel corso dei prossimi anni. Invece, la Banca di Norvegia, come previsto, ha lasciato invariati i tassi al 4,5%, suggerendo che una prima riduzione potrà arrivare il prossimo autunno. Secondo le previsioni attuali, «il tasso di riferimento rimarrà al 4,5% fino all'autunno, per poi scendere gradualmente», ha indicato in un comunicato la banca centrale norvegese.
Borse europee in netto rialzo in avvio di seduta. Il Dax avanza dello 0,88%, il Cac40 dello 0,63%, il Ftse100 dell’1,11% e il Ftse Mib dello 0,73% a 34.543 punti con lo spread Btp/Bund poco mosso a quota 125 punti base. Dopo che la Fed ha lasciato i tassi fermi, come ampiamente atteso dagli economisti, l’attenzione si focalizza sul board di Bank of England che, stando alle aspettative, dovrebbe ugualmente tenere fermi i tassi. L'inflazione britannica è scesa a febbraio, mantenendo la banca centrale sulla buona strada per iniziare a ridurre il costo del denaro nei prossimi mesi. Gli esperti vedono circa il 63% di probabilità di un primo taglio a giugno e lo prezzano pienamente ad agosto. Attese in mattinata anche le decisioni di politica monetaria dell'istituto centrale svizzero, norvegese e turco.
Mentre alcuni economisti osservano che Francoforte potrebbe esitare ad allentare prima della Fed, nelle loro più recenti dichiarazioni i banchieri euro hanno cercato di smorzare le scommesse su una serie di tagli dei tassi, pur riconoscendo i dati incoraggianti sul rallentamento dei prezzi e dei salari. La presidente, Christine Lagarde, ha chiarito il 20 marzo che la banca centrale non può impegnarsi in alcun modo in questo senso, restando totalmente dipendente dai dati in un'ottica meeting-by-meeting. I mercati monetari prevedono tre tagli dei tassi da 25 punti base entro dicembre, con qualche possibilità di un quarto, che abbasserebbero il tasso sui depositi bancari dall'attuale 4% al 3,25% o al 3%. Un aggiornamento sullo stato dell'economia del blocco giungerà in mattinata dalle stime sui Pmi di marzo in arrivo, tra gli altri, da Francia, Germania e zona euro. Già pubblicata la fiducia delle imprese manifatturiere francesi si è attestata a 102 punti a marzo. La lettura è in aumento rispetto ai 101 punti di febbraio. L’euro vira al ribasso: -0,20% a 1,089 dollari.
Sul listino milanese Tim sale dello 0,81% a 0,2251 euro dopo che il fondo Merlyn Partners, che detiene lo 0,53% nel capitale del colosso tlc, ha proposto che la società di tlc venda la controllata in Brasile entro il 2024 per ridurre il debito e mantenere l'occupazione in Italia, e che ceda la sua attività consumer entro il 2025.
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Non sono da meno Stm (+2,48% a 40,92 euro) e Stellantis (+1,89% a 27,16 euro) che ha annunciato il ricorso ai contratti di solidarietà alle Carrozzerie di Mirafiori dove si produce la Maserati fino al termine del 2024, riferisce il sindacato. Intanto l’amministrazione Usa ha tagliato il target per la transizione ai veicoli elettrici dal 67% entro il 2032 a un minimo del 35%, dopo le critiche dell'industria e degli operai automobilistici nel cruciale Stato del Michigan. Mentre Chrysler sta richiamando 38.164 veicoli a causa di un problema che può impedire il dispiegamento dell'airbag del conducente in caso di incidente.
Mentre il nuovo piano strategico di Poste (+0,39% a 11,51 euro) prevede una crescita organica senza acquisizioni significative, come ha detto l'ad, Matteo del Fante. Attesa una crescita dell'utile netto del 4% e dei ricavi del 3%, con il contributo di tutte le unità di business che più che compensa l'incremento dei costi.
Da monitorare poi Enel (+0,61% a 6,14 euro), che riunisce il cda per approvare il bilancio 2023 come Unipol (-0,18% a 7,62 euro; risultati preliminari comunicati il 16 febbraio, comunicato il 22 marzo) e doValue (+1,80% a 1,924 euro) che ha avviato una negoziazione esclusiva per una potenziale aggregazione (con cash e azioni) con Gardant. L'operazione si inserisce nel piano strategico 2024-2026.
Inoltre, Eni (+0,70% a 14,42 euro), dopo Plenitude ed Enilive, si prepara a mettere in pista una nuova società, sempre allo scopo di estrarre valore dai business più promettenti che altrimenti si disperderebbero nel mare magnum del gruppo. Dopo rinnovabili, retail e mobilità sostenibile, stavolta, come da piano 2024-27 illustrato al mercato dall’ad, Claudio Descalzi, si tratta di mettere insieme le attività di Ccs, acronimo di Carbon Capture Storage, ovvero cattura e stoccaggio della CO2.
In calo DiaSorin (-0,54% a 91,32 euro) su cui è intervenuta Berenberg abbassando il rating da buy a hold e il target price da 104 a 100 euro. Stabile a quota 0,208 euro Banca Profilo dopo che Arepo, azionista di controllo della banca, non ha accettato l'ulteriore richiesta di proroga per la cessione a Twenty First Capital (Tfc) di una quota del 29%. Infine, si ricorda che termina la negoziazione dei diritti dell’aumento di capitale di Juventus (-3,52% a 2,245 euro).
Borse europee attese in netto rialzo in avvio di seduta in scia ai nuovi record di Wall Street (Nasdaq +1,25%, S&P500 +0,9% e Dow Jones +1%). Il future sull’Eurostoxx50 balza dell’1,15%. Positivi anche i futures statunitensi (+0,32% quello sul Dow Jones e +0,45% quello sull’S&P500). Come era nelle attese e per la quinta volta consecutiva la Fed ha annunciato tassi invariati, lasciando il costo del denaro nel range fra il 5,25%-5,50% con tre tagli confermati nel 2024. La Fed ha ritoccato al rialzo le previsioni di crescita economica sugli Stati Uniti, mentre ha confermato quelle sull'inflazione, sebbene il lieve ritocco al rialzo per il prossimo anno al 2,2% sia leggermente superiore al suo target.
«Il presidente, Jerome Powell, ha aggiunto che i membri del Fomc ritengono che sarà probabilmente appropriato ridurre i tassi di interesse a un certo punto quest'anno. Tuttavia non si sono espressi sul quando. Powell ha riconosciuto che l'insieme complessivo dei rischi, positivi e negativi, sul raggiungimento degli obiettivi di politica monetaria si sta muovendo verso un quadro più bilanciato, ma ha avvertito che l'inflazione resta troppo alta e i progressi per abbassarla non sono assicurati, mentre l'incertezza resta elevata», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim secondo il quale le riunioni della Fed e della BoJ di questa settimana e i dati recenti mettono in luce il contesto macroeconomico statunitense e giapponese. «I mercati statunitensi scontano un quadro positivo, mentre l’inflazione si raffredda. Non prevediamo che la propensione al rischio verrà messa seriamente in discussione nei prossimi mesi», conclude Tognoli.
Alle 09:30 è attesa la decisione sui tassi della Banca centrale svizzera, alle 12 quella della Banca centrale turca e alle 13 della Bank of England (previsione: bank rate invariato al 5,25%). Prima, alle 10, verrà pubblicato il bollettino economico della Bce (alle 9 il discorso del membro Buch). C’è attesa anche per la riunione del Consiglio Europeo: Ucraina, crisi in Medio Oriente, ma anche agricoltura, oltre a un punto su allargamento, riforme e migranti sono i temi sul tavolo. Per quanto riguarda l'Ucraina, ha sottolineato il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, la priorità è da un lato «la rapida fornitura di aiuti militari», dall'altro «l'implementazione e l’applicazione efficace delle nostre sanzioni».
L’euro sale dello 0,14% a 1,093 dollari in attesa anche alle 08:45 della fiducia delle imprese manifatturiere a marzo in Francia (precedente: 100). Alle 10 tocca al Pmi servizi a marzo preliminare dell’Eurozona (precedente: 50,2; consenso: 50,5), al Pmi composito a marzo preliminare (precedente: 49,2; consenso: 49,7) e al Pmi manifatturiero a marzo sempre preliminare (precedente: 46,5; consenso: 47). Alle 13:30, invece, dagli Stati Uniti arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: -1.000 a 209.000), l’indice Fed Philadelphia a marzo (precedente: 5,2), alle 14:45 il Pmi servizi a marzo preliminare (precedente: 52,3) e il Pmi manifatturiero a marzo preliminare (precedente: 52,2), alle 15:30 il super indice a febbraio (precedente: -0,4) e le vendite di case esistenti a febbraio (precedente: 4 milioni; consenso: 3,94 milioni).
Tra le materie prime, spicca il rialzo del prezzo dell’oro: +2,17% a 2.207 dollari l’oncia, dopo un nuovo record a 2.222,14 dollari l'oncia, in scia al brusco calo del dollaro dopo che la Fed ha mantenuto i tassi d'interesse stabili e ha segnalato che sta ancora considerando tagli quest'anno. I prezzi del rame sono risaliti verso i massimi degli ultimi 11 mesi, anche i prezzi di altri metalli preziosi sono cresciuti. Ma l'oro ha registrato una performance eccezionale con i mercati che ora scontano un taglio di 75 punti base dei tassi d'interesse entro la fine del 2024. Un tale scenario è positivo per il metallo giallo, specialmente dopo che i tassi d'interesse in aumento lo hanno penalizzato negli ultimi due anni. Gli operatori ora scontano una probabilità del 73,4% che il primo taglio dei tassi da parte della Fed arriverà già a giugno, secondo lo strumento CME Fedwatch. Tuttavia, la Fed ha anche migliorato le prospettive sull'economia degli Stati Uniti nel 2024, prevedendo una crescita del 2,1%, rispetto alle previsioni precedenti dell’1,4%. Ciò potrebbe limitare potenzialmente la domanda di beni rifugio come l'oro, in mezzo all’ottimismo crescente su un atterraggio morbido per l'economia statunitense. Anche i prezzi del petrolio salgono: il Wti segna un +0,47% a 81,65 dollari al barile e il Brent un +0,51% a 86,39 dollari al barile.
Sul listino milanese resta sorvegliata speciale Tim dopo che il fondo Merlyn Partners, che detiene lo 0,53% nel capitale del colosso tlc, ha proposto che la società di tlc venda la controllata in Brasile entro il 2024 per ridurre il debito e mantenere l'occupazione in Italia, e che ceda la sua attività consumer entro il 2025.
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Invece, Stellantis ha annunciato il ricorso ai contratti di solidarietà alle Carrozzerie di Mirafiori dove si produce la Maserati fino al termine del 2024, riferisce il sindacato. L'amministrazione Usa ha tagliato il target per la transizione ai veicoli elettrici dal 67% entro il 2032 a un minimo del 35%, dopo le critiche dell'industria e degli operai automobilistici nel cruciale Stato del Michigan. Intanto Chrysler sta richiamando 38.164 veicoli a causa di un problema che può impedire il dispiegamento dell'airbag del conducente in caso di incidente.
Il nuovo piano strategico di Poste prevede una crescita organica senza acquisizioni significative, come ha detto l'ad, Matteo del Fante. Attesa una crescita dell'utile netto del 4% e dei ricavi del 3%, con il contributo di tutte le unità di business che più che compensa l'incremento dei costi.
Da monitorare poi Enel che riunisce il cda per approvare il bilancio 2023 come Unipol (risultati preliminari comunicati il 16 febbraio, comunicato il 22 marzo) e doValue (risultati preliminari comunicati il 22 febbraio) che tiene anche il Capital Markets Day.
Inoltre, Eni, dopo Plenitude ed Enilive, si prepara a mettere in pista una nuova società, sempre allo scopo di estrarre valore dai business più promettenti che altrimenti si disperderebbero nel mare magnum del gruppo. Dopo rinnovabili, retail e mobilità sostenibile, stavolta, come da piano 2024-27 illustrato al mercato dall’ad, Claudio Descalzi, si tratta di mettere insieme le attività di Ccs, acronimo di Carbon Capture Storage, ovvero cattura e stoccaggio della CO2.
Su DiaSorin è intervenuto Berenberg abbassando il rating da buy a hold e il target price da 104 a 100 euro. Infine, si ricorda che termina la negoziazione dei diritti dell’aumento di capitale di Juventus. (riproduzione riservata)