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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dell’1,4% grazie alla frenata dell’inflazione Usa. Giù spread e rendimenti dei titoli di Stato | IL VIDEO

12 giugno 2024, 07:23 Ultimo aggiornamento: 17:50

L'inflazione negli Stati Uniti è rimasta invariata a livello mensile ed è salita del 3,3% su base annuale a maggio. Il consenso si aspettava un +0,2% mese su mese. Sale quella core, ma meno del previsto. Il T-bond rende il 4,2% e il Btp meno del 4%. Banche, Ferrari, Inwit e Stm sugli scudi. Spread sotto 140 punti  | Ftse Mib future: spunti operativi per mercoledì 12 giugno | Il calendario macro di oggi | Pagamenti digitali, Nexi rafforza l'alleanza con Compass (gruppo Mediobanca) nel buy now pay later

  • Ore 15:30 – Wall Street positiva. Il Ftse Mib accelera
  • Ore 14:40 Inflazione stabile negli Usa, taglio Fed più vicino
  • Ore 12:00 Il Ftse Mib avanza, incurante della guerra commerciale tra l’Occidente e la Cina. Lo spread scende a 143
  • Ore 10:35 Il Ftse Mib consolida il rialzo con i finanziari. L’euro recupera terreno
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib riconquista quota 34.000 con Mps, Bper e Mediobanca. Spread poco mosso a 144
  • Ore 07:40 Europa attesa in rialzo nel giorno della Fed

Il Ftse Mib chiude a 34.358,83 punti, in rialzo dell’1,4%. A trainare il listino milanese Stm, che mette a segno un +3,3%, Ferrari (+3%), A2a (+2,9%) e Banca Mediolanum (+2,8%). In calo Tim (-2,1%), Leonardo (-1,9%), Tenaris (-1%) ed Eni (-0,3%). Lo spread scende a 136 punti dopo aver superato i 140 punti dopo i risultati delle elezioni europee lunedì 10 giugno. In discesa anche il rendimento del btp a 10 anni che torna sotto il 4%. 

Sul fronte macro la pubblicazione dei dati sull’inflazione americana ha sostenuto i mercati sia negli Stati Uniti, dove le borse viaggiano in territorio positivo (alle 17:45 il Dow Jones cresce dello 0,25%, l’S&P 500 dell’1,15% e il Nasdaq dell1,8%), sia in Europa dove i principali indici hanno chiuso sopra la parità: il Dax ha guadagnato l’1,4%, il Cac l’1% e l’Ibex lo 0,7%. 

«Da Oltreoceano arrivano segnali positivi. Negli Stati Uniti l’inflazione continua a rallentare e sembra allentare la sua morsa sull'economia. I prezzi al consumo sono rimasti fermi mese su mese a maggio, dopo essere aumentati dello 0,3% ad aprile. In termini annualizzati, l'inflazione è rallentata al 3,3% dal 3,4% di aprile, un esito migliore rispetto al 3,4% preventivato», commenta di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. «Prevediamo che i dati odierni sull'inflazione saranno accolti positivamente sia dalla Casa Bianca, dove si respira già un clima elettorale, sia dalla Federal Reserve, che sta valutando i tagli dei tassi nel prossimo futuro. Come previsto dal consensus, i rendimenti dei Treasury statunitensi hanno registrato un calo subito dopo i dati». 

Ore 15:30 – Wall Street positiva. Il Ftse Mib accelera

Wall Street apre in rialzo dopo i dati sull’inflazione, rimasta stabile negli Stati Uniti nel mese di maggio. Il Dow Jones alle 15:30 guadagna lo 0,7%, l’S&P 500 cresce dello 0,9% e il Nasdaq sale dell’1,3%. Positivo anche il Ftse Mib, che ha accelerato dopo la pubblicazione dell’inflazione americana, a 34.301,22 punti (+1,3%). Lo spread torna sotto i 140 punti, a quota 136. 

«Il dato positivo dell’indice dei prezzi al consumo pubblicato oggi rimette la Fed nelle condizioni di orientarsi verso un taglio dei tassi precauzionale nel corso dell'anno, così da poter tener lontane le prospettive di una recessione», commenta Ashwin Alankar, head of global asset allocation and portfolio manager di Janus Henderson. «Tuttavia, in questa fase, non c'è cosa più importante della credibilità della Fed per mantenere salde le aspettative di inflazione, l'attività economica robusta e i mercati finanziari favorevoli. Finché non si vedranno prove più evidenti di dis-inflazione, sia in termini di ampiezza che di profondità, la tendenza odierna è a favore di un taglio preventivo piuttosto che di una svolta nella politica della Fed verso un approccio accomodante».

Ore 14:40 Inflazione stabile negli Usa, taglio Fed più vicino

L’inflazione non sale negli Stati Uniti, si avvicina il taglio dei tassi da parte della Fed (non oggi 12 giugno, con ogni probabilità a settembre) e i mercati azionari europei accelerano al rialzo (Dax +0,65%, Cac40 +0,82%, Ftse100 +0,85% e Ftse Mib +1,32% a 34.322 punti alle 14:40 con banche, Ferrari, Inwit e Stm sugli scudi) come i futures statunitensi (+0,68% quello sul Dow Jones e +0,79% quello sull’S&P500). L'inflazione negli Stati Uniti è rimasta invariata a livello mensile ed è salita del 3,3% su base annuale a maggio. Il consenso degli economisti si aspettava un +0,2% mese su mese. Quanto all’indice dei prezzi al consumo core, attentamente monitorato dalla Fed, è salito meno delle attese dello 0,2% a livello congiunturale e del 3,4% su base tendenziale (+0,3% mese su mese la stima del consenso). In picchiata i rendimenti dei titoli di Stato: quello del Treasury Usa a 10 anni scende al 4,28% e quello del Btp 10 anni al 3,94% con lo spread con il Bund in flessione a 139,85 punti base.

«Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ribadito che la banca centrale avrà bisogno di più di uno o due dati sull’inflazione per aumentare la fiducia nel fatto che la disinflazione sia radicata. A conti fatti riteniamo che la Fed aspetterà fino a settembre per alleggerire, e prevediamo due tagli quest’anno al 4,75-5,00% e quattro tagli l’anno prossimo al 3,75-4,00%», sottolinea David Page, Head of Macro Research di Axa IM. «I mercati per ora non prevedono due tagli quest’anno, ma è probabile che ne considerino di più se il rischio di recessione viene giudicato in aumento, come prevediamo per l’estate».

L’economia Usa è destinata a rallentare

L’Head of Macro Research di Axa IM si aspetta, infatti, che l’attenzione si sposterà sempre di più dall’andamento dei prezzi verso il mercato del lavoro. Il dato sui payroll di aprile è aumentato di 175.000 unità – l’incremento più basso degli ultimi sei mesi, ma comunque solido. Tuttavia, negli ultimi trimestri la disoccupazione è aumentata leggermente, raggiungendo il 3,9%. Alcuni indicatori indicano, inoltre, un netto indebolimento della crescita dei salari nei prossimi mesi, forse anche un vero e proprio calo. Storicamente, in una recessione, i dati sulle buste paga sono passati da una solida crescita a una vera e propria contrazione nel giro di pochi mesi. «Non è quello che prevediamo ora, ma i mercati potrebbero faticare a distinguere il percorso», afferma l’esperto.

Una crescita più debole dell’occupazione dovrebbe contribuire a un indebolimento della crescita del reddito disponibile reale, rallentando a sua volta la crescita dei consumi. Anche in questo caso, «non ci aspettiamo una vera e propria contrazione, ma prevediamo che la spesa rallenti rispetto al ritmo sostenuto registrato in quattro degli ultimi cinque trimestri. Questo dovrebbe essere l’ultima tappa della decelerazione dell’economia statunitense e, in combinazione con l’indebolimento dei dati sulle buste paga, potrebbe aumentare i timori di contrazione», spiega Page. Poiché l’economia si è indebolita in modo non coordinato negli ultimi due anni, «riteniamo che altri aspetti economici dovrebbero dimostrarsi più resistenti – tra cui l’edilizia abitativa e la spesa per investimenti sostenuta dalle politiche – e la crescita dovrebbe continuare a un ritmo più contenuto; un atterraggio morbido. «Prevediamo che la crescita annualizzata rallenti dal 2% del secondo trimestre a circa l’1,5% per il resto di quest’anno e per il prossimo. Prevediamo una crescita del pil del 2,4% e dell’1,6% (il consenso indica 2,4% e 1,7%, rispettivamente). Ma teniamo in considerazione i rischi al ribasso in caso di una correzione più aggressiva delle scorte o di un aumento del tasso di risparmio superiore alle nostre previsioni», aggiunge Page.

Ore 13:55 Ftse Mib in rialzo con Mps e Bper Banca, l’euro smette di scendere

Con i futures statunitensi in leggero rialzo in attesa della Fed, le borse europee al giro di boa restano ben impostate dopo la pioggia di vendite degli ultimi giorni in seguito all’esito delle elezioni europee. Il Dax sale dello 0,57%, Il Cca40 dello 0,61%, il Ftse100 dello 0,71% e il Ftse Mib dell’1% a 34.220 punti alle 13:55 con Mps e Bper Banca in evidenza con progressi, rispettivamente, del 2,81% e del 2%. Non sono da meno Unicredit (+2,34%) e Unipol (+2,63%), forti di uno spread Btp/Bund in calo a 141 punti base. Regge Stellantis (+0,27%) nonostante i timori di ritorsioni da parte di Pechino dopo la mossa con cui la Commissione Europea ha imposto i dazi sui veicoli elettrici cinesi importati. L’euro smette di scendere e, in vista anche del dato sull’inflazione statunitense, è ora posso mosso a 1,076 dollari. Nella settimana al 7 giugno l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è balzato del 15,6%, dopo il -5,2% della settimana precedente.

Ore 12:00 Il Ftse Mib avanza, incurante della guerra commerciale tra l’Occidente e la Cina. Lo spread scende a 143

I mercati azionari europei continuano a rimbalzare (+0,45% Francoforte, +0,31% Parigi, +0,61% Londra e +0,69% a 34.109 punti Milano alle 12:00 con Unipol, Unicredit e Bper Banca in netto rialzo), incuranti della guerra commerciale tra l’Occidente e la Cina. Pechino ha avvertito che adotterà tutte le misure necessarie per tutelare con fermezza i propri diritti e interessi legittimi dopo che la Commissione Europea ha ufficializzato dazi fino al 38,1% sui veicoli elettrici (Ev) importati dalla Cina a partire dal mese prossimo. Lo spread Btp/Bund scende a 143 punti base e l’euro resta in moderato ribasso dello 0,14% a 1,074 dollari in attesa del dato sull’inflazione americana e dell’esito della riunione della Fed. 

Ore 10:35 Il Ftse Mib consolida il rialzo con i finanziari. L’euro recupera terreno

Le borse europee restano in rialzo (+0,60% il Dax, +0,28% il Cac40, +0,68% il Ftse100 e +0,65% a 34.094 punti il Ftse Mib alle 10:35 con le banche, i titoli del risparmio gestito e gli assicurativi tutti in rimonta; poche le blue chip in calo: Stellantis, Iveco, Moncler e Brunello Cucinelli) in vista della pubblicazione dell'Ipc statunitense e della decisione del Fomc sui tassi. «Il sentiment del mercato è salito timidamente questa mattina dopo che i dati sull'inflazione della Germania non hanno riservato sorprese significative, mentre la pressione sui prezzi in Cina ha continuato a rallentare», afferma Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades. «Oggi tutti gli occhi sono puntati sull'altra sponda dell'Atlantico, quando gli operatori si prepareranno a ricevere il dato cruciale sull’inflazione statunitense che, secondo le previsioni, dovrebbe mostrare una pressione inflazionistica in calo su base mensile. Anche se gli investitori non si aspettano nulla di importante dalla decisione del Fomc sui tassi di interesse, analizzeranno con cautela le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, durante la sua conferenza stampa per valutare le proiezioni della banca centrale per i prossimi trimestri».

Le politiche monetarie, aggiunge Veyret, rimangono il principale driver di mercato per i trader azionari e la maggior parte degli investitori ha smorzato le proprie aspettative dovish negli ultimi mesi. Questa situazione potrebbe portare a una forte azione rialzista su molti benchmark se i dati dovessero mostrare un contesto inflazionistico migliore del previsto. Lo Stoxx-50 è in rialzo, vicino alla soglia dei 5.000 punti, con quasi tutti i settori in rialzo e i migliori performer tra i titoli finanziari e quelli dei materiali di base. L’euro recupera terreno sul dollaro, ora perde solo lo 0,12% a 1,075 dollari. 

Ore 09:05 Il Ftse Mib riconquista quota 34.000 con Mps, Bper e Mediobanca. Spread poco mosso a 144

Le borse europee sono positive in avvio di seduta, anche se giugno, in modo inaspettato, non sta andando bene per i mercati a causa delle tensioni politiche. Il Dax avanza dello 0,42%, il Cac40 dello 0,25%, il Ftse100 dello 0,39% e il Ftse Mib dello 0,41% a 34.014 punti. «Le borse statunitensi, meno influenzate dai fattori geopolitici, mostrano segni di maggior stabilità, come dimostra la volatilità ridotta sull’S&P 500 che l’11 giugno ha chiuso piatta», afferma Fabrizio Barini di Integrae Sim. «La causa principale è la crisi politica in Francia, che ha destabilizzato gli investitori europei che si aspettavano risultati meno favorevoli per i partiti antisistema in Francia e Germania. L’instabilità politica, insieme all’aggravarsi del conflitto tra Russia e Ucraina, riduce le speranze di un’inversione della politica monetaria in Europa, nonostante il recente taglio di 25 punti annunciato dalla Bce». 

Il ministro dell'Economia e delle Finanze francese, Bruno Le Maire, ha definito «possibile» una crisi del debito in Francia se il Rassemblement national, il partito guidato da Marine Le Pen favorito nei sondaggi per le elezioni legislative anticipate del 30 giugno e 7 luglio, applicasse il suo programma. «Mai» dal 2017, data dell'arrivo di Le Maire al suo incarico, tranne durante la pandemia di Covid-19, «abbiamo visto il differenziale tra i tassi (sul debito, ndr) ampliarsi così tanto anche tra Francia e Germania. Se RN attua il suo programma una crisi del debito è possibile in Francia», ha affermato l’11 giugno Le Maire. Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 144,24 punti base.

Focus su Fed e inflazione Usa

Questa sera è attesa la decisione della Fed, anche se non sono previste novità. «Le probabilità del primo taglio del costo del denaro sono ora concentrate nella riunione post elezioni presidenziali del 4 novembre», continua Barini. Nel frattempo, osserva, il dollaro ha toccato il massimo delle ultime quattro settimane sull’euro (-0,21% a 1,074), in attesa dei dati sull’inflazione che potrebbero influenzare il timing della manovra monetaria da parte della Federal Reserve. I dati sull’indice dei prezzi al consumo sono attesi alle 14:30, poco prima che la Fed concluda la riunione di due giorni. Già pubblicata, l’inflazione tedesca è salita al 2,8% a maggio, secondo l'ufficio federale di statistica che ha, quindi, confermato i dati preliminari. I prezzi al consumo tedeschi, armonizzati rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, erano aumentati del 2,4% su base annua ad aprile.

A Milano recuperano Mps, Bper e Mediobanca. Bene anche Eni e Nexi, scendono Saipem, Leonardo e Fincantieri

Sul listino milanese recuperano terreno le banche, in particolare Mps con un +1,23% a 4,68 euro, Bper Banca con un +1,11% a 4,72 euro e Mediobanca con un +1% a 14,17 euro. Invece Eni passa di mano a quota 14,05 euro (+0,44%) dopo aver completato con successo il collocamento presso investitori istituzionali di una quota del 10% del capitale sociale di Saipem (-1,45% a 2,035 euro) a 1,970 euro per azione, per un controvalore totale pari a 393 milioni di euro.

Buone notizie anche per Saras (+0,43% a 1,63 euro): la Corte di Appello ha confermato anche nei confronti dei manager coinvolti la sentenza di proscioglimento per insussistenza del fatto nel procedimento giudiziario riguardante presunte irregolarità nell'ambito dell'acquisto di grezzo dall'Iraq.

Invece, Leonardo perde lo 0,47% a 23,2 euro dopo aver annunciato che sono state interrotte le trattative con il consorzio franco-tedesco Knds per definire una configurazione comune per il programma Main Battle Tank dell’esercito italiano e per sviluppare una più ampia collaborazione industriale.

Mentre l’assemblea straordinaria di Fincantieri (-1% a 0,563 euro) ha conferito al cda la facoltà di aumentare il capitale sociale per un importo fino a un massimo di 500 milioni di euro. Il rafforzamento servirà per finanziare l’acquisto della divisione subacquea Wass da Leonardo.

Quanto a Stellantis (-0,20% a 20 euro), a seguito dell'annuncio di Acc della riprogrammazione delle tempistiche del progetto Gigafactory, ha ribadito l'importanza dello stabilimento di Termoli per la produzione di motori endotermici per i veicoli, portando avanti la strategia di riduzione della CO2 e garantendo la transizione. Stellantis ha ricordato di voler potenziare la produzione di componenti Ice nello stabilimento di Termoli per una nuova Fiat 500 ibrida e di estendere la vita commerciale della Fiat Panda ibrida fino al 2029.

Nel comparto finanziario Nexi che, come riporta Mf-Milano Finanza, allarga il proprio raggio d’azione tra le grandi banche italiane, spunta un +0,71% a 5,96 euro. Il gruppo di pagamenti guidato da Paolo Bertoluzzo amplierà la propria collaborazione con il gruppo Mediobanca e in particolare con Compass, la storica controllata di piazzetta Cuccia attiva nel credito al consumo.

Infine, si ricorda il debutto di Soges Group, società del settore ospitalità alberghiera e congressuale in strutture di pregio, a Euronext Growth Milan.

Ore 07:40 Europa attesa in rialzo nel giorno della Fed

Le borse europee sono attese in rialzo in avvio di seduta in seguito alla seconda seduta consecutiva da record a Wall Street (Nasdaq +0,9% grazie alla spinta di Apple, +7,2%, tornata sopra quota 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, ed S&P500 +0,3%, ennesimo record da inizio anno). Il future sull’Eurostoxx50 sale dello dello 0,36%. Poco mossi, invece, i futures statunitensi (+0,07% quello sul Dow Jones e +0,07% quello sull’S&P500) in una giornata densa di appuntamenti per gli investitori statunitensi, con la pubblicazione dei risultati dell’indice dei prezzi al consumo per il mese di maggio (ore 14:30) e, a seguire, la decisione di politica monetaria della Federal Reserve (ore 20 annuncio tassi: Fed Funds attesi invariati al 5,25-5,5%; alle 20:30 la conferenza stampa di Jerome Powell).

Fed, attesi tassi fermi. Primo taglio a settembre?

«Gli ultimi dati relativi all’inflazione di aprile, dopo quattro mesi consecutivi al rialzo, hanno mostrato un allentamento graduale e continuo delle pressioni sui prezzi, in linea con le attese degli economisti», sottolinea Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Gli operatori si attendono un lieve calo dell’inflazione core, cioè la misura che esclude dal paniere le componenti più volatili come generi alimentari ed energia, dal 3,6% al 3,5%, mentre l’inflazione complessiva è prevista rimanere stabile al 3,4%. «Si tratterebbe di un nuovo piccolo passo nella giusta direzione, anche se potrebbe non bastare: sembra, infatti, che il ritmo sostenuto di raffreddamento dei prezzi, a cui abbiamo assistito lo scorso anno, si sia praticamente arrestato, complice la solidità del mercato del lavoro statunitense, che sta continuando ad alimentare i consumi nonostante il forte aumento dei prezzi e degli oneri finanziari», precisa Flax.

Uno scenario, secondo l’esperto, che potrebbe spingere la Fed a mantenere invariato il suo approccio attendista: i policymaker hanno, infatti, più volte ribadito che saranno i dati a tracciare il cammino della politica monetaria e che, in assenza di un significativo movimento al ribasso dei prezzi, non sarà possibile ridurre gli elevati costi di finanziamento del Paese. «Con un’inflazione ben oltre il target del 2%, dunque, la possibilità che la riunione della Fed si concluda con un taglio dei tassi è praticamente inesistente. Gli analisti sono inclini a prevedere che il primo taglio avverrà solo a settembre, seguito da un secondo a dicembre», indica Flax. «Se, tuttavia, il rapporto sull’inflazione di maggio dovesse mostrare una nuova impennata dei prezzi, i trader potrebbero essere costretti a ridimensionare le proprie aspettative, con il rischio di un crollo di azioni e obbligazioni».

La parola a numerosi membri della Bce

Lato Bce, l’11 giugno il capo economista, Philip Lane, è stato chiaro: la Banca Centrale Europea potrebbe dover aspettare prima di tagliare nuovamente i tassi di interesse, data la grande incertezza riguardo alle prospettive dell'inflazione. «In un mondo di incertezza, un modo per affrontare l'incertezza è un po' di attesa. Aspettare e assicurarsi di non fare un passo di cui ci si pentirà», ha detto Lane a un evento a Dublino. In giornata sono previsti numerosi interventi di membri della Bce: alle 11:15 è atteso il discorso di Tuominen, alle 11:30 quello di Schnabel, alle 13:30 quello di Buch, alle 15 quello di de Guindos, alle 15:45 quello di McCaul e alle 16 quello di Tuominen.

Prezzi del petrolio in rialzo

Il rendimento del Treasury Usa 10 anni è stabile, dopo la corsa degli ultimi giorni, al 4,39% e quello del Btp al 4,07% in attesa dell’esito della riunione della Fed. L’euro si conferma sui minimi delle ultime cinque settimane a 1,074 dollari (-0,22%). Numerosi gli altri dati macro della giornata, non solo l’inflazione americana. Alle 8 è in agenda la bilancia commerciale ad aprile della Gran Bretagna (precedente: -14 miliardi di sterline) e la produzione industriale ad aprile (precedente: +0,2% mese su mese). Alla stessa ora è prevista l’inflazione a maggio finale della Germania (preliminare: +0,1% mese su mese, +2,4% anno su anno; consenso: +2,4% annoi su anno). Per poi passare alle 13 negli Stati Uniti con l’indice settimanale richieste mutui (precedente: -5,2%) e chiudere alle 16:30 con le scorte settimanali di petrolio (precedente: +2,1 milioni di barili) che al momento vede il Wti a 78,47 dollari al barile (+0,73%) e il Brent a 82,38 dollari al barile (+0,56%). La risposta di Hamas alla proposta di cessate il fuoco a Gaza è «responsabile, seria e positiva», ha detto Izzat al-Rishq, membro dell'ufficio politico di Hamas, secondo il quale si apre «un’ampia strada» per raggiungere un accordo. Di tutt'altro avviso il capo del Mossad, Dedi Barna, secondo cui le modifiche richieste da Hamas e Jihad islamica alla bozza di accordo costituiscono un sostanziale rifiuto della proposta.

A Milano occhio a Eni, Saipem, Saras, Leonardo, Fincantieri, Stellantis e Nexi


Sul listino milanese attenzione a Eni che ha completato con successo il collocamento presso investitori istituzionali di una quota del 10% del capitale sociale di Saipem a 1,970 euro per azione, per un controvalore totale pari a 393 milioni di euro. 

Buone notizie anche per Saras: la Corte di Appello ha confermato anche nei confronti dei manager coinvolti la sentenza di proscioglimento per insussistenza del fatto nel procedimento giudiziario riguardante presunte irregolarità nell'ambito dell'acquisto di grezzo dall'Iraq.

Invece, Leonardo ha annunciato che sono state interrotte le trattative con il consorzio franco-tedesco Knds per definire una configurazione comune per il programma Main Battle Tank dell’esercito italiano e per sviluppare una più ampia collaborazione industriale.

Mentre l’assemblea straordinaria di Fincantieri ha conferito al cda la facoltà di aumentare il capitale sociale per un importo fino a un massimo di 500 milioni di euro. Il rafforzamento servirà per finanziare l’acquisto della divisione subacquea Wass da Leonardo.

Quanto a Stellantis, a seguito dell'annuncio di Acc della riprogrammazione delle tempistiche del progetto Gigafactory, ha ribadito l'importanza dello stabilimento di Termoli per la produzione di motori endotermici per i veicoli, portando avanti la strategia di riduzione della CO2 e garantendo la transizione. Stellantis ha ricordato di voler potenziare la produzione di componenti Ice nello stabilimento di Termoli per una nuova Fiat 500 ibrida e di estendere la vita commerciale della Fiat Panda ibrida fino al 2029.

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