Le borse europee vincono i timori di recessione e chiudono sopra la parità la seduta che ha visto la Commissione Ue tagliare le stime di crescita dell’Eurozona. Con un balzo finale il Ftse Mib supera quota 28.500 punti, per terminare a 28.525 punti. Piazza Affari conquista così la maglia rosa grazie a un rialzo dell’1%. Anche le altre borse del Vecchio Continente archiviano la giornata sopra la parità: il Dax segna il +0,4%, il Cac 40 il +0,5%, l’Ibex 35 il +0,75% e il Ftse 100 il +0,3%.
A Piazza Affari invece è la seduta delle banche. Il miglior titolo è Mps (+3,4%), seguito da Bper Banca (+2,4%) e Intesa Sanpaolo (+2,3%). In realtà, il secondo gradino del podio va a Pirelli (+2,5%), mentre il peggiore di giornata è Ferrari, che chiude in calo dello 0,15%. Con i timori di recessione che incombono lo spread Btp-Bund sale a 175 punti (l’Italia è un Paese con alto debito), mentre l’euro conquista terreno sul dollaro: il cambio sale a 1,0747 (+0,45%).
Alle 16:00 il Ftse Mib resta ben oltre la parità e guadagna lo 0,7% nonostante la Commissione Ue abbia tagliato le stime di crescita dell’Eurozona sia per il 2023 che per il 2024. La seduta sorride a tutte le principali borse europee anche dopo l’apertura in rialzo di Wall Street: il Dax sale dello 0,2%, il Cac 40 dello 0,35% e l’Ibex 35 dello 0,4%. L’unico indice del Vecchio Continente in terreno negativo è il Ftse 100, che cede quasi lo 0,1%.
A Piazza Affari brilla Saipem, che guadagna il 4,2% seguito da Intesa Sanpaolo (+2,45), Pirelli (+2,3%) e Bper Banca (+2%). Recordati (-1,7%) invece è il peggiore del Ftse Mib, ma anche Interpump (-0,6%), Ferrari (-0,6%) e Stm (-0,55%) scambiano sotto la parità.
Al giro di boa le Borse del Vecchio Continente restano in rialzo anche se la Commissione Ue ha tagliato le stime di crescita dell'Eurozona e dell'Italia per quest'anno e il prossimo. Il Dax sale dello 0,34%, il Cac40 dello 0,46%, il Ftse100 dello 0,06% e il Ftse Mib dello 0,93% a 28.496 punti alle 15:00, la performance migliore grazie a Saipem (+4,14%) e alle banche. Queste ultime in scia alle possibilità di un piano del governo per rivedere la tassa sugli extraprofitti che dovrebbe essere ridisegnata, anche per evitare rischi sulla costituzionalità del prelievo. In coda Recordati (-1,84%) ed Erg (-0,79%). Fuori dal listino principale, prosegue positiva la seduta di Juventus (+3,24%). Per gli analisti un'eventuale vendita, smentita da Exor, sarebbe positiva viste le difficoltà a livello di bilancio del club a livello.
Il meeting della Bce di giovedì 14 settembre sarà cruciale per capire se Christine Lagarde tirerà dritto con i rialzi dei tassi nonostante le difficoltà dell'economia, mentre negli Stati Uniti, Jerome Powell, sembra orientato a procedere in modo più cauto e, in questo senso, saranno importanti i numeri sull'inflazione americana di mercoledì, gli ultimi prima della riunione della Fed del 20 settembre. Passa in secondo piano anche la notizia che il leader nordcoreano, Kim Jong Un, si recherà presto in Russia per incontrare il presidente, Vladimir Putin. Fonti statunitensi hanno detto che i due discuteranno di possibili accordi sulle armi. Né Mosca né Pyongyang hanno confermato il programma esatto della visita. In campo valutario, l’euro vale 1,072 dollari (+0,32%).
Con i futures di Wall Street che anticipano un avvio positivo (+0,21% quello sul Dow Jones e +0,45% quello sull’S&P500), il Dax avanza dello 0,47%, il Cac40 dello 0,38%, il Ftse100 dello 0,03% e il Ftse Mib dello 0,76% a 28.446 punti alle 13:25, sostenuto dalle banche, da Saipem (+3,56%), sui massimi da febbraio, e Pirelli (+2,53%). Tra le materie prime si segnala la nuova corsa del prezzo del gas naturale europeo: +7% a 36,95 euro, dopo che i lavoratori degli impianti australiani di gas naturale liquefatto di Chevron hanno iniziato brevi scioperi venerdì scorso. Se le trattative con i sindacati non avranno successo, il 14 settembre inizierà uno sciopero completo di due settimane. Ad alimentare le preoccupazioni è anche la notizia che i flussi di gas di alimentazione a Freeport Lng, il secondo più grande esportatore di gas naturale liquefatto degli Stati Uniti, sono calati bruscamente durante il fine settimana.
I livelli di alimentazione erano scesi a 702,9 milioni di piedi cubi al giorno (mcf/giorno) il 9 settembre e sono scesi ulteriormente a 284,3 mcf/giorno il 10 settembre, rispetto ai 1.640,3 mcf/giorno dell'8 settembre, secondo i dati LSEG. Il gas di alimentazione per lunedì 11 settembre si è attestato a circa 622 mcf/d. L'impianto di Freeport rappresenta circa il 20% della capacità di trattamento del gas naturale liquefatto negli Stati Uniti e preleva 2 miliardi di piedi cubi al giorno (bcfd) di gas naturale dai produttori di scisto statunitensi. Restano in calo, invece, i prezzi del petrolio Wti (-0,65% a 86,94 dollari al barile) e del Brent (-0,35% a 90,33 dollari al barile).
Le ultime previsioni della Commissione Europea non spaventano i mercati azionari europei che restano in rialzo. Il Dax guadagna lo 0,52%, il Cac40 lo 0,54%, il Ftse100 lo 0,28% e il Ftse Mib lo 0,65% a 28.415 punti alle 12:05, grazie a Mps, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Pirelli e Saipem in progresso di oltre due punti percentuali, anche se l'economia della zona euro crescerà più lentamente di quanto previsto quest'anno e il prossimo, con una domanda dei consumatori penalizzata dall'alta inflazione e la Germania, prima economia dell'area, in recessione quest'anno.
Nelle previsioni periodiche sul prodotto interno lordo e sull'inflazione delle cinque maggiori economie della zona euro, la Commissione Ue ha stimato che il Pil della zona euro si espanderà dello 0,8% nel 2023 e dell'1,3% nel 2024, contro le previsioni, rispettivamente, dell'1,1% e dell'1,6% formulate a maggio. «La debolezza della domanda interna, in particolare dei consumi, mostra che i prezzi al consumo, elevati e ancora in crescita per la maggior parte dei beni e dei servizi, stanno avendo un peso maggiore di quanto previsto nelle previsioni fatte in primavera», ha detto la Commissione, stimando un'inflazione nella zona euro al 5,6% nel 2023 e al 2,9% nel 2024, entrambe ben al di sopra dell'obiettivo della Bce del 2%.
L'inflazione di quest'anno sarà inferiore al 5,8% previsto a maggio, ma superiore a quella prevista in precedenza per il 2024, dato che la previsione di maggio era del 2,8%. Ne dovrà prendere atto il prossimo 14 settembre la Bce che dovrà decidere se alzare ancora i tassi oppure no. Anche l'Italia e i Paesi Bassi cresceranno più lentamente quest'anno, secondo la Commissione Ue, che ha previsto un'espansione del Pil, rispettivamente, dello 0,9% e dello 0,5%, in calo rispetto all'1,2% e all'1,8%. Lo spread Btp/Bund si porta a un soffio da 174 punti base (173,9 punti base) con il rendimento del Btp 10 anni al 4,371%.
Pesante battuta d’arresto per l’industria italiana, ma l’indice Ftse Mib di Piazza Affari resta in rialzo dello 0,78% a 28.454 punti, sostenuto dalle banche, Pirelli, Stellantis, Leonardo e Cnh Industrial. A luglio l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,7% rispetto a giugno e addirittura del -2,1% su base annua. Mentre nella media del periodo maggio-luglio il livello della produzione è aumentato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.
«A luglio la produzione registra un preoccupante calo, un dato su cui pesa in modo evidente l’emergenza prezzi che attanaglia il nostro paese», spiega il Codacons. «Allarme per i beni di consumo che registrano un vero e proprio crollo verticale con una contrazione del -10,1% su base annua per quelli durevoli e una discesa del -4,4% in un solo mese. A pesare come un macigno sull’industria italiana è proprio l’inflazione ancora alle stelle, con i prodotti più acquistati dalle famiglie che registrano una marcata crescita a due cifre dei prezzi ed effetti diretti sulla spesa e sui consumi degli italiani», prosegue l’associazione. «Per questo ribadiamo la necessità di intervenire sui prezzi al dettaglio, perché solo calmierando i listini sarà possibile tutelare la capacità di acquisto delle famiglie, sostenere i consumi e aiutare industria, commercio ed economia». Dopo questo dato e in attesa delle stime macro di Bruxelles, l’euro resta in rialzo sul dollaro a 1,072 (+0,33%). Lo spread Btp/Bund sale a 173,5 punti base.
Le Borse europee iniziano bene la settimana della Bce. Il Dax avanza dello 0,47%, il Cac40 dello 0,51%, il Ftse100 dello 0,55% e il Ftse Mib dello 0,89% a 28.484 punti. Tuttavia, nota Fabrizio Barini di Integrae Sim, in una settimana la volatilità è aumentata del 6%, lo spread Btp-Bund (oggi, 11 settembre, in calo a 172,5 punti base) del 4%, il rendimento del Btp e del Treasury del 3% e infine il petrolio del +2%. Dall’altro lato della medaglia pesante segno meno per l’indice delle banche regionali statunitensi, e quello delle small cap: Russell 2000 in calo del 4%. Anche il future sulle emissioni di carbonio, ovvero l‘Eua, è calato del 5%. «Tutti segnali che fanno capire come gli operatori stiano credendo seriamente alla recessione sia in Usa sia in Europa», avverte Barini. Ma proprio l’indebolimento dei dati economici dei 20 Paesi dell’Eurozona lascia ora sperare che la Bce, nel corso del prossimo meeting del 14 settembre, opti per una sospensione del ciclo di rialzi dei tassi. Tuttavia, aggiunge Barini, i vertici della banca centrale hanno ribadito che la questione resta aperta e, dal momento che i dati sull’inflazione, non da ultimi quelli della Germania (ad agosto +6,1%), rimangono elevati, un nuovo rialzo non è da escludere.
Come da tradizione nel mese di settembre sui mercati è tornato a dominare l’orso, che già nel mese di agosto si era affacciato in Borsa dopo molti mesi di letargo. «Un contesto che riaccende anche l’appetito degli speculatori al ribasso, ovvero coloro che utilizzano le tecniche di vendita allo scoperto, per massimizzare i propri guadagni mentre la massa degli operatori vende solo per fare cassa», spiega Barini, osservando che il settore bancario è al centro di queste manovre “ribassiste” anche considerato che i titoli del credito sono i best performer da inizio anno e quindi esposti alle prese di beneficio. Ci sono, però, anche i casi in cui la speculazione molla la presa. Come Solid World Group, società quotata su Euronext Growth Milan, il listino delle Pmi ad alto potenziale di crescita, ed attiva nel campo della commercializzazione di stampanti 3D. Uno dei casi di maggiore successo in Borsa, con un rialzo superiore al 60% da inizio anno. «La società ha recentemente riportato un flusso di notizie molto positivo sul piano dei fondamentali annunciando un’accelerazione dell’espansione all’estero. Tra la metà di luglio e inizio settembre le posizioni nette corte sul titolo si sono azzerate. Possibile che la speculazione abbia “mollato” proprio di fronte alla serie di buone notizie», conclude Barini.
Sul listino milanese salgono tutte le banche, in particolare Mps (+3,16%) e Bper (+2,19%). Secondo Milano Finanza, Unipol (+0,43%) non ha accantonato il progetto di creare un terzo polo bancario, mettemmo insieme Bper Banca, la Banca Popolare di Sondrio (-0,27%) e il Monte. Non sono da meno Intesa Sanpaolo (+1,97%), che ha concluso il buyback del proprio prestito At1 da 750 milioni di euro: alla scadenza dell'offerta l'ammontare nominale complessivo di titoli esistenti offerti per il riacquisto ammontava a circa il 67,08% dell'importo nominale complessivo dei titoli in circolazione, Unicredit (+1,90%) e Mediobanca (+1,08% a 12,19 euro), quest’ultima mentre si allontana un accordo con il primo azionista Delfin sulla presentazione delle liste per il rinnovo del cda. Comunque, c’è ancora tempo per raggiungere un'intesa in vista della scadenza fissata per il 28 settembre. Tra gli industriali spingono Pirelli (+2,23% a 4,809 euro) e Stellantis (+1,07% a 17,18 euro) che ha avviato la terza tranche del programma di buyback e ha offerto ai lavoratori a ore negli Stati Uniti un incremento salariale del 14,5% su quattro anni nell'ambito dell'offerta al sindacato United Auto Workers in vista della scadenza del contratto del 14 settembre. Restando nella galassia Agnelli/Elkann si segnala il +2,6% a 0,3234 euro di Juventus anche se Exor ha smentito le indiscrezioni de Il Giornale secondo cui John Elkann ha messo in vendita la squadra bianconera per 1,5 miliardi di euro. «Le ipotesi ventilate da un quotidiano sulla cessione della Juventus sono destituite di ogni fondamento», ha detto la holding della famiglia Agnelli. Infine, occhio a Enel (+0,53% a 6,22 euro) perché Sosteneo, la società di gestione del risparmio controllata da Generali (+0,55% a 19,19 euro), è la principale candidata a rilevare una quota di maggioranza delle attività di stoccaggio dell'energia di Enel, secondo indiscrezioni del Corriere della Sera.
Le Borse europee sono viste aprire in territorio positivo (+0,33% il future sull’Eurostoxx50) la settimana, importante perché vedrà la decisione della Bce sui tassi di interesse. L’esito del meeting è incerto: pausa o tassi in aumento di 25 punti base? L’indice dei prezzi al consumo dell’Eurozona ha rallentato ad agosto a poco più del 5% annuo da quasi il 12% dello scorso ottobre, ma resta oltre il doppio del target della Bce del 2%, impedendo alla banca centrale di rilassarsi.
L'attività economica, d’altro canto, si sta indebolendo rapidamente e mostra preoccupanti segnali di stagnazione. Con i falchi più attenti al primo aspetto e le colombe al secondo, emerge un consiglio Bce spaccato che dovrà trovare un punto di incontro. I tassi impliciti incorporano una chance intorno al 60% di una conferma del costo del denaro. A dare ulteriori elementi di riflessione sul quadro economico europeo, in arrivo questa mattina l’aggiornamento autunnale delle stime macro da parte di Bruxelles.
Oltre a questo, sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim, sono attesi una serie di dati importanti. Si inizia alle 10:00 con la produzione industriale mese su mese di luglio dell’Italia (stima -0,3% contro +0,5% di giugno). Domani, 12 settembre, alle 11:00 sarà il turno dell’indice Zew di agosto le cui previsioni indicano che la fiducia delle imprese è in peggioramento (stima -15 punti contro -12,3 di luglio).
Importante sarà anche la giornata di mercoledì dove è attesa alle 14:30 l’inflazione Usa di agosto, prevista in crescita al 3,6% (dal 3,2% di luglio) che, se dovesse essere confermata, non aiuterebbe certo la decisione della Fed il cui meeting è previsto per il 20 settembre, afferma Tognoli, osservando che ci sono due fattori principali che sostengono i mercati finanziari: il mercato del lavoro e l’inflazione. In sostanza, «gli investitori tifano affinché il primo salga e la seconda scenda. Tuttavia, la realtà non è così semplice e queste due tendenze non si escludono a vicenda», continua Tognoli, spiegando: «Due settimane fa, la serie di dati sull’occupazione statunitense indicava che il mercato del lavoro si stava indebolendo. I tassi sono scesi e le azioni sono aumentate con la premessa che ciò sarebbe stato utile per l’inflazione, e quindi per la politica della Fed. La scorsa settimana, i mercati si sono spostati verso l’altra zona terminale mentre i rapporti in arrivo dipingevano un quadro occupazionale più sano e i riflettori si sono spostati sulle potenziali implicazioni per l’inflazione futura, con una nuova lettura dell’indice dei prezzi al consumo».
È giusto che i mercati siano strettamente legati agli sviluppi dell’occupazione e dell’inflazione. Riteniamo, tuttavia, che esistano altre tendenze in atto che, pur ottenendo meno clamore al momento, offrono ulteriori segnali sullo stato del mercato. Il primo di questi è l’aumento della produttività che aumenta il potenziale di resilienza economica. I dati pubblicati la scorsa settimana hanno mostrato che la produttività Usa è aumentata del 3,5% nell’ultimo trimestre, il livello più forte dal 2020 e, escludendo le distorsioni dovute alla pandemia, il valore più alto dal terzo trimestre del 2017. «Una maggior produttività dovrebbe fornire un sostegno al rialzo del Pil, soprattutto se accompagnata da una crescita della forza lavoro, come risulta particolarmente evidente nell’ultimo rapporto sull’occupazione», prevede Tognoli, non convinto che la produttività sosterrà pienamente il tasso di crescita registrato lo scorso trimestre, ma «suoi ulteriori forti incrementi, a nostro avviso, aggiungerebbero ulteriore supporto alle prospettive in cui l’inflazione possa scendere mentre l’economia gode di una crescita continua. Nel frattempo, sui mercati assistiamo a un ulteriore irripidimento della curva dei rendimenti che, riteniamo, rifletta il potenziale per un atterraggio morbido», conclude Tognoli.
In attesa della Bce, l’euro avanza dello 0,33% a 1,072 dollari. mentre tra le materie prime, il Wti scende dello 0,40% a 87,16 dollari al barile e il Brent dello 0,07% a 90,59 dollari al barile, massimo da dieci mesi toccato la scorsa settimana quando l'Arabia Saudita e la Russia hanno esteso i tagli all'offerta. Goldman Sachs ritiene che il prezzo del barile possa schizzare fino a 107 dollari il prossimo anno. Meglio l’oro, in rialzo dello 0,41% a 1.950 dollari l’oncia.
Sul listino milanese attenzione a Mediobanca perché si allontana un accordo con il primo azionista Delfin sulla presentazione delle liste per il rinnovo del cda. Comunque, c’è ancora tempo per raggiungere un'intesa in vista della scadenza fissata per il 28 settembre. Invece, Intesa Sanpaolo ha concluso il buyback del proprio prestito At1 da 750 milioni di euro: alla scadenza dell'offerta l'ammontare nominale complessivo di titoli esistenti offerti per il riacquisto ammontava a circa il 67,08% dell'importo nominale complessivo dei titoli in circolazione. Da monitorare anche Stellantis che ha offerto ai lavoratori a ore negli Stati Uniti un incremento salariale del 14,5% su quattro anni nell'ambito dell'offerta al sindacato United Auto Workers in vista della scadenza del contratto del 14 settembre ed Enel perché Sosteneo, la società di gestione del risparmio controllata da Generali, è la principale candidata a rilevare una quota di maggioranza delle attività di stoccaggio dell'energia di Enel, secondo indiscrezioni del Corriere della Sera.
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