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ESTERNO PALAZZO MEZZANOTTE BORSA ITALIANA PIAZZA AFFARI
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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in rialzo (+0,8%). Sul podio Mediobanca, Fineco e Leonardo. Vendite su Amplifon

08 giugno 2023, 07:23 Ultimo aggiornamento: 18:00

Prosegue in rialzo Wall Street. Sono aumentati oltre le attese i sussidi di disoccupazione negli Usa. L’Eurozona entra ufficialmente in recessione. Ora la Bce sarà più cauta nell’alzare i tassi di interesse. L’euro accelera al rialzo sul dollaro. Lo spread scende a 179 punti | Ftse Mib future: spunti operativi per giovedì 8 giugno | Il calendario macro di oggi | Pirelli, al vaglio i rischi tech. Possibili divieti ai cinesi sulla governance | Unicredit cerca prede in Est Europa. Nel mirino la controllata rumena di Otp Bank. Vale fino a 400 milioni | L’Eurozona entra in recessione tecnica, ora la Bce dovrà essere più cauta sui rialzi dei tassi

Piazza Affari riduce i guadagni, ma riesce a chiudere in rialzo la penultima seduta di settimana. Il Ftse Mib in chiusura segna +0,81% registrando la miglior performance dell’Ue. Salgono dello 0,2% il Dax e il Cac 40, mentre scivola dello 0,3% il Ftse 100. Resta sopra la parità Wall Street dove il Dow Jones segna +0,24%, l’S&P +0,37%, il Nasdaq +0,85%. Dopo i dati macro di giornata l’euro ha accelerato al rialzo sul dollaro. Lo spread scende a 179 punti. 

A Milano bene Mps (+0,74%). Secondo MF, la banca senese starebbe valutando un’ulteriore accelerazione del derisking attraverso la cessione di un portafoglio Npe (costituito prevalentemente da posizioni leasing) di Gross Book Value pari a 400 mln. In salita anche le altre banche: Banco Bpm +0,94%, Bper +0,04%, Intesa Sanpaolo +0,91%, Mediobanca +2,3%, Unicredit +0,95%. In calo invece Amplifon (-0,71%) e Diasorin (-0,59%). Focus infine su Lottomatica (+1,03%) su cui diverse case d'affari hanno avviato la copertura con giudizi positivi: buy da Equita Sim, Banca Akros e Deutsche Bank. Overweight da Barclays e Jp Morgan e outperform da Mediobanca Securities.

Ore 15:45 Wall Street apre fiacca. Piazza Affari sale con le banche

Le borse europee riducono i guadagni dopo l’apertura fiacca di Wall Street (piatto l’S&P, +0,02% il Dow Jones, +0,15% il Nasdaq). La migliore continua ad essere Milano con il Ftse Mib in rialzo dello 0,85%. 

Piazza Affari è sostenuta dalle banche, tutte ben impostate con Mediobanca che corre di oltre il 2,3% e Intesa Sanpaolo dell'1,09%. Mps è in rialzo dello 0,9% sull'ipotesi che la banca sia presto protagonista di operazioni straordinarie, finalizzate alla creazione di un terzo polo bancario. Sono inoltre in evidenza le Cnh (+1,71%) e le Stellantis (+1,82%), quest’ultime anche sulla spinta del buyback da 500 milioni iniziato ieri. Infine resta in rialzo Tim (+1,2%), nell’attesa di eventuali ritocchi delle offerte per Netco da presentare entro domani 9 giugno da parte di Kkr e Cdp/Macquarie.

Ore 14:30 Il Ftse Mib il migliore dell’Ue. I sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti aumentano oltre le attese

Le borse europee proseguono in rialzo (+0,98% il Ftse Mib, +0,24% il Dax, +0,35% il Cac 40). In rosso è solo Londra (-0,1% il Ftse 100). Restano contrastati i future di Wall Street (-0,05% quello sul Dow Jones, +0,03% quello sull’S&P). Sul fronte dei dati macroeconomici, le domande settimanali per i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate oltre le attese di 28mila unità nella settimana terminata il 3 giugno e arrivano a quota 261 mila. Le attese del mercato erano di 235 mila domande. Sul valutario l’euro resta in rialzo sul dollaro a quota 1,0747, mentre il campo obbligazionario lo spread ritorna sopra quota 180 punti. 

Ore 12:30 Indici europei positivi, ma l’Eurozona entra in recessione

Le borse europee si confermano in leggero rialzo, tranne Londra (-0,2%), anche se l'Eurozona è entrata in recessione tecnica nel primo trimestre del 2023. Il Dax sale dello 0,11%, il Cac40 dello 0,28% e il Ftse Mib dello 0,66% a 27.233 punti con Mps e Cnh Industrial che guadagnano oltre due punti percentuali, subito dietro Stellantis e Mediobanca. Pochi i titoli in rosso tra cui Interpump, Prysmian, Recordati e DiaSorin.

L'Eurozona è entrata in recessione tecnica

Il prodotto interno lordo dell'area euro è sceso dello 0,1% nei primi tre mesi dell'anno, secondo la lettura finale di Eurostat, al di sotto del dato preliminare a +0,1% trimestre su trimestre. L’economia dell'Eurozona è cresciuta dell'1% su base annuale, sempre al di sotto della stima preliminare a +1,3% anno su anno. Comes e non bastasse il Pil del quarto trimestre dell'anno scorso è stato rivisto al ribasso da invariato a -0,1% trimestre su trimestre. Ora la Bce sarà più cauta nell’alzare i tassi di interesse. Dopo questo dato, l’euro accelera al rialzo sul dollaro, guadagna lo 0,26% a 1,07253, e lo spread Btp/Bund va sotto 180 a 179 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 4,24%.

Ore 10:40 Il Ftse Mib vira al rialzo con Mps e Cnh, spread a 180

I mercati azionari europei si rafforzano, tranne Londra (-0,19%). Il Dax avanza dello 0,13%, il Cac40 dello 0,25% e il Ftse Mib dello 0,73% a 27.253 punti grazie alla corsa di Mps (+2,4%), Cnh Industrial (+1,67%), Mediobanca (+1,73%) e Stellantis (+1,7%). Avevano aperto per lo più in ribasso, estendendo le perdite registrate alla vigilia alla fine della sessione di trading statunitense in un contesto di calo della propensione al rischio.

In vista maggior volatilità

«È probabile che l'incertezza permanga in vista delle riunioni della Bce e della Fed della prossima settimana», afferma Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades il quale prevede una maggior volatilità, con i dati sul Pil dell'Ue e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti previste nel tardo pomeriggio. «Lo STOXX-50 ha fluttuato verso il suo supporto immediato a 4.2770,0 punti, mentre i guadagni dei titoli energetici sono controbilanciati dalle perdite del settore tecnologico», osserva Veyret. Lo spread Btp/Bund scambia a 180 punti base con le richieste per il Btp Valore che al quarto giorno si attestano a 0,445 miliardi di euro.

Ore 09:05 Indici europei deboli, Morgan Stanley entra nel partito dei pessimisti

I mercati azionari europei sono deboli in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,07%, il Cac40 lo 0,16%, il Ftse100 sale solo dello 0,05% e il Ftse Mib cede lo 0,01% a 27.053 punti. Mercati troppo ottimisti? Secondo il governatore della banca centrale olandese, Klaas Knot, le aspettative di inflazione dei mercati finanziari sembrano eccessivamente ottimistiche, il che aumenta il rischio di nuove tensioni, nel caso in cui la politica monetaria dovesse subire ulteriori strette nel tentativo di domare l’inflazione.

Morgan Stanley nel partito dei pessimisti

«Parole che rafforzano il partito dei pessimisti che ha visto la recente adesione di Morgan Stanley secondo la quale i multipli azionari statunitensi non sono giustificati se pensiamo all’arrivo di una recessione. In particolare, si stima una caduta del 16% nell’utile per azione dell’indice S&P 500 quest’anno, che avrebbe come conseguenza una correzione dell’indice», osserva Fabrizio Barini di Integrae Sim. Dubbi anche sull’azionario europeo che per Morgan Stanley dovrebbe perdere il 10% nel prossimo trimestre. «Rialzo dei tassi e recessione sono le due grandi minacce sul rally azionario e obbligazionario. Per questo sempre grande attenzione ai dati macro in uscita: oggi alle 14:30 le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione attese in aumento sulla rilevazione precedente. Ricordiamo che in Usa l’inflazione è principalmente salariale, per cui si tratta di un dato importante per orientare la politica monetaria della Fed», conclude Barini.

Lo spread Btp/Bund sale a 183 punti base

Lo spread Btp/Bund sale a 183 punti base e il rendimento del Btp 10 anni al 4,29%. È al quarto giorno l'offerta del Btp Valore i cui ordini hanno sfiorato finora i 15 miliardi di euro. Il responsabile per la gestione del debito del Tesoro, Davide Iacovoni, soddisfatto della calorosa accoglienza da parte dei piccoli risparmiatori, ha detto che lo strumento verrà riproposto già nel corso di quest'anno. Stasera, a mercati chiusi, ricorda Reuters, il Tesoro comunica i dettagli dell'asta a medio-lungo in agenda martedì prossimo. Attese le riaperture dei benchmark Btp a tre e sette anni insieme a un titolo extra-lungo, secondo l'ufficio studi Unicredit il trentennale ottobre 2053.

A Milano in evidenza Tenaris, Eni, Cnh, Leonardo e Pirelli

Sul listino milanese salgono Tenaris (+0,98% a 12,93 euro), Leonardo (+0,85% a 10,095 euro), Cnh Industrial (+1,35% a 12,78 euro) e Pirelli che spunta un +0,76% a 4,53 euro. A quanto pare il governo sta preparando restrizioni nei confronti della società cinese Sinochem, primo azionista della società, tra cui limiti alla sua influenza sui ruoli aziendali e poteri di veto per gli investitori italiani. Invece, Eni (+0,61% a 13,16 euro) ha firmato un memorandum di intesa con le autorità libiche su progetti di riduzione emissioni nel Paese, nonché per lo sviluppo delle rinnovabili, l'efficientamento energetico e l'identificazione di ulteriori risorse di gas dai giacimenti esistenti. Anche la società di cavi sottomarini di Tim (-0,52% a 0,2485 euro), Sparkle, ha firmato un memorandum d'intesa con la compagnia statale libica per le telecomunicazioni, Lptic, per la costruzione di una nuova interconnessione sottomarina tra Libia, Italia ed Europa. Rialzo frazionale (+0,25% a 18,52 euro) per Unicredit che ha messo nel mirino l’Est Europa. Come riportato da Mf-Milano Finanza la banca guidata dal ceo, Andrea Orcel, sarebbe in gara per rilevare la controllata rumena di Otp Bank, la principale banca commerciale ungherese. Una preda che vale tra 300 e 400 milioni di euro.

Ore 07:55 Europa attesa in calo, l’euro recupera terreno sul dollaro

Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,33% il future sull’Eurostoxx50) all’indomani della chiusura in calo dello 0,4% dell’S&P500 di Wall Street e i future non fanno intravedere un segno positivo all’apertura (-0,10% quello sul Dow Jone e -0,15% quello sull’S&P500) tra le continue preoccupazioni per l'aumento dei tassi di interesse e il rallentamento della crescita economica globale.

Pil dell’Eurozona finale e sussidi di disoccupazione in Usa sotto la lente

L’euro recupera 1,07147 dollari (+0,16%) in attesa di pochi ma importanti dati macro. Alle 11 il Pil del primo trimestre del 2023 finale dell’Eurozona (preliminare: +0,1% trimestre su trimestre, +1,3% anno su anno; previsione: invariata trimestre su trimestre, +1,2% anno su anno) e alle 14:30 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione degli Stati Uniti (precedente: +2mila richieste a 232mila, stima 238mila contro 232mila della scorsa settimana). Ieri, 7 giugno, la produzione industriale mese su mese di aprile della Germania è risultata più debole delle stime (+0,3% contro +0,6% atteso e -2,1% di marzo). Deboli anche le vendite al dettaglio mese su mese di aprile dell’Italia (+0,2% contro 0,3% attese e zero di marzo).

La banca centrale dell’India conferma i tassi al 6,5%, focus sulla Fed la prossima settimana

La banca centrale dell’India ha confermato i tassi al 6,50%, come previsto dagli economisti. Una decisione presa all'unanimità. I mercati sono in una fase attendista per capire che cosa faranno Fed e Bce nei prossimi meeting, fissati al 14 giugno per la prima (dove verranno fornite anche le proiezioni economiche) e al 15 giugno per la seconda. «Dopo 500 bp di aumenti dei tassi di interesse, la Fed ha ritenuto opportuno segnalare che la politica monetaria sia ora in territorio restrittivo e che potrebbero non essere necessari ulteriori aumenti dei tassi. Poiché la politica monetaria funziona con un ritardo, l'economia Usa comincia ora a sentire l'impatto degli aumenti dei tassi e quindi l'effetto completo non sarà visibile prima della fine dell’anno», sottolinea Antonio Tognoili di Cfo Sim. L'inflazione è ancora ben al di sopra dell'obiettivo e la Fed continua a segnalare che i tagli dei tassi sono improbabili prima del 2024. Tuttavia, aggiunge Tognoli, se l’economia dovesse entrare in recessione, è probabile che l'inflazione diminuisca più rapidamente di quanto atteso, aprendo potenzialmente la porta a tagli dei tassi già a partire da quest'anno. «Scommettendo proprio su questo, i mercati stanno valutando che la prima mossa possa arrivare già a settembre. Non siamo di questo avviso e riteniamo che settembre sia troppo presto. Probabilmente nel quarto trimestre del 2023 potrebbero essere valutati possibili tagli dei tassi di interesse che, se la recessione si presentasse “cattiva” potrebbe anche spingere la Fed a movimenti aggressivi di 50 punti base», prevede l’esperto di Cfo Sim.

Tognoli (Cfo Sim): la Bce seguirà una strategia ibrida

Invece, il motto della Bce sembra essere diventato quello di rallentare ma non fermarsi, a detta di Tognoli. La domanda principale per la Bce è quando potrebbe fermarsi e aspettare che i rialzi dei tassi fatti fino a questo momento facciano il loro lavoro. «Continuare con gli aumenti dei tassi fino a quando l'inflazione effettiva non sarà tornata al 2% non ci sembra certo una strada percorribile. Tuttavia, poiché la Bce sembra aver perso la piena fiducia nelle proprie previsioni macroeconomiche, gli sviluppi effettivi dell'inflazione stanno giocando un ruolo più importante rispetto al passato. È una situazione sicuramente non semplice poiché il rischio che qualcosa nell'economia si rompa aumenta ogni volta la possibilità che i tassi salgano. Quindi, è probabile che la Bce segua una strategia ibrida per tenere sotto controllo gli sviluppi dell'inflazione a lungo termine, in attesa che soprattutto quella core scenda in modo strutturale. Per raggiungere questo obiettivo, riteniamo probabile che aumenti i tassi di interesse almeno ancora una volta prima di entrare nel mood wait and see. Chiaramente questo in assenza di perturbazioni esterne che possano mettere a rischio la stabilità finanziaria dell’intera Unione Europea. Il quadro generale è quindi che le decisioni delle due principali banche centrali indichino una divergenza a breve termine: la Fed, prosegue Tognoli, è in attesa e la Bce sta ancora alzando i tassi. Nel breve periodo questo potrebbe generare occasioni di investimento interessanti. «Ma gli investitori non dovrebbero aspettarsi che questi percorsi restino diversi per molto tempo. Siamo convinti infatti», conclude Tognoli, «che entro la fine dell'estate entrambe le banche centrali saranno in attesa. Quindi l'attenzione si concentrerà probabilmente su quando inizieranno i tagli dei tassi».

Tra le materie prime, il prezzo del petrolio Wti si limita a un +0,07% a 72,58 dollari al barile e quello del Brent a un +0,03% a 76,97 dollari al barile. Invece, l’oro punta di nuovo alla soglia di 2.000 dollari l’oncia, segna un +0,19% a 1.962 dollari l’oncia.

A Milano occhio a Pirelli, Eni, Unicredit e Tim

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Sul listino milanese da monitorare ancora Pirelli perché il governo sta preparando restrizioni nei confronti della società cinese Sinochem, primo azionista della società, tra cui limiti alla sua influenza sui ruoli aziendali e poteri di veto per gli investitori italiani. Invece, Eni ha firmato un memorandum di intesa con le autorità libiche su progetti di riduzione emissioni nel Paese, nonché per lo sviluppo delle rinnovabili, l'efficientamento energetico e l'identificazione di ulteriori risorse di gas dai giacimenti esistenti. Anche la società di cavi sottomarini di Tim, Sparkle, ha firmato un memorandum d'intesa con la compagnia statale libica per le telecomunicazioni, Lptic, per la costruzione di una nuova interconnessione sottomarina tra Libia, Italia ed Europa. Mentre Unicredit ha messo nel mirino l’Est Europa. Come riportato da Mf-Milano Finanza la banca guidata dal ceo, Andrea Orcel, sarebbe in gara per rilevare la controllata rumena di Otp Bank, la principale banca commerciale ungherese. Una preda che vale tra 300 e 400 milioni di euro. (riproduzione riservata)



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