Prove tecniche di rimbalzo per le borse europee. Lasciandosi alle spalle i cali di lunedì 9, le piazze finanziarie del Vecchio continente mettono a segno un rialzo di quasi due punti percentuali (+2,3% il Ftse Mib che torna oltre 28 mila punti, +1,9% il Dax, +2% il Cac 40). A guidare i mercati sono diversi catalizzatori.
In primis, la convinzione che il conflitto tra Hamas e Isarele possa restare circoscritto all’area, evitando di coinvolgere i Paesi limitrofi come l’Iran grande esportatore e produttore di petrolio, ha spento la fiammata dei prezzi del greggio che hanno leggermente ritracciato rispetto al rally di inizio settimana (-0,96% il Brent a 87 dollari, -0,9% il Wti a 85 dollari). Restando sul fronte delle materie prime è rimasto in rialzo l’oro, bene rifugio, a quota 1,866 dollari l’oncia. Corre da solo il gas che vola e sfiora quota 50 euro al megawattora in scia ai sabotaggi in Finlandia e allo stop di Tamar.
Sul valutario ha invece riconquistato terreno l’euro, riuscendo a riagganciare i 1,06 dollari. Quanto ai rendimenti obbligazionari, il Vecchio continente segue l’andamento dei Treasury e lo spread tra Btp Bund saluta quota 200 punti scendendo a 196.
Le borse europee proseguono in netto rialzo anche dopo l’avvio in lieve rialzo per Wall Street. Gli investitori valutano l’impatto e i rischi di un prolungamento del conflitto tra Israele e Hamas. Il Dow Jones avanza dello 0,26%, l'S&P 500 dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,08%. Sul fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nella prima settimana di ottobre sono salite del 4% a livello annuale, stando al Redbook Research Index. Gli occhi degli investitori però sono tutti puntati sulla Fed. Due funzionari di rilievo della Federal Reserve hanno infatti suggerito che la banca centrale Usa potrebbe lasciare invariati i tassi di interesse nella prossima riunione (31 ottobre – 1 novembre). La stretta messa in campo finora secondo i due banchieri potrebbe già «essere abbastanza» e «raffreddare l’inflazione senza la necessità di ulteriori azioni da parte di la Fed». In scia a questa ipotesi sono scesi ai minimi da sette mesi i rendimenti dei Treasury, con il decennale al 4,6% e la scadenza a due anni al 4,9%.
I mercati azionari europei continuano a salire (+1,66% il Dax, +1,39% il Cac40, +1,58% il Ftse100 e +1,67% a 28.145 punti il Ftse Mib alle 14 con Amplifon, Banco Bpm, Bper, Ferrari, FinecoBank, Generali, Nexi, Stellantis, Cnh Industrial e Tim che guadagnano oltre due punti percentuali) grazie al sorprendente cambio di tono da parte di alcuni funzionari della Fed, che ha compensato il recente risk-off derivante dal fronte geopolitico. I futures di Wall Street salgono e il rendimento del Treasury Usa 10 anni resta elevato al 4,7%. Lo spread Btp/Bund staziona a 202,9 punti base. «Questo passaggio a un sentiment favorevole al rischio si è verificato dopo che gli investitori hanno assistito a un significativo e sorprendente cambiamento di tono per quanto riguarda la politica monetaria negli Stati Uniti», spiega Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades. Infatti, «i funzionari della Fed Philip Jefferson e Lorie Logan hanno fornito indicazioni dovish sul fatto che la recente impennata dei rendimenti del Tesoro potrebbe significare una minor stretta monetaria in futuro».
Sebbene questo cambiamento di tono possa essere visto come un significativo spostamento dei driver di mercato verso i mercati azionari, «sarà interessante vedere quanto durerà, considerando che le incertezze geopolitiche continuano ad aumentare in Medio Oriente», aggiunge Veyret, secondo cui è molto probabile che l'attuale posizione rialzista sui titoli azionari possa essere mitigata nei prossimi giorni se il conflitto militare tra Israele e Hamas dovesse degenerare in un'altra dimensione con il potenziale coinvolgimento di altre nazioni.
Desta, in effetti, forte preoccupazione il ruolo dell'Iran nella recente escalation delle violenze tra Israele e gli estremisti palestinesi di Hamas, come ha confermato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un'informativa alla Camera sulla situazione in Medio Oriente. Al momento, ha precisato il titolare della Farnesina, si registra un «sostegno per lo più politico, ma i festeggiamenti al Parlamento di Teheran non sono certo un buon segnale».
Con i futures di Wall Street positivi (+0,19% quello sul Dow Jones e +0,19% quello sull’S&P500), i mercati del Vecchio Continente allungano ancora il passo. Francoforte sale dell’1,57%, Parigi dell’1,46%, Londra dell’1,48% e Milano dell’1,62% a 28.129 punti. I prezzi del greggio continuano a stornare dopo la fiammata della vigilia in seguito al conflitto sulla striscia di Gaza. Il Wti arretra dello 0,12% a 86,28 dollari al barile e il Brent dello 0,14% a 88,03 dollari al barile. La Russia ha assicurato che continuerà a impegnarsi per trovare una soluzione al conflitto tra Israele e Palestina, ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Ria Novosti. «Manteniamo i nostri contatti e partecipiamo a tutti" i processi negoziali».
Lo spread Btp/Bund resta in calo a 201,6 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in flessione al 4,82% dopo che il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita dell'Italia per il 2023 e il 2024 rispetto a quanto ipotizzato lo scorso luglio e vede il rapporto debito/Pil ancora oltre il 140% nel 2028. Il Fmi ha stimato una crescita per Roma dello 0,7% sia per quest'anno che per il prossimo da +1,1% e +0,9%, rispettivamente, di luglio.
I mercati azionari europei accelerano al rialzo (+1,65% il Dax, +1,31% il Cac40, +1,45% il Ftse100 e +1,70% a 28.152 punti il Ftse Mib grazie soprattutto ad Amplifon, Bper Banca, Cnh Industrial, DiaSorin, Iveco, Stellantis e Tim) in scia alle posizioni di alcuni membri della Fed sull'andamento dei tassi di interesse: il rialzo degli ultimi mesi ha contribuito a frenare l'economia e a raffreddare le spinte inflazionistiche per cui si riduce il bisogno di un nuovo aumento dei tassi.
Il tutto mentre la Guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha negato un coinvolgimento dell’Iran nell'operazione di sabato scorso lanciata da Hamas contro Israele. «I sostenitori e i funzionari del regime sionista incolpano l’Iran», per l'operazione e «hanno torto», ha detto Ali Khamenei, aggiungendo che «i palestinesi lo hanno fatto da soli. Tuttavia, noi sosteniamo la Palestina e la sua lotta. Salutiamo e onoriamo i palestinesi che lo hanno pianificato. È un errore di calcolo supporre che non siano stati i palestinesi a farlo», ha concluso Khamenei.
Lo spread Btp/Bund cala a 201,2 punti base, mentre l’euro vira al rialzo sul dollaro, vale 1,059 (+0,30%), dopo che ad agosto la produzione industriale è cresciuta ma solo leggermente in Italia in termini congiunturali, recuperando solo in piccola parte il calo del mese precedente, grazie all'andamento positivo dei beni di consumo. Ad agosto l’Istat ha, infatti, stimato che l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,2% rispetto a luglio. Nella media del periodo giugno-agosto il livello della produzione è salito dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.
Le borse europee rimbalzano in avvio di seduta (Dax +0,84%, Cac40 +1,11%, Ftse100 +0,87% e Ftse Mib +1,23% a 28.023 punti) anche se resta alta la tensione in Medio Oriente. Le Forze di Difesa Israeliane hanno ampliato la loro presenza lungo il confine con il Libano, ammassando decine di migliaia di truppe aggiuntive, secondo il portavoce dell'IDF, Jonathan Conricus. «La situazione» al confine con il Libano «è instabile», ha spiegato il portavoce. "Siamo vigili. Abbiamo aggiunto decine di migliaia di truppe aggiuntive lungo il confine - riservisti e unità regolari - in previsione di un attacco di Hezbollah», ha detto Conricus alla CNN.
Dal primo attacco di sabato scorso da parte di Hamas a Israele, le quotazioni internazionali del gas sono aumentate vertiginosamente fino a toccare ieri 43,60 euro a MWh con un +15% in poche ore (oggi, 10 ottobre, segna un +5,8% a 46,52 euro a MWh). Non diversa la situazione dei due greggi di riferimento Wti in quota 88,80 dollari al barile (-1,16% a 85,38 dollari al barile il 10 ottobre) e Brent a 89,50 dollari al barile (-1,10% a 87,18 dollari al barile il 10 ottobre) sulle principali Borse internazionali. Il presidente di FederPetroli Italia - Michele Marsiglia, sottolinea che «sembra un copione già visto, con un pericolo forniture estere annunciato la scorsa settimana in una diretta Rai sulla problematica dei nostri approvvigionamenti in Africa e Medio Oriente. A largo della striscia di Gaza proseguendo lungo le coste nell'offshore israeliano abbiamo un grande giacimento di gas metano chiamato Leviathan che corre fino a nord tra Cipro e il Libano (quest'ultimo a sud sotto controllo di Hezbollah), parliamo di uno dei giacimenti più grandi al mondo nel Mediterraneo. Grande riserva petrolifera già tempo fa occasione di interessi di sviluppo internazionali per la quantità di metano che dispone in produzione nei prossimi decenni. Il giacimento in mare potrebbe stravolgere gli equilibri energetici del Medio Oriente. Leviathan ha autonomia di produzione a Gas metano per oltre 50 anni. L'Italia è a rischio con l'80% di approvvigionamento energetico estero: petrolio e gas. Già evidente il panico sui prezzi internazionali di benzina e gasolio con ricadute sul costo delle Bollette. Attenzione alle parole su Iran e Qatar, salvaguardiamo la sicurezza dei gasdotti e dello Stretto di Hormuz».
Sul listino milanese arretra Eni (-0,23% a 14,93 euro) che, come riporta Mf-Milano Finanza, di recente ha iniziato ad avvicinarsi a Israele. L’accordo di gennaio 2023, che ha rafforzato la cooperazione con QatarEnergy e confermato l’interesse esplorativo nel Mediterraneo orientale, ha portato a una ridistribuzione degli interessi nei blocchi esplorativi 4 e 9, al largo delle coste libanesi: Eni 35%, QatarEnergy 30% e TotalEnergies, in qualità di operatore, il restante 35%.
In rialzo, invece, dell’1,53% a 18,27 euro Stellantis che sta licenziando altri 570 lavoratori in alcuni stabilimenti in Usa a causa dello sciopero dell'Uaw. Restando in casa agnelli/Elkann, sale del 2% a 11,28 euro Cnh Industrial e la Juventus dell’1,86% a 0,263 euro: la società bianconera non tornerà sul mercato obbligazionario per rinnovare il bond da 175 milioni di euro in scadenza a febbraio dell'anno prossimo, come ha detto a Reuters una fonte vicina alla situazione. Tra le banche, Mps rimbalza dell’1,39% a 2,48 euro dopo che l’accelerazione del Tesoro sulla exit ha pesato sull’azione ieri, 9 ottobre, in calo del 6,2%. Uno scivolone, sottolinea Mf-Milano Finanza, arrivato dopo l’annuncio di Via XX Settembre (primo socio al 64% del capitale) che venerdì 6 ottobre ha scoperto le carte sulla privatizzazione della banca guidata da Luigi Lovaglio. Tra le opzioni messe sul tavolo dal socio pubblico c’è un’offerta di vendita ai risparmiatori (si ragiona su una quota compresa tra l’8% e il 15%). La migliore è comunque Tim con un +4,64% a 0,2728 euro. A quanto pare Kkr rispetterà la scadenza del 15 ottobre per la presentazione dell'offerta vincolante da 20-23 miliardi su NetCo, avendo ormai definito anche il pacchetto di finanziamento e senza dover attendere la formalizzazione della partecipazione del Mef all’offerta (per cui mancano ancora i nulla osta da Corte dei Conti e Antitrust nazionale). Infine, tra i titoli minori sale dell’1,93% a 13,2 euro Edilizia Acrobatica il cui cda ha confermato e ampliato all'ad, Anna Marras, tutti i poteri operativi e gestionali per garantire una piena continuità nel percorso di crescita del gruppo dopo la scomparsa del fondatore, Riccardo Iovino.
Borse europee attese rimbalzare (+0,77% il future sull’Eurostoxx50) in scia a Wall Street e a quelle asiatiche dopo che Israele ha imposto un assedio su Gaza, dopo aver richiamato 300.000 riservisti mentre sembra preparare un'operazione di terra in risposta all'attacco senza precedenti da parte di Hamas. La reazione israeliana, ha detto il primo ministro, Benjamin Netanyahu, «cambierà il Medio Oriente».
Questa settimana, le azioni raggiungeranno il primo anniversario del minimo del mercato ribassista del 2022. «Statisticamente, quando le precedenti riprese del mercato hanno raggiunto la soglia di un anno dal minimo ciclico, le azioni, in nessuno di questi casi dal 1974, sono tornate indietro e hanno rivisitato i minimi precedenti», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. «L’inerzia da sola non è ovviamente una grazia salvifica, ma crediamo che gli investitori dovrebbero trovare conforto nel fatto che il pendolo del sentiment di mercato è tornato saldamente in territorio pessimistico e la risposta delle azioni è stata un ritiro piuttosto ordinato e normale dai massimi estivi e non una pesante svendita. Questo non significa che ci aspettiamo che il percorso sia agevole, ma riteniamo che sarebbe necessaria una flessione piuttosto grave dell'economia e degli utili aziendali affinché le azioni ritornino nel profondo del mercato ribassista».
Non vi è chiaramente alcuna garanzia che l’umore degli investitori cambi in modo veloce, ma Tognoli ritiene che questa ondata di volatilità stia creando un’interessante opportunità di acquisto, sia per le azioni che per le obbligazioni. Sarà la combinazione di economia, utili aziendali e tassi di interesse (non il calendario) a determinare la futura performance del mercato. «Ma, per quello che vale, sottolineiamo che ottobre ha un certo talento nel mettere una soglia sui minimi del mercato. Guardando indietro agli ultimi otto minimi del mercato ribassista negli ultimi 50 anni, la metà di essi: 1974, 1990, 2002, 2022 si è verificata in ottobre», conclude Tognoli.
Mentre si teme un allargamento del conflitto in Medio Oriente, l’oro continua a salire: +0,37% a 1.871 dollari l’oncia. Invece, stornano i prezzi del petrolio le cui quotazioni ieri, 9 ottobre, sono schizzate di oltre il 4%, alimentando timori inflativi, come sottolineato anche dal consigliere della Bce, Klaas Knot. Il Wti arretra dello 0,58% a 85,88 dollari al barile e il Brent dello 0,54% a 87,67 dollari al barile. In campo valutario, l’euro resta debole nei confronti del dollaro, scambia a 1,055 (-0,06%).
Sul mercato obbligazionario il rendimento del Btp 10 anni anni cala al 4,834% ma a fronte di uno spread che rimane sopra i 200 punti a quota 206, con gli investitori preoccupati dallo stato dei conti pubblici e più in generale dell'andamento dell'economia italiana. Secondo quanto riferito a Reuters da diverse fonti, Francoforte ritiene che il recente balzo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani - che la scorsa settimana sono saliti sopra il 5% - sia giustificato dalla revisione al rialzo delle stime sul deficit da parte del Governo e che tale segnale di allarme dovrebbe raffreddare il dibattito sulla fine anticipata dei reinvestimenti del Pepp, strumento principe per la banca centrale al momento per il contenimento dei differenziali. Negli Usa, intanto, alti funzionari della Fed hanno segnalato che l'aumento dei tassi dei Treasury (al 4,659% quello del decennale) a lungo termine potrebbe evitare alla banca centrale di dover effettuare ulteriori rialzi dei tassi.
Attenzione, quindi, ai discorsi di alcuni membri della Fed: alle 15:30 è atteso quello di Bostic, alle 19 di Waller e alle 21 di Kashkari. Prima, alle 14 è previsto il discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, e alle 17:15 quello del governatore della banca centrale francese ed esponente della Bce, Francois Villeroy de Galhau. Pochi i dati macro della giornata. Alla 10 la produzione industriale ad agosto in Italia (precedente: -0,7% mese su mese; consenso: -0,2% mese su mese) e alle 14:55 l’indice settimanale Redbook (precedente: +3,5% anno su anno).
Sul listino milanese attenzione a Stellantis che sta licenziando altri 570 lavoratori in alcuni stabilimenti in Usa a causa dello sciopero dell'Uaw. Restando in casa agnelli/Elkann la Juventus non tornerà sul mercato obbligazionario per rinnovare il bond da 175 milioni di euro in scadenza a febbraio dell'anno prossimo, come ha detto a Reuters una fonte vicina alla situazione. Tra le banche, occhio ancora a Mps, con l’accelerazione del Tesoro sulla exit che ha pesato sulle azioni di Mps ieri, 9 ottobre, in calo del 6,2%. Uno scivolone, sottolinea Mf-Milano Finanza, arrivato dopo l’annuncio di Via XX Settembre (primo socio al 64% del capitale) che venerdì 6 ottobre ha scoperto le carte sulla privatizzazione della banca guidata da Luigi Lovaglio. Tra le opzioni messe sul tavolo dal socio pubblico c’è un’offerta di vendita ai risparmiatori (si ragiona su una quota compresa tra l’8% e il 15%). Infine, tra i titoli minori è da monitorare Edilizia Acrobatica il cui cda ha confermato e ampliato all'ad, Anna Marras, tutti i poteri operativi e gestionali per garantire una piena continuità nel percorso di crescita del gruppo dopo la scomparsa del fondatore, Riccardo Iovino.
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