Dopo una settimana altalenante, le borse europee chiudono l’ultima seduta in netto calo, in scia ai timori per una forte escalation della guerra: -0,9% il Ftse Mib, -1,57% il Dax, -0,6% il Ftse 100 e -1,44% il Cac 40. Scivola sotto la parità anche Wall Street dopo il Dow Jones resta sopra la parità, mentre l’S&P e il Nasdaq scivolano rispettivamente dello 0,4% e dell’1%.
I prezzi del petrolio hanno accelerato al rialzo, con il greggio europeo che avanza del 4,27% a 89,67 dollari al barile e quello statunitense del 4,56% a 86,69 dollari, dopo che gli Stati Uniti hanno inasprito le sanzioni contro le esportazioni di greggio russo, esacerbando le preoccupazioni per l'offerta in un mercato energetico già a corto di oro nero. Sale del 2,7% anche l’oro, considerato bene rifugio, balzato a quota 1.934 dollari l’oncia. Restando sulle materie prime, anche il gas europeo prosegue la corsa (+3%) raggiungendo i 54 euro al megawattora.
Giornata di tensioni anche in campo obbligazionario dove il rendimento del Btp decennale si attesta al 4,755 e lo spread tra Btp e Bund è tornato oltre i 200 punti base. In giornata la presidente della Bce, Christine Lagarde nel corso dell’assemblea annuale del Fondo monetario internazionale a Marrakech ha sottolineato che «il nostro mandato è riportare l'inflazione al 2% nel medio periodo, lo faremo e sta già accadendo. Terremo duro, saremo fermi e pronti a fare di più se necessario».
Le borse europee peggiorano a meno di un’ora dalla chiusura di seduta. Il Ftse Mib perde lo 0,7%, mentre il Dax e il Cac 40 scendono rispettivamente dell’1,3% e dell’1,5%. Continuano a correre petrolio (+3,7% il Brent a 89,3 dollari al barile) e oro (+2,57% a 1.930 dollari). Continua l’escalation della guerra in Israele: stando alle ultime notizie l’esercito israeliano sta colpendo con l’artiglieria il territorio libanese, ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che l’azione è in risposta «ad un’esplosione alla barriera di sicurezza adiacente la comunità di Hanita», al confine con il Libano. Inoltre, ha aggiunto, è stato attivato «un allarme riguardante l’infiltrazione di terroristi nella comunità. I soldati dell'Idf stanno attualmente perlustrando l’area».
L’escalation del conflitto in Israele continua a pesare sulle borse europee dove il Ftse Mib scivola dello 0,3%, insieme al Dax e al Cac 40 che segnano rispettivamente un calo dello 0,8% e dello 0,64%.
Dall’altra parte dell’oceano Wall Street apre la seduta contrastata guardando alla stagione delle trimestrali appena iniziata: Nasdaq sulla parità, mentre l’S&P e il Dow Jones si muovono in territorio positivo: +0,44%, +0,77%. Sul fronte macroeconomico negli Usa rallenta la crescita dei prezzi import-export a settembre. Secondo quanto rilevato dal Bureau of Labour Statistics americano, i prezzi import hanno segnato una variazione positiva su mese dello 0,1%, inferiore al consensus (+0,6%), dopo il +0,5% di agosto. Su base annua, i prezzi import registrano una variazione negativa pari a 1,7%. I prezzi export hanno riportato un incremento dello 0,7% dopo il +0,5% del mese precedente e contro il +1,1% del consensus. Su anno il dato evidenzia un decremento del 4,1%.
Prosegue intanto il rally dei prezzi del petrolio (+3% il Brent a 89 dollari) dopo che gli Stati Uniti hanno inasprito le sanzioni sulle vendite di greggio russo, esacerbando così le preoccupazioni sull’offerta in un mercato energetico già strettamente equilibrato. Mentre sul valutario l’euro resta in calo sul dollaro a quota 1,05, in campo obbligazionario lo spread resta sui 200 punti. In leggero calo i rendimenti dei Treasury con la scadenza decennale che scende al 4,60%.
Con i futures di Wall Street cauti (+0,04% quello sul Dow Jones e -0,13% quello sull’S&P500), anche se la trimestrale di JP Morgan ha battuto le attese, e i prezzi del petrolio che accelerano ulteriormente al rialzo (+4,14% a 89,56 dollari il Brent), dopo che gli Stati Uniti hanno inasprito le sanzioni contro le esportazioni di greggio russo, l’indice Ftse Mib di Piazza Affari perde lo 0,66% a 28.306 punti alle 14:10, abbattuto dai titoli del risparmio gestito e da DiaSorin che scende del 3,76% in scia al profit warning della tedesca Sartorius (-9,86% a Francoforte).
L’euro è pressoché stabile a 1,052 dollari, in attesa dei dati macro Usa, mentre lo spread Btp/Bund scambia a 201,6 punti base con la premier, Giorgia Meloni che si è detta “abbastanza preoccupata” dell’escalation in Medio Oriente, ma pensa che «ci sia un lavoro che si possa fare per evitare che il conflitto sfugga al controllo». Il governo italiano sta lavorando in queste ore con tutti gli attori nella regione. Nei giorni scorsi Giorgia Meloni ha sentito diversi capi di Stato e di governo: non solo Benjamin Netanyahu, ma anche il Primo Ministro libanese, lo sceicco degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, il presidente Al Sisi, il re di Giordania. «Stiamo cercando di scambiare informazioni e di mantenere i contatti a 360 gradi proprio per lavorare il più possibile per evitare un'escalation che possa portare ad un conflitto regionale molto più esteso», ha rivelato la premier.
Accelerano al ribasso le Borse europee mentre sale ancora di più la tensione in Medio Oriente. Migliaia di persone hanno lasciato le proprie abitazioni a Gaza City e si stanno dirigendo a sud, in seguito all'avvertimento dell'esercito israeliano secondo cui il nord della Striscia diventerà zona di operazioni militari. Il Dax perde lo 0,75%, il Cac40 lo 0,71%, il Ftse100 lo 0,27% e il Ftse Mib lo 0,48% a 28.356 punti alle 13:05 con i futures di Wall street contrastanti (+0,10% quello sul Dow Jones e -0,06% quello sull’S&P500). L’indice delle blue chip milanesi è affossato dai titoli del risparmio gestito, da Campari, DiaSorin, Prysmian ed Erg. Contro corrente Eni (+1,8%) in scia al prezzo del Brent che vola del 3,67% a 89,16 dollari al barile.
Lo spread Btp/Bund resta oltre 200 a 200,6 punti base, ma non preoccupa il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco. «L'ampliamento dei livelli dello spread non è preoccupante e non richiederà l'intervento della Banca Centrale Europea», ha detto Visco in un'intervista a Bloomberg TV. «Non ci sono segnali che in realtà possano aumentare in un territorio che richieda il nostro intervento», come Bce, ha sottolineato.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 4,714 % dopo che il membro della Bce, Klaas Knot, intervistato dall'agenzia olandese Anp, ha previsto che i tassi della Banca centrale europea resteranno sui livelli attuali per almeno un anno, ma non ha escluso un ulteriore rialzo qualora la dinamica dell'inflazione lo rendesse necessario. «Il mercato sta prezzando un altro taglio dei tassi alla metà del prossimo anno, ma penso che sia ancora troppo presto», ha affermato Knot, escludendo che si possa tornare ai livelli bassi» del decennio scorso. «Quella è stata un'eccezione», ha osservato.
Prosegue in rosso la mattina a Piazza Affari dove il Ftse Mib segna -0,24%, mentre nel resto d’Europa il Dax scende dello 0,4% e il Cac 40 dello 0,3%. In un contesto di mercato ancora molto incerto, oltre ai prezzi del petrolio tornano a salire i rendimenti delle obbligazioni: il Btp decennale si attesta al 4,75%, il Bund pari scadenza al 2,74% e lo spread ritorna così sopra quota 200 punti.
A pesare sui listini azionari, oltre alla situazione cinese, sono anche i dati macroeconomici dell’Eurozona. La produzione industriale continua, infatti, a calare: secondo gli ultimi dati dell’Eurostat nel mese di agosto la produzione delle imprese dell’area ha segnato un decremento del 5,1% dopo il -2,2% di luglio e rispetto al -3,5% atteso. L’output ha registrato un aumento dello 0,6% su base mensile dopo il -1,3% di luglio. Il dato è migliore delle attese del mercato, che erano per un aumento dello 0,1%.
Le Borse europee si confermano incerte, mentre l’aumento del prezzo del petrolio (Brent +2,29% a 87,97 dollari al barile) di riflesso all’ultimatum a Gaza preoccupa gli operatori. Il Dax perde lo 0,16%, il Cac4 lo 0,10%, il Ftse100 si limita a un +0,17% e il Ftse Mib arretra dello 0,02% a 28.488 punti alle 10:00, abbattuto dalle vendite su FinecoBank (-2,15%), con Berenberg che ha confermato il rating buy ma ha tagliato il target price da 17 a 15,75 euro, e DiaSorin (-2,94%). Contro corrente Mps (+2,34%), Bper +3,20%), Saipem (+1,06%) e Tim (+1,26%).
Lo spread Btp/Bund sale a 198,58 punti base dopo che, in merito alla riforma del patto di Stabilità, il governatore della Banca centrale tedesca, Joachim Nagel, ha detto che nella zona euro c'è bisogno di regole chiare per ridurre i deficit di bilancio dato che, se si consentisse un rialzo dei deficit, si invierebbe un segnale negativo. Dal primo gennaio 2024 torneranno in vigore le norme previste dal patto di Stabilità e sospese durante la pandemia. Gli Stati membri della zona euro hanno tempo fino a fine anno per trovare un'intesa su eventuali modifiche.
L’euro sale dello 0,28% a 1,055 dollari dopo i dati sull’inflazione in Spagna e in Francia. I prezzi al consumo in Spagna sono saliti del 3,5% annuo a settembre rispetto a +2,6% nei 12 mesi fino ad agosto. Il dato finale ha confermato la stima flash. Gli economisti si aspettavano un +3,5%. Mentre l'inflazione francese è stata rivista leggermente in rialzo a settembre, al 5,7%, in quanto i prezzi più elevati dell'energia hanno superato il rallentamento della crescita dei generi alimentari e dei servizi.
I mercati azionari europei aprono la seduta in calo a causa dell’aumento delle tensioni geopolitiche con l'esercito israeliano che ha ordinato a 1,1 milioni di civili di Gaza City di evacuare dalle loro case per la loro sicurezza. Il Dax perde lo 0,14%, il Cac40 lo 0,20%, il Ftse100 si limita a un +0,02% e il Ftse Mib lo 0,17% a 28.445 punti. «Complice il dato sull’inflazione statunitense a settembre, leggermente sopra le attese, i listini restano nervosi come risulta anche dal balzo della volatilità sull’S&P 500, ieri, 12 ottobre, +5%, anche se molto lontano dalla soglia di allerta di 20 punti», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim.
Oltre all’aumento dei prezzi del petrolio (Brent +1,40% a 87,20 dollari al barile), desta preoccupazione anche il rally del gas sulla Borsa di Amsterdam, +16%, ben sopra la soglia dei 50 punti (oggi, 13 ottobre, +5,52% a 55,93 euro a MWh), «ma attenzione: un anno fa nello stesso periodo era arrivato a un massimo di 190, per una media mensile a ottobre di 130. Movimenti legati sia a fattori stagionali sia speculativi come il conflitto in Medio Oriente e gli “incidenti” ai gasdotti in Nord Europa», precisa Barini.
In attesa del discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, alle 15:00, e dei conti di JP Morgan, Wells Fargo, BlackRock, e Citigroup, che riporteranno prima dell’apertura di Wall Street, l’euro è in leggero rialzo dello 0,05% a 1,053 dollari e lo spread Btp/Bund sale a 197,5 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 4,75%. Lunedì 16 ottobre il Consiglio dei Ministri italiano è convocato per l’approvazione della Legge di Bilancio, insieme al decreto fiscale. Tra le priorità già note: taglio del cuneo fiscale, Irpef per le famiglie e i contratti per la Pubblica Amministrazione. Attesa anche una “grande” sforbiciata alla spesa.
«Il Governo sa che la reazione dei mercati potrebbe essere molto forte se dovesse abbandonare la strada della politica delle riforme dello scostamento rispetto ai livelli di deficit annunciati la scorsa primavera», osserva Barini. Una serie di avvertimenti è già arrivata dal Fmi, da Standard & Poor’s (che si esprimerà sul rating italiano il 20 ottobre) e da Fitch, che ha minacciato di tagliare il rating in occasione della prossima revisione il 10 novembre. «E non dimentichiamo che se il 17 novembre Moody’s dovesse tagliare il giudizio, l’Italia direbbe addio all’investment grade del proprio debito», avverte Barini, ricordando che il commissario europeo all’economia, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che la bozza di budget dovrà rispettare politiche fiscali prudenti. L’unione europea vuole vedere i numeri della Legge di Bilancio per dare un parere alle dichiarazioni di intenti ricevute nelle ultime settimane.
Sul listino milanese Generali è stabile a quota 19,24 euro dopo aver raggiunto un accordo con Allianz per la cessione di Tua Assicurazioni per un corrispettivo di 280 milioni di euro per cassa. L'operazione dovrebbe essere completata entro il primo trimestre del 2024. Tra le banche, spiccano Mps con un +3,50% a 2,65 euro, Bper con un +3,54% a 3,044 euro e Banco Bpm con un +0,80% a 4,788 euro, quest’ultima dopo che Dbrs Morningstar ha confermato i rating (tutti in area investment grade) e il trend stabile sull’istituto di credito guidato da Giuseppe Castagna e della controllata Banca Akros. La conferma riflette la solida posizione di mercato del gruppo nelle ricche regioni del Nord Italia e il miglioramento progressivo della redditività.
In rialzo dello 0,57% a 11,39 euro, invece, Cnh Industrial che ha completato l'acquisizione di Hemisphere Gnss (Hemisphere), leader mondiale nelle tecnologie di navigazione satellitare, per 175 milioni di dollari. L'acquisizione rafforza il portafoglio di tecnologie di precisione, automazione e autonomia di Cnh, aprendo nuovi orizzonti verso ulteriori innovazioni nei segmenti delle macchine agricole e per le costruzioni. Inoltre, il gruppo ha confermato l'intenzione di concludere la sesta tranche del suo programma di buyback da 300 milioni di dollari, con acquisti aggiuntivi per un importo di circa 21,8 milioni.
Tra i titoli minori, balza del 2,86% a 3,95 euro DoValue che nei primi nove mesi dell'anno ha acquisito da alcune grandi banche spagnole, come Banco Sabadell e CaixaBank, e da altri investitori, nuovi contratti per 689 milioni di euro. Inoltre, dagli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti è emerso che al 10 ottobre Schroders Investor Management risulta detenere, in gestione non discrezionale del risparmio, il 5% del capitale della società. Infine, oggi, 13 ottobre, termina l’opa su Digital360 promossa da D360 Holding.
Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,36% il future sull’Eurostoxx50) di riflesso a Wall Street e alle Borse asiatiche. Il dato di ieri, 12 ottobre, sull’inflazione negli Stati Uniti ha spinto il rendimento Treasury a dieci anni fino al 4,71% dal 4,57% del giorno prima. Stamattina viaggia al 4,65%. Le vendite sono tornate a colpire di più la parte a breve, il rendimento del biennale si è portato al 5,037%. Tra l’altro, è partita la stagione dei conti in Usa, oggi, 13 ottobre, tocca a BlackRock, Citigroup, JP Morgan Chase & Co., Wells Fargo & Co. pubblicare i dati trimestrali.
L’inflazione complessiva negli Stati Uniti è scesa dallo 0,6% su base mensile di agosto allo 0,4% di settembre. «Il dato si è rivelato leggermente al di sopra delle aspettative, che prevedevano un aumento dello 0,3%, e lascia gli operatori nell’incertezza circa le prossime mosse di politica monetaria della Fed», commenta Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Su base annua, l’inflazione complessiva si è attestata al 3,7% contro il 3,6% previsto, mentre l'inflazione core, metrica fondamentale per le decisioni della banca centrale americana, è rimasta stabile (0,3% su base mensile). «Mentre gli indicatori di mercato, sull’onda di alcune dichiarazioni dei policymaker, fino ad oggi prevedevano una pausa nel ciclo di rialzi dei tassi, il dato dell’inflazione di settembre lascia intendere che la decisione potrebbe essere più complessa», aggiunge Flax.
L’euro, alla vigilia in forte calo, stamattina sale dello 0,17% a 1,054 dollari. Già pubblicati i dati sui prezzi al consumo in Cina, rimasti stabili a settembre rispetto all'anno precedente, dopo essere aumentati dello 0,1% anno su anno ad agosto, con i prezzi degli alimentari scesi del 3,2%. Una lettura risultata più bassa della previsione degli economisti (+0,2%). Alle 9 è prevista anche l’inflazione armonizzata di settembre finale della Spagna (preliminare: +3,2% anno su anno; consenso: +3,2% anno su anno). Mentre alle 11 tocca alla produzione industriale ad agosto dell’Eurozona (precedente: -1,1% mese su mese; consenso: invariato mese su mese). Per poi passare alle 14:30 agli Stati Uniti con i prezzi import a settembre (precedente: +0,5% mese su mese; consenso: +0,5% mese su mese) e alle 16 con l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan a ottobre preliminare (precedente: 68,1 punti; consenso: 68 punti). Da monitorare anche gli interventi di alcuni esponenti della Bce (Nagel alle 8:45 e Lagarde alle 15), della BoE (Bailey alle 10 e Cunliffe alle 18:30) e di Harker della Fed alle 15.
Tra le materie prime, continuano a salire i prezzi del petrolio (Wti +1% a 83,75 dollari al barile e Brent +0,81% a 86,70 dollari al barile), mentre l'esercito israeliano ha ordinato a 1,1 milioni di civili di Gaza City di evacuare dalle loro case per la loro sicurezza. «I terroristi di Hamas si nascondono nella città di Gaza all'interno di tunnel sotto le case e all'interno di edifici popolati da innocenti civili di Gaza. Civili di Gaza City, evacuate a sud per la vostra sicurezza e quella delle vostre famiglie e prendete le distanze dai terroristi di Hamas che vi usano come scudi umani», recita l'allerta dell'Idf. Le forze di difesa israeliane hanno effettuato attacchi aerei durante la notte contro circa 750 obiettivi appartenenti ad Hamas e ad altri gruppi terroristici nella Striscia di Gaza.
Sul listino milanese attenzione a Generali che ha raggiunto un accordo con Allianz per la cessione di Tua Assicurazioni per un corrispettivo di 280 milioni di euro per cassa. L'operazione dovrebbe essere completata entro il primo trimestre del 2024. Tra le banche, occhio a Banco Bpm dopo che ieri Dbrs Morningstar ha confermato i rating (tutti in area investment grade) e il trend stabile sull’istituto di credito guidato da Giuseppe Castagna e della controllata Banca Akros. La conferma riflette la solida posizione di mercato del gruppo nelle ricche regioni del Nord Italia e il miglioramento progressivo della redditività.
Invece, Cnh Industrial ha completato l'acquisizione di Hemisphere Gnss (Hemisphere), leader mondiale nelle tecnologie di navigazione satellitare, per 175 milioni di dollari. L'acquisizione rafforza il portafoglio di tecnologie di precisione, automazione e autonomia di Cnh, aprendo nuovi orizzonti verso ulteriori innovazioni nei segmenti delle macchine agricole e per le costruzioni. Inoltre, il gruppo ha confermato l'intenzione di concludere la sesta tranche del suo programma di buyback da 300 milioni di dollari, con acquisti aggiuntivi per un importo di circa 21,8 milioni.
Tra i titoli minori, occhio a DoValue che nei primi nove mesi dell'anno ha acquisito da alcune grandi banche spagnole, come Banco Sabadell e CaixaBank, e da altri investitori, nuovi contratti per 689 milioni di euro. Inoltre, dagli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti è emerso che al 10 ottobre Schroders Investor Management risulta detenere, in gestione non discrezionale del risparmio, il 5% del capitale della società. Infine, oggi, 13 ottobre, termina l’opa su Digital360 promossa da D360 Holding. (riproduzione riservata)