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Milano chiude in ribasso, ma segna rialzo settimanale

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Borse oggi in diretta | Ftse Mib chiude sotto la parità (-0,5%) con Stm e Prysmian. Sprint di Generali dopo i conti

15 novembre 2024, 07:00 Ultimo aggiornamento: 17:48

Wall Street negativa. La guidance deludente di Applied Materials pesa su Stm. Negli Usa vendite al dettaglio sopra le attese a ottobre, produzione industriale in calo. Prezzi all'importazione in crescita a sorpresa. L’economia americana si conferma forte e si allontana l’ulteriore taglio dei tassi | IL VIDEO | Mps, nasce il terzo polo bancario targato Meloni. I retroscena sul blitz di Banco Bpm, Caltagirone e Delfin

  • Ore 15:30 Borse Usa sotto la parità all'avvio
  • Ore 14:55 Futures Usa negativi dopo dati sui prezzi
  • Ore 13:00 Il Ftse Mib si arrende alle vendite, spread sotto 120
  • Ore 10:35 Il Ftse Mib vira al rialzo con Mediobanca e Saipem, euro in ripresa sul dollaro
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Stm e Interpump, vola Generali. Lo spread allarga a 122
  • Ore 07:50 Europa attesa in calo post Powell (Fed): economia forte, non c’è fretta di abbassare i tassi

Il Ftse Mib chiude la settimana a 34.191 punti, in calo dello 0,48%. Tra le blue chip i ribassi più marcati sono quelli di Stm, che cede il 3,9%, Prysmian (-3,3%) e Campari (-2,7%). Sul podio, invece, Generali (+4,8%), Mediobanca (+2.5%) e Diasorin (+2%). Spread Btp/Bund a 120 punti. 

Tra le borse europee chiude positiva Madrid (+0,9%), mentre Francoforte, Parigi e Londra perdono rispettivamente lo 0,1%, lo 0,6% e lo 0,1%. Wall Street continua a viaggiare in territorio negativo. 

Ore 15:30 Borse Usa sotto la parità all’avvio

Wall Street apre in calo, appesantita dai dati sui prezzi import-export statunitensi che, a ottobre, hanno registrato un aumento non atteso. In contrazione, invece, la produzione industriale: -0,3% il mese scorso (-0,4% la stima media degli analisti). Alle 15:30 il Dow Jones parte quindi cedendo lo 0,4%, l’S&P 500 perde lo 0,6% e il Nasdaq l'1%.

In Europa il Ftse Mib viaggia a 34.286 punti, in ribasso dello 0,2%. Tra le blue chip si dinstinguono Generali (+4,8%) e Mediobanca (+3%), mentre chiudono il listino Stm (-2,9%) e Interpump (-2%). Spread ancora sotto i 120 punti. 

Le altre borse europee procedono in ordine sparso con Parigi che cede lo 0,2%, Francoforte e Londra poco mosse e Madrid in rialzo dello 0,9%. 

Ore 14:55 Futures Usa negativi dopo dati sui prezzi

Con i futures statunitensi in rosso dopo i dati macro Usa (-0,37% quello sul Dow Jones e -0,53% quello sull’S&P500), le borse europee restano deboli, anche Milano con il Ftse Mib in calo dello 0,28% a 34.261 punti alle 14:55 con Stm sotto pressione (-2,53%) a causa del flop (-8,7%) in pre apertura a Wall Street di Applied Materials. Il produttore di chip ha rilasciato una guidance debole. Il quarto trimestre si è chiuso con un utile per azione rettificato pari a 2,32 dollari, sopra le stime di 2,19 dollari. Le vendite hanno raggiunto 7,05 miliardi, sopra le stime di 6,97 miliardi. Tuttavia per il primo trimestre, la società ha previsto vendite nette pari a 6,75-7,55 miliardi, sotto la media delle stime pari a 7,25 miliardi. Male a Milano anche Mps e Interpump.

Il rimbalzo dell’euro si ferma dopo i dati macro Usa

Si ferma il rimbalzo dell’euro, che vale 1,055 dollari (-0,02%), dopo che le vendite al dettaglio negli Stati Uniti a ottobre sono cresciute dello 0,4% a 718,9 miliardi di dollari, rispetto al mese precedente. Gli economisti si attendevano un rialzo dello 0,3%. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, le vendite al dettaglio sono cresciute del 2,8%. Invece, i prezzi all'importazione, sempre a ottobre, sono saliti dello 0,3% dopo aver registrato un -0,4% nel mese precedente. Gli economisti si attendevano un calo dello 0,1%. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono scesi dello 0,8%. Invece, l’indice Empire Manufacturing a novembre è salito a 31,2 punti dai -11,9 punti del dato precedente. L’economia americana si conferma forte e si allontana l’ulteriore taglio dei tassi di interesse da parte della Fed.

Ore 13:00 Il Ftse Mib si arrende alle vendite, spread sotto 120

Con gli altri mercati europei (Francoforte -0,07%, Parigi -0,18% e Londra -0,05%) cauti anche Milano si arrende e vede di nuovo l’indice Ftse Mib calare dello 0,11% a 34.19 punti, complice la caduta di Interpump, Stm e Unicredit, controbilanciati da Iveco, Mediobanca e Saipem. Lo spread Btp/Bund va sotto 120 punti base a 119,5 punti base, al minimo da un mese. Nelle stime di autunno presentate oggi, 15 novembre, la Commissione Ue ha rivisto al ribasso le previsioni su crescita, debito e deficit per quest'anno e il prossimo, con il rapporto deficit/pil atteso scendere sotto la soglia Ue del 3% nel 2026, in linea con le attese del governo Meloni.

Il dollaro storna sull’euro, che vale 1,057 (+0,16%), ma si avvia a registrare il maggior guadagno settimanale da oltre un mese, sostenuto dall’aspettativa di un minor numero di tagli dei tassi di interesse da parte di Federal Reserve e dalla previsione che la politica del presidente eletto, Donald Trump, potrebbero alimentare l'inflazione quando entrerà in carica.


I prezzi dell'oro sono fermi a quota 2.573 dollari l’oncia dopo aver toccato i minimi degli ultimi due mesi nella sessione precedente. «Questa settimana, il metallo è in procinto di registrare il calo più marcato dal giugno 2021, con una flessione di oltre il 4% e di oltre l'8% rispetto ai massimi storici di fine ottobre», sottolinea Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «Il calo è dovuto all'aumento della propensione al rischio dopo la vittoria repubblicana alle elezioni presidenziali statunitensi, che ha innescato un rally del mercato azionario e frenato la domanda di oro. I recenti dati sull'inflazione negli Stati Uniti, che hanno mostrato un'impennata, e i commenti da falco della Federal Reserve hanno aumentato le difficoltà dell'oro. La domanda cruciale ora è se il livello di supporto di 2.660 dollari reggerà», avverte Evangelista.

Ore 10:35 Il Ftse Mib vira al rialzo con Mediobanca e Saipem, euro in ripresa sul dollaro

Le borse europee restano in territorio negativo, eccetto Milano che vira al rialzo (Dax -0,27%, Cac40 -0,12%, Ftse100 -0,06% e Ftse Mib +0,16% a 34.414 punti grazie alla spinta di Mediobanca, +2,15%, e di Saipem +2,24%, oltre che di alcune banche come Banco Bpm e la Popolare di Sondrio). Anche l’euro recupera e sale dello 0,09% a 1,056 dollari e lo spread Btp/Bund scende a 120,78 punti base dopo che a ottobre l'inflazione in Italia ha registrato una variazione nulla su base mensile ed è aumenta dello 0,9% su base annua (da +0,7% del mese precedente), confermando la stima preliminare dell'Istat. La lieve accelerazione riflette l’andamento dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +0,3% a +3,4%) e, in misura minore, l’attenuazione della flessione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da -11% a -10,2%) e l’accelerazione degli alimentari lavorati (da +1,5% a +1,7%) e dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +2,4% a +3%).

A ottobre i prezzi dei prodotti alimentari e del carrello della spesa sono tornati a correre, costringendo le famiglie a tagliare la spesa per cibi e bevande, commenta Assoutenti. «I rialzi che stanno interessando il comparto alimentare meritano la massima attenzione», spiega il presidente Gabriele Melluso. «I prezzi di beni alimentari e bevande analcoliche risultano in aumento del +2,5% su anno, con punte del +3,4 per i beni alimentari non lavorati. Per alcuni prodotti di largo consumo i rincari continuano ad essere consistenti, con i prezzi dell’olio d’oliva che salgono del +14,3% su anno, il burro del +14,7%, la verdura fresca del +9,4% con punte del +12,6% per i pomodori, il caffè +11,8% secondo il report diffuso oggi dall’Istat. Dopo due anni di caro-vita la mancata discesa dei prezzi al dettaglio spinge le famiglie a tagliare i consumi alimentari, calati in volume complessivamente per 1,6 miliardi di euro nel 2024, al netto dell’inflazione. Per questo ribadiamo la necessità di interventi mirati a far scendere i listini specie nel settore alimentare e invertire il trend dei consumi che continua ad essere negativo», conclude Melluso.

Ore 09:05 Ftse Mib in calo con Stm e Interpump, vola Generali. Lo spread allarga a 122

Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,51%, il Cac40 lo 0,81%, il Ftse100 lo 0,38% e il Ftse Mib lo 0,36% a 34.235 punti. La crescita dell'economia statunitense, un mercato del lavoro solido e un'inflazione che si mantiene sopra il target del 2% indicano che la Fed non deve avere fretta nell'abbassare i tassi di interesse e può prendere le proprie decisioni con calma. Così il 14 novembre il numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell. Si allontana un ulteriore taglio dei tassi a dicembre. Di riflesso, il dollaro sale (l’euro vale 1,055, -0,04%) insieme al rendimento del Treasury Usa al 4,45%, invece quello del Btp 10 anni scende al 3,54%.

Focus sulle stime d'autunno della Commissione Ue nella versione più ampia

Lo spread con il Bund sale quota a 122,26 punti base, ma resta a ridosso del livello più basso dal 28 ottobre. Sul fronte Bce, la consigliera Isabel Schnabel, ha detto che le modifiche ai tassi di interesse dovrebbero continuare a essere il principale strumento di politica monetaria di Francoforte mentre gli acquisti di obbligazioni, assieme alla forward guidance, devono essere usati con maggior moderazione. Tra l’altro Bruxelles diffonde le stime d'autunno della Commissione Europea nella versione più ampia, vale a dire quella che comprende le aspettative sui conti pubblici.

Nel caso dell'Italia le stime di primavera, diffuse lo scorso 15 maggio, indicavano un rapporto deficit/pil del 4,4% quest'anno e del 4,7% il prossimo, con un debito pubblico, sempre in termini di percentuale rispetto al pil, pari a 138,6% nel 2024 e 141,7% nel 2025. La stima sulla crescita era dello 0,9% per l'anno in corso e dell’1,1% per il prossimo. A metà giugno la Commissione Ue ha aperto contro Italia, Francia e altri cinque paesi Ue una procedura per deficit eccessivo. A metà ottobre, dopo aver presentato la legge di bilancio, Roma ha concordato con Bruxelles un percorso di rientro del deficit e del debito spalmato in sette anni. Nel frattempo, i prezzi al consumo in Francia sono aumentati dell'1,6% su base annua a ottobre, secondo i dati pubblicati dall'ufficio statistico Insee, che ha rivisto leggermente al rialzo la lettura preliminare dell'1,5% pubblicata alla fine del mese scorso.

A Milano male Stm e Interpump, stornano, Mps, Banco Bpm e Anima, volano Generali e Fincantieri

Sul listino milanese attenzione ai titoli del settore petrolifero di riflesso al calo dei prezzi del Brent (-1,53% a 71,50 dollari) come Eni (-0,40% a 13,95 euro), Tenaris (-0,29% a 17,40 euro) e Saipem (-0,60% a 2,303 euro) che il 14 novembre si è aggiudicata un contratto Epci da TotalEnergies Ep Suriname, controllata di TotalEnergies, per lo sviluppo sottomarino del progetto GranMorgu, situato nel giacimento di petrolio e gas del Blocco 58, a 150 chilometri dalla costa del Suriname. Il contratto ha un valore di 1,9 miliardi di dollari.

Nel comparto bancario, invece, tra Milano, Siena e Roma prende forma un terzo polo bancario con una rete commerciale da quasi tremila filiali, una sgr con 200 miliardi di masse gestite, una fabbrica assicurativa vita e un cib di medie dimensioni. Sarà questo l'esito, scrive MF-Milano Finanza, della privatizzazione di Mps (-0,84% a 6,104 euro) che si è conclusa mercoledì 13 novembre con l'intervento di un cordata italiana composta da Banco Bpm (-0,46% a 6,93 euro), Anima (-0,16% a 6,185 euro), Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone sul 15% ceduto dal Tesoro. Tra l’altro, Repubblica cita una lettera ai dipendenti dell'ad, Giuseppe Castagna, che dice che Banco Bpm vuole crescere ancora dopo l'opa su Anima e la partecipazione in Mps.

La privatizzazione del Monte ha permesso al governo un incasso rilevante, tale da indurlo a mettere in pausa il programma di discesa nel capitale di Poste Italiane (-0,19% a 13,26 euro). Non dovrebbe essere sfruttata la finestra di novembre e secondo il Corriere della Sera c'è chi sostiene che l’operazione resti nel cassetto almeno per tutto il 2025.

Conti per Generali (+4,61% a 27 euro) che ha archiviato i primi nove medi del 2024 con premi lordi in significativa crescita a 70,7 miliardi di euro (+18,1%), guidati da entrambi i segmenti Vita (+23,3%) e Danni (+9,8%), un combined ratio al 94,0% (-0,3 punti percentuali) e un utile netto in crescita del 5% a 3 miliardi.

Invece, Stellantis (-0,17% a 12,77 euro) non ha in programma di chiudere stabilimenti in Italia né di fare licenziamenti collettivi, come ha detto Giuseppe Manca, responsabile Risorse Umane di Stellantis Italia, illustrando il piano industriale per il Paese nel corso dell'incontro al ministero delle Imprese e del made in Italy. Perdono di più tra gli industriali Stm (-2,11% a 24,61 euro) e Interpump (-5% a 41,76 euro).

E se Webuild (+0,29% a 2,72 euro) ha confermato la guidance per il 2024: con 8,3 miliardi di ordini acquisiti da inizio anno e ulteriori in corso di finalizzazione nei prossimi mesi, risulta già interamente acquisito il totale degli ordini previsti per l’intero piano 2023-2025, Fincantieri (+3,35% a 5,8 euro) ha archiviato i nove mesi con un ebitda pari a 328 milioni di euro, in aumento del 19% rispetto allo stesso periodo 2023, trainato dalla forte performance nell'offshore (+47%) e nel business sistemi, componenti e infrastrutture.

Mentre Geox (-1,35% a 0,513 euro) ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con una diminuzione dei ricavi del 9,7% a 525,5 milioni di euro rispetto a un anno prima e ha annunciato la chiusura delle attività di distribuzione dirette in Usa e Cina. Restando nel settore del lusso, Aeffe (stabile a 0,78 euro) ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un calo dei ricavi del 17,6% a 207,8 milioni, mentre l'ebitda è salito a 90,9 milioni incorporando la plusvalenza della cessione della proprietà di una classe di prodotti del marchio Moschino. Infine, si rammenta che termina l’opa totalitaria sulle azioni ordinarie Monrif (-0,40% a 0,05 euro) promossa da Monti Riffeser Srl e quella promossa da Cometa Srl su Servizi Italia (-0,42% a 2,37 euro).

Ore 07:50 Europa attesa in calo post Powell (Fed): economia forte, non c’è fretta di abbassare i tassi

Le borse europee sono attese in calo (-0,62% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta in scia a Wall Street, scesa giovedì dopo che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha avvertito che la forza dell'economia statunitense dà alla banca centrale più tempo per prendere in considerazione tagli dei tassi di interesse. I suoi commenti, insieme ai forti dati sull'inflazione statunitense pubblicati questa settimana, hanno visto gli operatori ridurre drasticamente le scommesse su un taglio dei tassi a dicembre. Anche i futures degli indici azionari statunitensi calano (-0,37% quello sul Dow Jones e -0,46% quello sull’S&P500), mentre il dollaro (l’euro vale 1,055 dollari, -0,07%) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni (al 4,46%) salgono.

Raffica di dati macro

Restando in campo macro, già pubblicato prima dell’apertura dei mercati il pil della Gran Bretagna, cresciuto del +0,1% nel terzo trimestre, in frenata dopo il +0,5% dei tre mesi precedenti e sotto le attese degli economisti che si attendevano un +0,2%. Il dato tendenziale, invece, è migliorato a +1% dal +0,7% del trimestre precedente. Ha deluso anche la produzione industriale a settembre: -0,5% mese su mese (precedente +0,5% mese su mese), quando era attesa a +0,2% mese su mese, e -1,8% anno su anno.

Invece, alle 10 è prevista l’inflazione a ottobre finale dell’Italia (preliminare: invariata mese su mese, +0,9% anno su anno), alle 11 la bilancia commerciale totale a settembre sempre dell’Italia (precedente: 1,4 miliardi di euro) e bilancia commerciale Ue a settembre (precedente: -1,4 miliardi di euro). Poi dagli Stati uniti alle 14:30 arrivano l’indice Empire Manufacturing a novembre (precedente: -11,9 punti), i prezzi import a ottobre (precedente: -0,4% mese su mese), le vendite al dettaglio a ottobre (precedente: +0,4% mese su mese), alle 15:15 la produzione industriale a ottobre (precedente: -0,3% mese su mese; consenso: -0,4% mese su mese) e il tasso di utilizzo degli impianti a ottobre (precedente: 77,5%; consenso: 77,1%) per chiudere alle 16 con le scorte delle imprese a settembre (precedente: +0,3% mese su mese).

Giù i prezzi del petrolio, pesa la Cina

I prezzi del petrolio scendono in scia alla debole domanda dalla Cina, il più grande importatore di greggio al mondo, in un contesto di ripresa economica irregolare. I futures del Brent arretrano dell’1% a 71,81 dollari al barile e quelli del Wti dell’1% a 67,95. «Mentre i prezzi del petrolio si sono in qualche modo stabilizzati intorno al livello di supporto di 71 dollari questa settimana, la mancanza di un concreto catalizzatore rialzista suggerisce che la ripresa dei prezzi rimane timida per ora», afferma Yeap Jun Rong, strategist di IG. La prospettiva di un aumento delle forniture da parte degli Stati Uniti e dell'Opec+ e i dubbi sulla ripresa economica della Cina continuano a preoccupare, mentre le probabilità di un taglio dei tassi a dicembre sono ora «più vicine al lancio di una monetina» sotto una Fed meno dovish, ha aggiunto Yeap.

I raffinatori di petrolio cinesi hanno lavorato a ottobre il 4,6% di greggio in meno rispetto all'anno precedente, registrando un calo su base annua per il settimo mese, a causa della chiusura di alcuni impianti, secondo i dati forniti venerdì dall'Ufficio nazionale di statistica. Il calo dei tassi di produzione si è verificato mentre la crescita della produzione industriale cinese è rallentata il mese scorso e i problemi della domanda nel settore immobiliare non hanno mostrato segni di attenuazione, anche se la spesa dei consumatori è aumentata. Inoltre, i principali previsori hanno indicato che i fondamentali del mercato rimangono ribassisti. L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha previsto che l'offerta globale di petrolio supererà la domanda nel 2025 anche se i tagli dell'Opec+, che comprende l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e alleati come la Russia, rimarranno in vigore, dato che l'aumento della produzione degli Stati Uniti e di altri produttori esterni supererà la debolezza della domanda.

L'agenzia parigina ha alzato le previsioni di crescita della domanda per il 2024 di 60.000 barili al giorno, portandole a 920.000 barili al giorno, e ha lasciato invariate le previsioni per il 2025 a 990.000 barili al giorno. Questa settimana l'Opec ha tagliato le sue previsioni di crescita della domanda mondiale di petrolio per quest'anno e per il 2025, evidenziando la debolezza di Cina, India e altre regioni. Si è tratta della quarta revisione al ribasso consecutiva delle sue previsioni nel 2024. La scorsa settimana, intanto, le scorte di greggio degli Stati Uniti sono aumentate di 2,1 milioni di barili, molto più delle attese degli esperti di un aumento di 750.000 barili. Invece, le scorte di benzina sono scese di 4,4 milioni di barili, raggiungendo il livello più basso dal novembre 2022 (gli analisti si aspettavano un aumento di 600.000 barili).

A Milano occhio a Eni, Saipem, Generali, Stellantis, Mps, Banco Bpm, Anima, Poste, Webuild, Fincantieri, Geox, Aeffe, Servizi Italia, Monrif

Sul listino milanese attenzione, quindi, ai titoli del settore petrolifero come Eni, Tenaris e Saipem che il 14 novembre si è aggiudicata un contratto Epci da TotalEnergies Ep Suriname, controllata di TotalEnergies, per lo sviluppo sottomarino del progetto GranMorgu, situato nel giacimento di petrolio e gas del Blocco 58, a 150 chilometri dalla costa del Suriname. Il contratto ha un valore di 1,9 miliardi di dollari.

Nel comparto bancario, invece, tra Milano, Siena e Roma prende forma un terzo polo bancario con una rete commerciale da quasi tremila filiali, una sgr con 200 miliardi di masse gestite, una fabbrica assicurativa vita e un cib di medie dimensioni. Sarà questo l'esito, scrive MF-Milano Finanza, della privatizzazione di Mps che si è conclusa mercoledì 13 novembre con l'intervento di un cordata italiana composta da Banco Bpm, Anima, Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone sul 15% ceduto dal Tesoro. Tra l’altro, Repubblica cita una lettera ai dipendenti dell'ad, Giuseppe Castagna, che dice che Banco Bpm vuole crescere ancora dopo l'opa su Anima e la partecipazione in Mps.

La privatizzazione del Monte ha permesso al governo un incasso rilevante, tale da indurlo a mettere in pausa il programma di discesa nel capitale di Poste Italiane. Non dovrebbe essere sfruttata la finestra di novembre e secondo il Corriere della Sera c'è chi sostiene che l’operazione resti nel cassetto almeno per tutto il 2025.

Conti per Generali che ha archiviato i primi nove medi del 2024 con premi lordi in significativa crescita a 70,7 miliardi di euro (+18,1%), guidati da entrambi i segmenti Vita (+23,3%) e Danni (+9,8%), un combined ratio al 94,0% (-0,3 punti percentuali) e un utile netto in crescita del 5% a 3 miliardi.

Invece, Stellantis, non ha in programma di chiudere stabilimenti in Italia né di fare licenziamenti collettivi, come ha detto Giuseppe Manca, responsabile Risorse Umane di Stellantis Italia, illustrando il piano industriale per il Paese nel corso dell'incontro al ministero delle Imprese e del made in Italy.

E se Webuild ha confermato la guidance per il 2024: con 8,3 miliardi di ordini acquisiti da inizio anno e ulteriori in corso di finalizzazione nei prossimi mesi, risulta già interamente acquisito il totale degli ordini previsti per l’intero piano 2023-2025, Fincantieri ha archiviato i nove mesi con un ebitda pari a 328 milioni di euro, in aumento del 19% rispetto allo stesso periodo 2023, trainato dalla forte performance nell'offshore (+47%) e nel business sistemi, componenti e infrastrutture.

Mentre Geox ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con una diminuzione dei ricavi del 9,7% a 525,5 milioni di euro rispetto a un anno prima e ha annunciato la chiusura delle attività di distribuzione dirette in Usa e Cina. Restando nel settore del lusso, Aeffe ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un calo dei ricavi del 17,6% a 207,8 milioni, mentre l'ebitda è salito a 90,9 milioni incorporando la plusvalenza della cessione della proprietà di una classe di prodotti del marchio Moschino. Infine, si rammenta che termina l’opa totalitaria sulle azioni ordinarie Monrif promossa da Monti Riffeser Srl e quella promossa da Cometa Srl su Servizi Italia. (riproduzione riservata)



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