Dopo metà seduta in netto rialzo le borse hanno virato al ribasso chiudendo a velocità diverse: il Ftse Mib è rimasto sopra la parità (+0,26%), mentre Il Cac 40 e il Dax hanno terminato in calo rispettivamente dello 0,22% e dello 0,4%.
A pesare sui listini europei è l’andamento debole di Wall Street. Sul fronte delle materie prime, nuova fiammata del gas (+14% a 52 euro) e del petrolio dopo i tagli alla domanda dell’Aie (il Brent ha guadagnato l’1,48% riportandosi a 87,09 dollari al barile e il Wti l’1,40% a 84,66 dollari al barile). Sul mercato dei cambi, l’euro è sceso di nuovo contro il dollaro a quota 1,05, mentre in campo obbligazionario il Treasury decennale è salito al 4,65%. Il rendimento del Btp pari scadenza si è attestato invece al 4,75%.
Il petrolio torna a correre e l’inflazione negli Stati Uniti non scende. Per le borse sono entrambi segnali che contribuiscono a lasciare incerto l’intero scenario. I listini europei rallentano il passo (-0,3% il Ftse Mib, +0,4% il Ftse 100) e Parigi e Francoforte scivolano in rosso (rispettivamente -0,1% e -0,15%). Anche Wall Street ha aperto la seduta poco sotto la parità (-0,04% il Dow Jones, -0,08% l’S&P, -0,17% il Nasdaq).
Secondo Jon Maier, cio di Global X, «l’indice dei prezzi al consumo di settembre ha fornito una serie di indicazioni contrastanti. Mentre era previsto che il segmento dell’energia avrebbe sostenuto il dato headline, il vero nodo era altrove, ossia nelle componenti super core». Secondo l’esperto, dai dati pubblicati emerge un ritratto dell'economia statunitense con diverse sfumature. «Certo, il persistente aumento dell’indice degli alloggi desta preoccupazione, in quanto evidenzia i sempre maggiori costi abitativi per molti americani. Da solo, ha rappresentato oltre la metà dell'aumento mensile complessivo». I numeri secondo Maier, sembrano suggerire cautela alla Federal Reserve. Con elementi core come i costi abitativi che non mostrano segni di cedimento, la banca centrale Usa si trova di fronte a un dilemma.
Il Ftse Mib perde slancio ma resta in rialzo (+0,73%) così come le altre piazze europee (+0,25% il Dax, +0,67% il Ftse 100, +0,14% il Cac 40), anche dopo il dato sull’inflazione statunitense del mese di settembre. A settembre i prezzi pagati dai consumatori per un’ampia gamma di beni e servizi sono aumentati a un ritmo leggermente più rapido del previsto su base mensile, ma sono rimasti fermi su base annua. Stando all’ultimo rapporto del Dipartimento del Lavoro, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,4% su base mensile mentre è rimasto al 3,7% su base annua. Le attese erano per un dato congiunturale in aumento dello 0,3% e quello tendenziale del 3,6%.
Escludendo la volatilità dei prezzi alimentari ed energetici, l’inflazione core è aumentata dello 0,3% su base mensile e del 4,1% su base annua, entrambi esattamente in linea con le aspettative. Questo potrebbe essere un buon segnale per i mercati, visto la centralità del dato core preso in considerazione dai banchieri centrali. I future di Wall Street viaggiano sopra la parità dopo la pubblicazione del dato (+0,18% quello sul Dow Jones e +0,07% l’S&P).
I mercati azionari del Vecchio Continente consolidano il rialzo (Dax +0,65%, Cac40 +0,46%, Ftse100 +0,77% e Ftse Mib +1,06% a 28.720 punti alle 13:05, sostenuto soprattutto da Ferrari, Azimut, Tenaris e Inwit, nota stonata solo Iveco con un -0,26%) con i futures di Wall Street positivi (+0,35% quello sul Dow Jones e +0,40% quello sull’S&P500). Restano sullo sfondo le tensioni in Medio Oriente. La direttrice generale del Fmi, Kristalina Georgieva, ha detto che lo straziante conflitto tra Israele e Hamas minaccia di offuscare le già cupe prospettive economiche globali. «Ci sono state alcune fluttuazioni nei prezzi del petrolio e reazioni nei mercati, ma è troppo presto per prevederne l'impatto economico», ha aggiunto. Il prezzo del petrolio, in calo in avvio, vira al rialzo: Brent +0,98% a 86,66 dollari al barile.
In attesa del dato sull’inflazione americana a settembre alle 14:30, l’euro storna sul dollaro, ora vale 1,061 (-0,01%), mentre lo spread Btp/Bund scambia a 192,5 punti base dopo l’asta di Btp che ha visto rendimenti ai massimi storici sulla parte più lunga della curva. Il Tesoro ha collocato l’ammontare massimo proposto pari a 8 miliardi di euro nelle riaperture di quattro Btp. Nel dettaglio, sono stati collocati 2,75 miliardi nella terza tranche del Btp settennale novembre 2030 con un rendimento del 4,37% - il livello più alto di sempre - da confrontare con il 4,21% dell'emissione del mese scorso. Piazzato anche 1 miliardo nella quarta tranche del Btp a 20 anni settembre 2043 con un rendimento che ha raggiunto un picco record al 5,03% da 4,67% dell’asta di metà maggio. Mentre la sesta tranche del Btp Green aprile 2035 è stata assegnata per 1,5 miliardi al rendimento lordo del 4,74% - anch’esso massimo storico - dal 4,40% dell’asta di metà marzo. Assegnata, infine, la quinta tranche del Btp a tre anni settembre 2026 al tasso del 3,93% - massimo da metà` luglio 2012 - rispetto a 3,86% di metà settembre.
Il Ftse Mib di Piazza Affari accelera al rialzo, segna un progresso dello 0,90% a 28.674 punti alle 10:35, grazie soprattutto ai progressi di Mps (+1,96%), Ferrari (+2,40%) e FinecoBank (+2,35%), seguite da Tenaris (+1,96%) e Azimut (+1,69%), anche se il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha messo in guardia sulle prospettive macroeconomiche globali che «sono deboli e altamente incerte». La crescita globale rallenterà “marcatamente” nel 2023 e nel 2024 e i rischi sono chiaramente orientati al ribasso, secondo Visco, anche per la possibilità che scosse climatiche e tensioni geopolitiche possano innescare ulteriori aumenti dei prezzi alimentari ed energetici. Nel frattempo, l'inflazione è ancora elevata, sebbene in diminuzione. Lo spread Btp/Bund staziona a 193 punti base.
L’euro è stabile sul dollaro a 1,062 (+0,02%), mentre avanza dello 0,14% a 0,8634 nei confronti della sterlina dopo i dati macro Uk che hanno mostrato un prodotto interno lordo in crescita dello 0,2% su base mensile ad agosto, dopo un calo dello 0,6% rivisto a luglio. La lettura è in linea alle stime del consenso degli economisti. Su base annua, il Pil è aumentato dello 0,5% ad agosto, a fronte di un incremento dello 0,3% rivisto, anche in questo caso come da attese. Inoltre, ad agosto il deficit della bilancia commerciale britannica è salito a 15,95 miliardi di sterline. Secondo i dati rivisti oggi il deficit commerciale di luglio è stato pari a 13,9 miliardi. Tuttavia, nei tre mesi conclusi ad agosto scorso, il rosso della bilancia commerciale si è ridotto a 47,9 miliardi di sterline. Infine, sempre ad agosto la produzione industriale britannica è scesa dello 0,7% a livello congiunturale. Viceversa, rispetto ad agosto 2022, ha registrato una crescita dell'1,3%. Rivista la produzione industriale di luglio, scesa dell'1,1% su mese e salita dell'1% su anno.
Avvio positivo per le Borse europee. Il Dax avanza dello 0,46%, il Cac40 dello 0,53%, il Ftrse100 dello 0,52% e il Ftse Mib dello 0,79% a 28.644 punti in attesa di importanti dati macro Usa, in primis l’inflazione a settembre, e degli interventi di esponenti della Bce. Ha già parlato il governatore della banca centrale greca e membro della Bce, Yannis Stournaras. Sentito dall’agenzia Reuters ha detto che la Bce non dovrebbe interrompere anticipatamente gli acquisti di obbligazioni perché potrebbe essere necessario calmare il nervosismo dei mercati, ma è compito dei governi, compreso quello italiano, tenere a bada gli obbligazionisti. Nell'intervista, il governatore ha anche messo in guardia dal rischio di stagflazione derivante da una guerra prolungata in Medio Oriente e si è detto contrario ad aumentare l'ammontare delle riserve che le banche devono detenere.
«Non vedo l'utilità di anticipare la fine del programma, soprattutto ora che c'è una nuova incertezza a causa degli eventi in Israele e Palestina», ha detto. «Quindi dobbiamo mantenere la nostra flessibilità e agire se necessario». Stournaras ha anche minimizzato le preoccupazioni del mercato sulle finanze pubbliche italiane, finché Roma si mantiene in carreggiata. «La situazione in Italia non desta particolari preoccupazioni al momento, a condizione che il governo italiano si consulti con la Commissione europea e rassicuri gli investitori sul fatto che continuerà a rispettare l'accordo che ha con la Commissione europea sul deficit di bilancio», ha spiegato.
Lo spread Btp/Bund è stabile a 193 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni scende al 4,63% nel giorno in cui il Tesoro colloca massimi 8 miliardi nelle riaperture di quattro Btp, con scadenze a 3, 7 e 20 anni oltre al titolo green aprile 2035. Si tratta del primo collocamento a medio/lungo dopo che il governo Meloni ha rivisto significativamente al rialzo i deficit previsti per quest'anno e il prossimo. La dimensione dell'emissione, precisa Reuters, per quanto corposa, è minore rispetto ai 9,75 miliardi proposti a metà settembre con il Mef che può contare sulla vendita del Btp Valore che la scorsa settimana ha fruttato 17,2 miliardi, contribuendo ad allentare il fabbisogno finanziario.
Sul listino milanese Mps, l’11 ottobre in volata del 5,69% dopo che la Corte di Cassazione ha confermato le assoluzioni di tutti gli imputati del processo legato alle operazioni sui derivati Alexandria e Santorini realizzate dalla banca senese, compresi gli ex vertici dell'istituto, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, sale di un altro +2,08% a 2,653 euro. In rialzo anche Mediobanca (+0,74% a 12,28 euro) con il proxy adviser Iss che ha invitato gli azionisti a votare la lista di candidati proposta dal board in scadenza per il rinnovo del consiglio. Mentre il cda di Snam (+0,49% a 4,54 euro) ha rinnovato il piano di emissione di bond, avviato nel 2012, confermandone il controvalore massimo complessivo di 13 miliardi di euro. Il board ha anche deliberato il rinnovo del programma di Euro commercial paper, avviato nel 2018, e l'emissione di uno o più Ecp entro il termine di 3 anni per un controvalore massimo del programma di 3,5 miliardi. Invece, Eni spunta un +1,13% a 15,25 euro con Bnp Paribas che ha alzato il target price da 14 a 15,5 euro. E se il centrocampista della Juventus (+0,38% a 0,265 euro), Nicolò Fagioli, è indagato per presunte scommesse illegali, Salvatore Ferragamo (-0,08% a 12,02 euro) è stata ammessa al regime di adempimento collaborativo o cooperative compliance con l'Agenzia delle entrate. Infine, vola dell’8,02% a 1,75 euro Pierrel dopo che la famiglia Petrone, azionista di maggioranza, di concerto con il vice presidente Bifulco, ha lanciato un’opa a un prezzo di 1,75 euro con un premio del 10,1% sul valore del 10 ottobre.
Borse europee attese in rialzo in avvio di seduta (+0,38% il future sull’Eurostoxx50) in scia a quelle asiatiche e a Wall Street. Stamani il future sul Dow Jones segna un +0,22% e quello sull’S&P500 un +0,30% dopo che dai verbali relativi all’incontro del 19-20 settembre di Fomc, l'organismo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria degli Stati Uniti, è emerso che è “appropriato" un altro rialzo dei tassi d'interesse, ma il futuro dell'economia resta altamente incerto.
In quella riunione i banchieri della Fed hanno deciso - in linea con le attese - di mantenere i tassi d'interesse al 5,25%-5,50%, il livello più alto dal 2001, facendo registrare la seconda pausa da marzo 2022 nella battaglia contro l'inflazione. Dai verbali è anche emerso che, per i banchieri, la politica restrittiva sarà necessaria fino al rallentamento dell'inflazione. C'era attesa, poi, per le previsioni contenute nel grafico “dot plot”, pubblicato ogni tre mesi: i banchieri pronosticano un altro rialzo dei tassi d'interesse di 25 punti base nel 2023, come a giugno, ma ora immaginano soltanto un taglio di 50 punti base nel 2024, contro i 100 punti di giugno. Dunque, tassi elevati più a lungo perché l'inflazione è ancora troppo alta.
Diversi, in mattinata, gli interventi di membri del board della Bce (Elderson alle 9:40; Villeroy de Galhau alle 10:30 e Knot alle 12) e nel primo pomeriggio, alle 13:30, verranno pubblicati i verbali della riunione di settembre. Secondo il lettone, Martins Kazaks, la Banca Centrale Europea dovrebbe discutere di modificare il programma di acquisto di obbligazioni e valutare l'opportunità di aumentare le spese per le banche commerciali. Per Kazaks l’aumento dello spread Btp/Bund (a 193,5 punti base) è solo un riflesso dell'aumento del deficit di bilancio dell'Italia e questo non dovrebbe impedire a Francoforte di discutere una fine anticipata dei suoi reinvestimenti nel Programma di acquisto di emergenza pandemico (Pepp) da 1.700 miliardi di euro.
Da ricordare che le valutazioni della Fed sono state fatte prima dell'attacco di Hamas contro Israele, che potrebbe cambiare il corso dell'economia mondiale nel breve periodo, e anche prima del recente aumento dei rendimenti del Treasury Usa 10 anni (al 4,57% oggi, 12 ottobre), che potrebbe non rendere necessari altri rialzi dei tassi, come spiegato negli ultimi giorni da diversi esponenti della Fed. Israele ha promesso di cancellare Hamas dalla faccia della Terra, mentre il suo nuovo governo di unità ha segnalato un’imminente massiccia operazione via terra. L'assalto condotto dal gruppo militante nel weekend ha ucciso circa 1.200 persone in Israele. A Gaza almeno 1.200 persone sono state uccise in attacchi di rappresaglia. Il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken, si è recato in Israele per mostrare il sostegno degli Stati Uniti.
Dagli Usa importanti dati in uscita oggi alle 14:30. L’inflazione anno su anno di settembre (stima 3,6% contro 3,7% di agosto) e le richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione (stima 201mila contro 207mila della scorsa settimana). Ieri, 11 ottobre, l’inflazione della Germania anno su anno di settembre è risultata in linea con le aspettative (4,5%) e in forte flessione rispetto al 6,1% di agosto. Mentre i prezzi alla produzione Usa mese su mese di settembre sono cresciuti di più delle attese (+0,5% contro +0,3% stimato), ma hanno rallentato rispetto al +0,7% di agosto.
Dopo la fiammata di lunedì, in seguito alle tensioni in Medio Oriente, prosegue il calo dei prezzi del petrolio anche perché l'Arabia Saudita ha garantito supporto all'offerta, se necessario. Il Wti arretra dello 0,46% a 83,11 dollari al barile e il Brent dello 0,28% a 85,58 dollari al barile. «Il potenziale impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio sull’economia a seguito della guerra scatenata da Hamas è al momento di difficile quantificazione, perché dipende in larga pare da quanto sarà lungo il conflitto. Sicuramente, però, è fonte di preoccupazione per gli investitori», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. Già prima dello scoppio delle ostilità il Wti era cresciuto di oltre il 30% nel terzo trimestre, a causa soprattutto del taglio alla produzione da parte dell’Opec+, ma anche dei cambiamenti legati alla domanda, oltre che una narrazione meno ribassista sull’impatto che una Cina a crescita più lenta potrebbe avere sulla domanda globale di petrolio.
«Il fatto che parte dell’aumento dei prezzi del petrolio rifletta una domanda migliore, piuttosto che un’offerta puramente negativa, potrebbe aiutare a mitigare l’impatto economico complessivo dell’aumento dei prezzi. Nel corso del tempo, anche gli Usa sono diventati un produttore netto di petrolio. Chiaro, quindi, che da questo punto di vista il costo dell’aumento del prezzo del petrolio per i consumatori dovrebbe essere valutato alla luce dei benefici dell’aumento per i produttori», spiega Tognoli. Nel complesso, «riteniamo che l’impatto netto potrebbe rafforzare l’idea che i tassi rimarranno più alti per un periodo più lungo. Al momento e a meno di un’escalation del conflitto, non crediamo che ci sia un impatto inflazionistico sufficiente derivante dall’aumento dei prezzi del petrolio da indurre la Fed a riavviare i rialzi dei tassi». Resta, invece, in rialzo il bene rifugio per eccellenza: l’oro (+0,26% a 1.892 dollari l’oncia), sui massimi da due settimane. In campo valutario, l’euro si apprezza dello 0,11% a 1,063 dollari.
Sul listino milanese attenzione ancora a Mps, l’11 ottobre in volata del 5,69% dopo che la Corte di Cassazione ha confermato le assoluzioni di tutti gli imputati del processo legato alle operazioni sui derivati Alexandria e Santorini realizzate dalla banca senese, compresi gli ex vertici dell'istituto, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni. Occhio, tra le altre banche, a Mediobanca con il proxy adviser Iss che ha invitato gli azionisti a votare la lista di candidati proposta dal board in scadenza per il rinnovo del consiglio. Mentre il cda di Snam ha rinnovato il piano di emissione di bond, avviato nel 2012, confermandone il controvalore massimo complessivo di 13 miliardi di euro. Il board ha anche deliberato il rinnovo del programma di Euro commercial paper, avviato nel 2018, e l'emissione di uno o più Ecp entro il termine di 3 anni per un controvalore massimo del programma di 3,5 miliardi. E se il centrocampista della Juventus, Nicolò Fagioli, è indagato per presunte scommesse illegali, Salvatore Ferragamo è stata ammessa al regime di adempimento collaborativo o cooperative compliance con l'Agenzia delle entrate. Infine, è da monitorare Eni con Bnp Paribas che ha alzato il target price da 14 a 15,5 euro.
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