L’inversione di rotta dei prezzi del petrolio e la discesa dei rendimenti obbligazionari lasciano spazio ai mercati azionari per registrare qualche guadagno: il Ftse Mib chiude la seduta in leggero rialzo (+0,36%), seguito dal Dax (+0,22%) mentre scivolano il Ftse 100 e il Cac 40 rispettivamente dello 0,1% e dello 0,44%.
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre due punti percentuali dopo le parole dell’Arabia Saudita, con il Brent che è sceso del 2,2% a 85 dollari, salutando quota 87 dollari al barile. Altrove, gli investitori attenderanno con ansia la pubblicazione dei verbali della riunione politica della Federal Reserve di settembre, per avere indizi sulle future decisioni sui tassi di interesse. Il segretario al Tesoro americano Janet Yellen ha detto che si aspetta ancora che l’economia statunitense subisca un atterraggio morbido, nonostante le «ulteriori preoccupazioni» portate dalla situazione in Israele. L’euro resta in rialzo dello sul dollaro a quota 1,06. In campo obbligazionario continuano a scendere i rendimenti: al 4,5% il Treasury a 10 anni, mentre il Btp decennale si attesta al 4,66%. Lo spread scende a 194 punti.
Le borse europee procedono deboli in una seduta all’insegna della volatilità segnata dalla frenata del settore del lusso colpito dai deludenti conti di Lvmh che perde il 6,2%. Gli altri listini hanno recuperato terreno e viaggiano sopra la parità, a partire da Milano che guadagna lo 0,8%, Londra sale dello 0,12% mentre Francoforte sale dello 0,3%. Il Dax rimane in rialzo nonostante il governo tedesco ha previsto una contrazione dell’economia dello 0,4% quest’anno a causa della persistente inflazione, degli alti prezzi dell'energia e della debolezza del commercio internazionale. A dirlo è stato il ministero dell’Economia, confermando un'esclusiva pubblicata da Reuters la settimana scorsa.
Sullo sfondo restano i timori per l’escalation del conflitto in Medio Oriente, mentre cresce l’attesa per i verbali della riunione di settembre della Federal Reserve che saranno diffusi in serata e forniranno ulteriori indicazioni sulle prossime mosse della banca centrale. Intanto avvio in rialzo per Wall Street, mentre gli investitori valutano la lettura finale dell'indice dei prezzi alla produzione statunitense, in attesa della pubblicazione delle minute del Fomc. Il Dow Jones sale dello 0,32%, l'S&P 500 dello 0,38% e il Nasdaq dello 0,46%.
I prezzi del petrolio sono in calo di oltre due punti percentuali dopo che l’Arabia Saudita si è impegnata a contribuire a stabilizzare il mercato. Il greggio Brent è sceso del 2,2% a 85 dollari al barile, mentre il Wti scivola del 2 ,7% a 83 dollari. Arabia Saudita e Russia, i due principali esportatori di petrolio al mondo, hanno discusso mercoledì della situazione sul mercato petrolifero e dei prezzi nel contesto dell’escalation del conflitto tra Israele e Hamas, ha detto il massimo funzionario petrolifero del presidente Vladimir Putin. L’Arabia comunque ha dichiarato che sta lavorando con partner regionali e internazionali per prevenire un’escalation e ha ribadito di sostenere gli sforzi per stabilizzare i mercati petroliferi.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari consolida il rialzo (+0,85% a 28.560 punti) con Mps, Bper Banca e Iveco in vetta dopo i dati macro Usa con i futures di Wall Street in territorio positivo e il rendimento del Treasury Usa 10 anni sotto il 4,6%, al 4,57% (il Btp 10 anni rende il 4,66%). A settembre i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati più del previsto, +0,5% rispetto al mese precedente contro attese per un +0,3%. Il dato di agosto è rimasto a +0,7%. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari, energetici e dei servizi commerciali - è aumentata dello 0,3% rispetto al mese precedente, oltre le attese (+0,2%). L’euro si conferma in leggero rialzo sul dollaro a 1,060 (+0,05%).
Nonostante i futures di Wall Street in rialzo (+0,30% quello sul Dow Jones e +0,31% quello sull’S&P500), i mercati azionari europei viaggiano in ordine sparso. Il Dax sale dello 0,21%, il Cac40 perde lo 0,26%, il Ftse100 guadagna lo 0,22% e il Ftse Mib allunga il passo e si apprezza dello 0,73% a 28.524 punti alle 14:10 grazie al rally di Mps (+4,27%), di Iveco (+3,39%) e di Saipem (+2,41%). Acquisti anche su Bper (+2,46%) e Stellantis (+2,5%).
Come Knot, anche il governatore della banca centrale spagnola, Pablo Hernandez de Cos, ha detto che la Banca centrale europea potrebbe aver fatto abbastanza per combattere l'inflazione, ma deve tenere aperte le opzioni a sua disposizione nel caso in cui nuovi shock (il 7 ottobre, l'organizzazione palestinese Hamas, che controlla la Striscia di Gaza dal 2007, ha lanciato un'operazione militare su larga scala contro Israele) facciano deviare la crescita dei prezzi dall'attuale traiettoria. Inoltre, De Cos non ha escluso che la crescita economica possa registrare una contrazione nel trimestre in corso. Comunque, il recupero dei redditi reali guiderà la ripresa l'anno prossimo. In attesa delle minute della Fed l’euro è stabile sul dollaro a 1,06 e lo spread Btp/Bund quota a 194,14 punti base.
In effetti, i rischi geopolitici sono nuovamente aumentati con il conflitto in Israele, oltre agli eventi in Ucraina e alle tensioni tra Stati Uniti e Cina. «L'aumento dei prezzi delle materie prime può rallentare, o addirittura invertire, la tendenza al calo dell'inflazione e pesare sulle prospettive economiche», afferma Swisscanto. «Tuttavia, le crisi geopolitiche hanno storicamente un impatto limitato sui mercati dei capitali e i recuperi in caso di correzione avvengono rapidamente, come ci aspettiamo anche in questo caso nonostante i rischi. Seguiamo gli sviluppi dell'attacco a Israele, soprattutto per quanto riguarda la sua diffusione ad altri Paesi e mercati».
Anche Francoforte e Milano, grazie a Bper, Enel, Iveco, Saipem e Stellantis, virano al rialzo, seppur con un modesto +0,5%, seguono Londra (+0,04%). Mentre resta in calo Parigi (-0,5%). Lo spread Btp/Bund viaggia pressoché stabile a quota 194,55 punti base e il rendimento del Btp 10 anni scende al 4,66% dopo che il governatore della banca centrale olandese, Klaas Knot, ha detto che la Bce ha compiuto "importanti progressi" nel riportare l'inflazione verso l'obiettivo, ma la strada è ancora lunga e non si può escludere un ulteriore rialzo dei tassi.
Nel complesso, «abbiamo compiuto importanti progressi nel riportare l'inflazione verso l'obiettivo, ma la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa», ha affermato Knot in una conferenza a Marrakech, in Marocco. «Credo che in questo momento la politica monetaria sia in una buona situazione, ma resteremo vigili e siamo pronti ad adeguare ulteriormente i tassi di interesse se il processo di disinflazione dovesse arrestarsi», ha precisato.
Mentre c’è meno tensione sui rendimenti dei titoli di Stato dopo la volata della scorsa settimana, in asta il rendimento dei Bot annuali assegnati oggi dal Tesoro (6 miliardi di Bot a 12 mesi scadenza 14/10/2024) è risultato pari al 3,942%, in aumento di 7 centesimi rispetto all'asta del mese precedente e ai massimi da giugno del 2012. Buona la domanda: 8,717 miliardi di euro con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,45.
A Parte Londra (+0,04%) i mercati del Vecchio Continente restano in ribasso (Dax -0,20%, Cac40 -0,91% e Ftse Mib -0,16% a 28.273 punti alle 10:30 grazie ai titoli energetici come Eni, +0,73%, Enel, +0,81%, Saipem +1,63%, e a Iveco, +2,52%, seguiti da Stellantis, +1,35%, e Prysmian, +1,06%), anche se sopra i minimi dell’avvio, con la tensione in Medio Oriente che resta elevata. Ci sono «diverse possibili soluzioni future e nessuna deve essere esclusa, ma il primo ostacolo per arrivare a una situazione pacifica è che ci sia un forte controllo" della Striscia di Gaza, ha detto l'ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar, in merito alla possibilità che si realizzi ancora la soluzione dei due Stati, israeliano e palestinese, in Medio Oriente. «Hamas non vuole una soluzione, vogliono uccidere quante più persone e controllare tutte le loro terre, quelle che chiamano Palestina», ha insistito Bar, precisando che con queste premesse «non ci sarà alcun dialogo serio per risolvere la questione israelo-palestinese».
Lo spread Btp/Bund resta sotto 200 punti base a 192,5 punti base. Secondo un sondaggio della Banca centrale europea, le famiglie dell'area euro ritengono che l'inflazione si manterrà leggermente al di sopra del target dell’istituto centrale del 2% per altri tre anni, con un possibile grattacapo per i responsabili dei tassi che stanno cercando di mantenere la propria credibilità. L'ultima indagine della Bce sulle aspettative dei consumatori, condotta ad agosto, ha mostrato che chi è stato intervistato in media pensa che l'inflazione sarà del 2,5% nel 2025, in aumento rispetto al 2,4% del precedente sondaggio di un mese prima.
Le Borse europee stornano in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,32%, il Cac40 lo 0,42%, il Ftse100 lo 0,19% e il Ftse Mib lo 0,23% a 28.253 punti, ieri 10 ottobre protagonista con un rialzo superiore al 2%, recuperando la soglia di 28mila punti. «Il mercato ha probabilmente apprezzato il dato sulla produzione industriale italiana ad agosto cresciuta dello 0,2% su base mensile, rispetto al -0,9% della rilevazione precedente», commenta Fabrizio Barini di Integrae Sim, segnalando il forte calo della volatilità: -4% il Vix sull’S&P 500, sui minimi da fine settembre. Gli operatori sembrano, quindi, avere già assorbito lo shock dello scoppio del nuovo conflitto in Medio Oriente che minacciava di riaccendere la spirale inflazionistica e di conseguenza l’inasprimento della politica monetaria.
Il petrolio greggio, dopo la fiammata, ha leggermente ritracciato, a 85 dollari al barile, lontanissimo dalla soglia di allarme dei 100 dollari. Preoccupa, invece, Barini l’esplosione del prezzo del gas, salito del 13%, a un passo dalla soglia di 50 euro a MWh (oggi, 11 ottobre, -4,5% a 47,20 euro a MWh), su cui ha impattato la notizia del sabotaggio del Baltic Connector, il gasdotto sottomarino che la collega la Finlandia con l’Estonia, e che riaccende i timori sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche in Europa, a poco più di un anno di distanza dall’esplosione che ha danneggiato il Nord Stream.
L’attenzione degli operatori torna sui dati macro che nella giornata di oggi assumono una certa rilevanza. Già pubblicato l’indice dei prezzi al consumo in Germania a settembre, sceso al 4,3%, alle 14:30 tocca all’indice dei prezzi alla produzione in Usa a settembre, visto in aumento dello 0,3% su base mensile dal +0,7% precedente. In serata, invece, i verbali della riunione del Fomc che aiuteranno a far luce sulle intenzioni dei banchieri della Fed in vista della prossima riunione del 1° novembre. «Al momento le probabilità che i tassi restino invariati sfiora il 90%, valore che scende al 73% per l’ultima riunione del 2024 ovvero il 13 dicembre», aggiunge Barini. «Se questo dovesse essere l’esito per l’anno in corso sarebbero perfettamente confermate le attese del mercato. Il primo taglio del costo del denaro continua a essere previsto a maggio del prossimo anno. Oggi, 11 ottobre», conclude Barini, «è anche la vigilia dell’inizio della reporting season statunitense».
In attesa, lo spread Btp/Bund scende a 194,1 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 4,732%. In mattinata il Tesoro offre 6 miliardi di Bot annuali con rendimenti visti in rialzo rispetto al 3,873% del collocamento di metà settembre. Ieri, 10 ottobre, in chiusura sul mercato grigio di Mts, segnala Reuters, il rendimento del Bot 14 ottobre 2024 era pari a circa il 4%. Attiva sul primario anche la Germania che offre 1,5 miliardi di Bund scadenza 15/8/2052, cedola zero e 1 miliardo di Bund scadenza 15/8/2048, cedola 1,25%.
A frenare il listino milanese sono soprattutto Moncler (-4,27% a 52,9 euro), di riflesso a Lvmh (-6,31% a Parigi) che ha realizzato vendite per 19,96 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2023, in aumento solo dell'1% su base annua, Campari (-1,30% a 11,37 euro), Interpump (-1,20% a 42,8 euro) e DiaSorin (-1,20% a 87,48 euro). Eni, che spera di arrivare alla decisione finale di investimento sul secondo progetto di Gnl in Mozambico entro la fine di giugno del prossimo anno, secondo quanto hanno riferito fonti direttamente coinvolte nel progetto, sale dello 0,48% a 14,22 euro. Nel comparto energetico Enel è stabile a 5,709 euro in vista del piano industriale che sarà annunciato alla comunità finanziaria il prossimo 22 novembre. Tra i punti su cui si sta lavorando c’è il business della mobilità elettrica che, dopo essere stato spostato da Enel X Way a Enel X Global Retail, potrebbe veder ridisegnati ulteriormente i propri confini. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, infatti, Enel starebbe lavorando a una riorganizzazione del business dell’e-mobility soprattutto in Nord America, con l’obiettivo di ripristinare tra le attività alcuni equilibri che erano stati tralasciati in passato, prediligendo così solo quei business davvero redditizi. Mentre i piani di rilancio di Tim (+0,55% a 0,2745 euro) devono salvaguardare tutti gli azionisti dell'ex monopolista telefonico, compreso il principale, Vivendi, secondo il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che non ha escluso un nuovo incontro con il colosso media francese dopo quello di giovedì scorso. Invece, Stellantis (+0,49% a 18,64 euro) produrrà a Mirafiori la nuova Maserati, erede della quattro porte, e la Cinquecento completamente elettrica. Un quadro che conferma anche in futuro la presenza della casa auto e fuga i timori da più parti avanzati, ha sottolineato la Uilm dopo l'incontro a Torino con l'azienda. Infine, si ricorda che oggi, 11 ottobre, termina l’opa volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie e di risparmio di Kme Group (-1,18% a 1,002 euro).
Il future sull’Eurostoxx50 accelera al ribasso con Israele che prepara l'offensiva di terra. Ora perde lo 0,66%, mentre l’euro vira al ribasso sul dollaro, cede lo 0,02% a 1,060, dopo che a settembre il tasso di inflazione in Germania è stato del 4,5% annuo, in brusca discesa dal 6,1% di agosto e al minimo dall'inizio della guerra in Ucraina. Destatis ha confermato la sua stima iniziale. «Resta comunque elevato», afferma Ruth Brand, presidente dell'ufficio federale di statistica, aggiungendo: "I consumatori avvertono ancora chiaramente l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari". Su base mensile i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,3%. Mentre i prezzi dei prodotti energetici sono aumentati dell'1% su base annua. Quelli dei prodotti alimentari restano il motore dell’inflazione con una crescita annua del 7,5%, pur in rallentamento dal 9% di agosto. Al netto di alimentari ed energia, l'inflazione tedesca si è attestata al 4,6% a settembre dal 5,5% di agosto.
Le Borse europee non dovrebbero seguire quelle asiatiche e Wall Street e scendere in avvio di seduta. Il future sullo Stoxx50 è in calo dello 0,47%. Gli operatori hanno ridimensionato le scommesse sui rialzi dei tassi di interesse della Federal Reserve. Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco, ha dichiarato che condizioni finanziarie più restrittive potrebbero significare che la banca centrale statunitense "non deve fare molto", l'ultima di una serie di osservazioni meno restrittive che hanno alimentato la speranza che i rialzi dei tassi possano essere momentaneamente sospesi.
Il future sul Dow Jones segna un +0,02% e quello sull’S&P500 un +0,06%. Il rendimento del Treasury Usa decennale si è stabilizzato al 4,64% (al 4,72% quello del Btp 10 anni). Gli investitori sono in attesa di eventuali indizi nelle minute della riunione della Fed di settembre, in uscita oggi, 11 ottobre, alle 20, che suggeriscano che la banca centrale potrebbe non confermare l'ultimo rialzo indicato nelle sue proiezioni economiche, secondo Anna Wong di Bloomberg Economics. Due indicatori economici cruciali in arrivo - l'indice dei prezzi al consumo di giovedì e l'indagine sulla fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan di venerdì - potrebbero fornire una lettura più definitiva.
Gli investitori tengono d'occhio anche le questioni geopolitiche. Il presidente americano, Joe Biden, ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno "accelerando" l'assistenza militare a Israele in seguito all'attacco a sorpresa del gruppo militante palestinese Hamas. Il miliardario investitore, Paul Tudor Jones, ha dichiarato a Cnbc che l'attuale contesto geopolitico è il «più minaccioso e impegnativo che abbia mai visto» in seguito all'attacco di Hamas in Israele nel fine settimana, prevedendo che gli Stati Uniti entreranno in recessione all'inizio del prossimo anno. L'esercito israeliano, che ha garantito che intensificherà la sua risposta con un'offensiva sul campo, ha affermato che ci sono stati diversi lanci dalla Siria verso il territorio israeliano. Da sabato scorso, giorno dell'offensiva di Hamas contro Israele, sono oltre 3.000 i morti tra civili, soldati israeliani e miliziani di Hamas. Del fronte mediorientale discuterà il ministro degli Esteri Tajani in visita in Egitto dove incontrerà anche il presidente al Sisi.
Nel frattempo, come segnala Bloomberg, il mercato globale dei titoli di Stato ha raggiunto un punto di svolta: il debito con rating spazzatura supera ora il debito con rating più elevato per la prima volta, a seguito della mossa di Fitch Ratings ad agosto di togliere agli Stati Uniti il rating AAA. Il declassamento da parte di Fitch del debito statunitense da 33 trilioni di dollari a AA+ significa che solo 5 trilioni di debito governativo a livello globale sono ancora classificati come AAA. La quota di titoli di Stato di alta qualità è scesa al 6% del totale del debito in circolazione, da oltre il 40%. «Prima AAA era sempre stata la categoria di rating sovrano più grande, nonostante il calo del numero di rating sovrani con AAA a seguito della crisi dell'Eurozona", ha dichiarato Fitch in una nota martedì. Australia, Germania, Singapore e Svizzera sono tra i pochi Paesi che ancora godono del rating AAA da parte di Fitch.
Altrove, l’euro recupera terreno sul dollaro, vale 1,0608 (+0,04%), e il petrolio mantiene i guadagni (Wti +0,31% a 86,24 dollari al barile e Brent +0,34% a 87,95 dollari al barile) dopo la sua impennata all'inizio di questa settimana, mentre la guerra tra Israele e Hamas è rimasta circoscritta e l'Arabia Saudita si è impegnata a contribuire a garantire la stabilità dei mercati. Nel pomeriggio verrà pubblicato il dato Api sulle scorte settimanali di prodotti petroliferi. L'oro resta vicino ai massimi di questo mese a 1.873 dollari l’oncia (-0,12%).
Sul listino milanese attenzione a Eni che spera di arrivare alla decisione finale di investimento sul secondo progetto di Gnl in Mozambico entro la fine di giugno del prossimo anno, secondo quanto hanno riferito fonti direttamente coinvolte nel progetto. Nel comparto energetico è da monitorare anche Enel in vista del piano industriale che sarà annunciato alla comunità finanziaria il prossimo 22 novembre. Tra i punti su cui si sta lavorando c’è il business della mobilità elettrica che, dopo essere stato spostato da Enel X Way a Enel X Global Retail, potrebbe veder ridisegnati ulteriormente i propri confini. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, infatti, Enel starebbe lavorando a una riorganizzazione del business dell’e-mobility soprattutto in Nord America, con l’obiettivo di ripristinare tra le attività alcuni equilibri che erano stati tralasciati in passato, prediligendo così solo quei business davvero redditizi. Mentre i piani di rilancio di Tim devono salvaguardare tutti gli azionisti dell'ex monopolista telefonico, compreso il principale, Vivendi, secondo il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che non ha escluso un nuovo incontro con il colosso media francese dopo quello di giovedì scorso. Invece, Stellantis produrrà a Mirafiori la nuova Maserati, erede della quattro porte, e la Cinquecento completamente elettrica. Un quadro che conferma anche in futuro la presenza della casa auto e fuga i timori da più parti avanzati, ha sottolineato la Uilm dopo l'incontro a Torino con l'azienda. Infine, si ricorda che oggi, 11 ottobre, termina l’opa volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie e di risparmio di Kme Group.
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