Il Ftse Mib chiude a 33.829 punti, in rialzo dell’1%. La migliore performance è di Banca Popolare di Sondrio (+7%), seguita da Saipem (+2.8%) e Prysmian (+2,1%). In coda al listino Nexi (-3,8%), Italgas (-1,6%) e Azimut (-1,6%). Spread in calo a 119 punti.
Wall Street apre debole dopo i nuovi massimi toccati lunedì 2 dicembre. Alle 15:30 di martedì 3 il Dow Jones cede lo 0,06%, l’S&P 500 lo 0,02% mentre il Nasdaq è stabile. Sul fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nella settimana al 23 novembre sono salite del 7,4% a livello annuale secondo il Redbook Research Index. Le vendite erano cresciute del 4,9% annuale nella settimana precedente.
Dopo l’avvio dei mercati americani, il Ftse Mib si mantiene in rialzo e tratta intorno ai 33.800 punti (+0,9%). La migliore è sempre la Popolare di Sondrio (+5,7%), seguita da Unicredit (+2%). Rimbalza Stellantis (+1,8%) dopo il tonfo del -6% di lunedì. Chiudono il listino Nexi (-2,7%), Stm (-1,7%) e Italgas (-1,4%).
Prosegue positiva la seduta delle borse europee con Milano la migliore (+1,28% alle 14:35) grazie al rally delle banche, in particolare della Popolare di Sondrio (+5,5%, Jefferies ha alzato il target price da 6,60 a 8 euro, rating hold, eps da 1,01 a 1,25 euro), e al recupero di Stellantis (+2,42%).
Mentre i prezzi del greggio salgono: Wti +1,54% a 69,19 dollari al barile e Brent +1,49% a 72,90 dollari al barile. In Medio Oriente il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti tra Israele e il gruppo militante Hezbollah è fallito poiché alcuni attacchi hanno ucciso nove persone nel sud del Libano. «Gli operatori sono concentrati sulla riunione dell'Opec+ che si terrà questa settimana, dove si prevede un'estensione dei tagli alla produzione fino ad aprile. Tuttavia, al di là di questi tagli volontari alla produzione, i fattori rialzisti restano limitati. D'altra parte, i venti contrari includono la domanda globale fiacca, la debole crescita economica in Cina - il più grande importatore di petrolio al mondo - e il miglioramento delle prospettive di pace in Medio Oriente, che stanno attenuando i timori di un potenziale shock dell'offerta. In questo contesto, è probabile che i prezzi si mantengano in prossimità dei livelli attuali, con la possibilità di ulteriori ribassi date le prospettive ribassiste», prevede Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades.
Anche il prezzo dell’oro sale dello 0,30% a 2.666 dollari l’oncia perché l’aspettativa di un taglio dei tassi d'interesse negli Stati Uniti a dicembre pesa sul dollaro e sui rendimenti dei Treasury, in attesa di dati economici che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla traiettoria della politica monetaria della Fed. «Diversi fattori stanno influenzando l'andamento del prezzo dell'oro, tra cui le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre, il rendimento del Treasury a 10 anni che oscilla vicino al livello più basso da ottobre e una domanda sostenuta di beni rifugio», spiega Riccardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. I mercati stanno scontando una probabilità del 73% di un taglio dei tassi di 25 punti base nella riunione del 17-18 dicembre, rispetto al 66% di prima che il governatore della Fed Christopher Waller lunedì manifestasse il suo sostegno a un taglio questo mese, citando il fatto che l'inflazione è ancora prevista in calo al 2%. Ubs si attende un taglio della Fed di 25 punti base a dicembre, seguito da un ulteriore allentamento di 100 punti base entro il 2025. «Prevedo che il prezzo dell'oro si muova in un intervallo relativamente ristretto, con una resistenza a 2.650 e un supporto a 2.620 dollari», stima Evangelista.
I mercati azionari del Vecchio Continente restano positivi al giro di boa. Francoforte guadagna lo 0,16%, Parigi lo 0,34%, Londra lo 0,78% e Milano l’1,19% a 33.880 punti alle 13:05 (Stellantis continua a recuperare terreno: +2,47%), nonostante i futures statunitensi piatti. A sostenere l’Europa i titoli bancari con l'indice europeo Stoxx 600 ai massimi da quasi un mese, mentre gli investitori tengono d'occhio le tensioni politiche in Francia (spread Oat/Bund in calo a 84 punti base e spread Btp/Bund a 119,13 punti base), con la possibilità di una caduta del governo. Tra l’altro, Reuters ha segnalato che la compagnia di viaggi britannica Carnival e Banca Generali (+1,51%) sono tra le nove società che verranno aggiunte allo Stoxx 600 nell'ambito della revisione trimestrale dell'indice, mentre Volvo Car e Hugo Boss sono tra le nove che usciranno. Sparebank, Bridgepoint, Playtech, TP Icap, Redcare Pharmacy, Vopak e VZ Holding sono le altre sette aggiunte. Mentre Ipsos, Aixtron, Hays, Oci, Worldline, Wacker Chemie e Ses saranno rimosse dall'indice. I cambiamenti saranno effettivi a partire dal 23 dicembre.
Le borse europee si rafforzano in territorio positivo, anche Milano con l’indice Ftse Mib in rialzo dell’1,34% a 33.931 punti grazie soprattutto alle banche (Pop di Sondrio sospesa con un +4,8%), Unipol, Moncler e Interpump. Prosegue, inoltre, il recupero di Stellantis (+1,77%). L’euro perde lo 0,40% a 1,052 dollari e lo spread Btp/Bund scende a quota 120,3 punti base. Piero Cipollone, componente del comitato esecutivo della Bce, ha avvertito che i dazi sulle importazioni che l'amministrazione del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrebbe attuare potrebbero ridurre la crescita economica e l'inflazione nei 20 Paesi della zona euro. Alcuni, spiega Reuters, sostengono che le barriere commerciali statunitensi faranno salire il valore del dollaro, rendendo più costose le importazioni dei prodotti principali, mentre le probabili ritorsioni da parte dell'Europa faranno aumentare i costi. «Tutto questo insieme mi fa pensare che avremo una riduzione della crescita ma anche una riduzione dell'inflazione», ha detto Cipollone.
Borse europee in rialzo in avvio di seduta. Il Dax segna un +0,31%, il Cac40 un +0,26%, il Ftse100 un +0,31% e il Ftse Mib un +0,44% a 33.630 punti. L'euro scende dello 0,65% a 1,050 dollari e lo spread Oat/Bund resta a ridosso dei massimi della vigilia a 87 punti base (a 122 punti base quello Italia/Germania), dopo le notizie provenienti dalla Francia, relative ai contrasti tra governo e opposizione riguardanti la fiducia sul bilancio. «Il Paese è a un punto di svolta», ha detto il ministro delle Finanze, Antoine Armand, a France 2 Tv, aggiungendo che i politici hanno la responsabilità di «non far precipitare il Paese nell'incertezza».
Il primo ministro, Michel Barnier, che si prepara ad affrontare mozioni di sfiducia, questa sera dovrebbe parlare in tv. «Ciò ha accresciuto le preoccupazioni sulla stabilità dell'Eurozona. Il partito di estrema destra francese ha minacciato di rovesciare il fragile governo del primo ministro Barnier con un voto di sfiducia, intensificando lo stallo sulla finanziaria», sottolinea Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.
Nel frattempo, i commenti accomodanti del funzionario della Bce, Martins Kazaks, hanno alimentato le speculazioni relativamente a ulteriori tagli dei tassi, con i mercati che credono in una riduzione di 50 punti base a dicembre, sebbene un taglio di 25 punti base resti più probabile. La debole crescita dell'Eurozona, il rallentamento dell'inflazione dei servizi e i timori dei dazi doganali firmati Trump, hanno contribuito ad aumentare la pressione sull'euro, culminando in un calo del 3% a novembre, la peggiore performance mensile da oltre un anno. «La parità con il dollaro sta diventando una preoccupazione crescente tra gli investitori e una possibilità più che concreta. Anche le altre valute hanno ceduto contro la divisa Usa per effetto della correlazione dollaro centrica, mentre sul cambio dollaro/yen va detto che il pericolo di rialzo dei tassi della BoJ ha messo pressione al dollaro unitamente ai timori di un ritorno del risk off», precisa Berlinzani.
Sul listino milanese Stellantis recupera lo 0,73% e sale a quota 11,832 euro. Il processo di nomina del nuovo ceo, dopo le dimissioni a sorpresa di Carlos Tavares, è in fase avanzata e si concluderà entro la prima metà del 2025. Il cda starebbe valutando Maxime Picat, chief Purchasing e Supplier Quality officer, e Antonio Filosa, Chief Operating Officer North America come candidati interni per il ruolo di ceo.
Il governo italiano vuole tutelare i posti di lavoro e l'indotto nelle trattative con Stellantis e spera che l’incontro programmato con l'azienda il 17 dicembre possa essere risolutivo, ha dichiarato lunedì la premier, Giorgia Meloni.
Intanto le immatricolazioni di auto in Italia a novembre sono state pari a 124.251 unità, con un calo del 10,82% sullo stesso mese del 2023. Il gruppo Stellantis ha registrato un calo del 24,87% con una quota di mercato del 24,86% rispetto al 25,15% di ottobre.
Sempre il governo italiano ha gli strumenti per intervenire se l'offerta di acquisizione di Unicredit (+0,26% a 36,9 euro) per Banco Bpm (+0,22% a 7,18 euro) fosse contraria all'interesse nazionale, ha dichiarato lunedì Giorgia Meloni.
Fitch Ratings ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating e il Senior Preferred rating di Unicredit a BBB+ con un outlook positivo, dopo l’ops su Banco Bpm. Invece, Jefferies ha alzato il target price di Unicredit da 47 a 49 euro (rating buy), del Banco da 7 a 7,30 euro (rating hold), di Bper Banca (+0,31% a 5,77 euro) da 7 a 7,30 euro (rating buy), della Banca Popolare di Sondrio (+0,56% a 7,225 euro) da 6,60 a 8 euro (rating hold). Per quanto riguarda, invece, il Credem (+0,20% a 10,16 euro) Jefferies ha tagliato il rating da buy a hold e il target price da 11,90 a 11,50 euro. Downgrade anche per Azimut (-1,55% a 23,54 euro) ma da parte di Deutsche Bank: ha ridotto la raccomandazione da buy a hold.
Invece, nel settore delle utilities spicca con un +1,74% a 6,95 euro Enel (Bernstein ha alzato il target price da 7,7 a 8,10 euro) e nel lusso Moncler (+1,50% a 47,3 euro) e Ferragamo (+5,77% a 6,05 euro). La società ha previsto un probabile impairment test negativo nel bilancio consolidato 2024 e ritiene che potrebbero essere effettuate svalutazioni di specifici singoli asset che cumulativamente portano a una svalutazione complessiva allo stato quantificabile in un range compreso indicativamente tra 70 e 90 milioni di euro. Infine, si ricorda che oggi, 3 dicembre, termina la negoziazione dei diritti dell’aumento di capitale di Landi Renzo (+1,45% a 1,96 euro).
Borse europee attese in rialzo (+0,33% il future sull’Eurostoxx50) nonostante i futures statunitensi poco mossi. Gli operatori osservano attentamente gli sviluppi nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, mentre il presidente statunitense entrante, Donald Trump, ha precedentemente promesso di imporre ulteriori dazi sui beni cinesi. Nel fine settimana, il Tycoon ha anche minacciato di imporre sanzioni al gruppo di nazioni Brics. Risalgono, invece, a ieri, 2 dicembre, le ultime restrizioni all'export di Washington, che mirano a tagliare l'accesso della Cina a chip avanzati e attrezzature fondamentali per l'AI, colpendo 140 aziende cinesi. Queste restrizioni, che dovrebbero avvantaggiare i produttori globali di semiconduttori al di fuori della Cina, includono divieti di esportazione per aziende cinesi di apparecchiature per semiconduttori come Naura Technology Group e Piotech. Gli Stati Uniti si preparano, inoltre, a imporre ulteriori restrizioni a Semiconductor Manufacturing International Corp, già inclusa nella Entity List statunitense.
I mercati guardano con preoccupazione anche all'aggravarsi della situazione politica francese. Nel pieno dell'approvazione della finanziaria, tanto l'estrema destra che l'estrema sinistra francese si sono, infatti, dette pronte a votare la sfiducia contro l’esecutivo di minoranza, nato appena due mesi fa, guidato da Michel Barnier il quale ha invocato l’articolo 49.3 della Costituzione per far approvare senza voto del Parlamento il disegno di legge allegato al bilancio sul finanziamento della Sécurité sociale, l’insieme degli istituti dello Stato sociale francese, esponendosi a una mozione di censura che può far cadere il suo governo. Il voto è atteso tra domani e venerdì. Un crollo del governo a Parigi provocherebbe ulteriore instabilità nel cuore dell'Europa, mentre anche la Germania si appresta a nuove elezioni. I parlamentari del Rassemblement National e della sinistra insieme hanno abbastanza voti per rovesciare Barnier.
Nessun dato importante per i mercati in uscita oggi, 3 dicembre. L’unico alle 14:55 è l’indice settimanale Redbook (precedente: +4,9% anno su anno). Mentre alle 09 è atteso il discorso di Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, alle 18:35 quello di Adriana Kugler, che fa parte del Board of Governors della Federal Reserve, e alle 21:45 quello di Austan Goolsbee, presidente della Fed di Chicago. Il governatore Christopher Waller, le cui opinioni spesso anticipano le decisioni di politica monetaria statunitense, ha dichiarato di essere incline a sostenere un altro taglio dei tassi di interesse questo mese, ma il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha affermato che la banca centrale deve ancora valutare i dati sull'occupazione in arrivo. «Pubblicato il 2 dicembre, il Pmi manifatturiero dell’Europa di novembre, pari a 45,2 punti, è risultato in linea con le attese, ma comunque in flessione rispetto ai 46 punti di ottobre, a conferma delle difficoltà che incontra la manifattura europea, fra tutte quella tedesca, a riprendersi», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim.
Decisamente meglio delle attese il Pmi manifatturiero degli Stati Uniti di novembre, pari a 49,7 punti (48,8 atteso e 48,5 di ottobre), ormai a un passo dal riportarsi in territorio che indica ripresa (50 punti). Flessione a novembre per l’Ism (indice dei prezzi del settore manifatturiero) a 50,3 punti (56 atteso e 54,8). Letti congiuntamente, «significa che la ripresa dell’attività manifatturiera (segnalata dal Pmi), secondo le 400 aziende intervistate, sta avvenendo con prezzi alla produzione tendenzialmente attesi in flessione (segnalati dell’Ism). E questa non può che essere una buona notizia per la Fed. Prelude infatti ad una disinflazione, fatti salvi i profitti delle imprese», spiega Tognoli.
I prezzi dell’oro (+0,47% a 2.670 dollari l’oncia) e del petrolio salgono (Wti +0,35% a 68,34 dollari al barile e Brent +0,40% a 72,12 dollari al barile) mentre in Medio Oriente la tregua mediata dagli Stati Uniti tra Israele e il gruppo militante Hezbollah continua a vacillare. Inoltre, i trader attendono l'esito della riunione dell'Opec+ prevista per questa settimana. Fonti del gruppo di produttori hanno riferito che, nella riunione del 5 dicembre, sarà esteso l'ultimo round di tagli alla produzione fino alla fine del primo trimestre del 2025. L'Opec+, che comprende l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e alleati come la Russia, ha in programma di eliminare gradualmente i tagli alla produzione entro il primo trimestre del 2025. Tuttavia, le prospettive di un surplus di offerta stanno mettendo pressione ai prezzi. Il gruppo rappresenta circa la metà della produzione petrolifera mondiale. «Non credo ci siano altre opzioni se non rinviare i tagli», prevede Priyanka Sachdeva, analista senior di Phillip Nova, aggiungendo che il rinvio potrebbe essere di appena un mese, vista la forte pressione da parte dei paesi partecipanti per aumentare la produzione. In un contesto privo di catalizzatori rialzisti e con una domanda fiacca, Sachdeva si aspetta che i prezzi del petrolio rimangano in un range ristretto con un trend al ribasso. D’altra parte, le prospettive a livello di consumi restano deboli, con la domanda di petrolio della Cina che, secondo gli analisti, potrebbe raggiungere il picco già il prossimo anno, aggravando ulteriormente il divario tra domanda e offerta.
Sul listino milanese attenzione a Stellantis. Il processo di nomina del nuovo ceo, dopo le dimissioni a sorpresa di Carlos Tavares, è in fase avanzata e si concluderà entro la prima metà del 2025. Il cda starebbe valutando Maxime Picat, chief Purchasing e Supplier Quality officer, e Antonio Filosa, Chief Operating Officer North America come candidati interni per il ruolo di ceo.
Il governo italiano vuole tutelare i posti di lavoro e l'indotto nelle trattative con Stellantis e spera che l’incontro programmato con l'azienda il 17 dicembre possa essere risolutivo, ha dichiarato lunedì la premier, Giorgia Meloni.
Intanto le immatricolazioni di auto in Italia a novembre sono state pari a 124.251 unità, con un calo del 10,82% sullo stesso mese del 2023. Il gruppo Stellantis ha registrato un calo del 24,87% con una quota di mercato del 24,86% rispetto al 25,15% di ottobre.
Sempre il governo italiano ha gli strumenti per intervenire se l'offerta di acquisizione di Unicredit per Banco Bpm fosse contraria all'interesse nazionale, ha dichiarato lunedì Giorgia Meloni.
Fitch Ratings ha confermato il Long-Term Issuer Default Rating e il Senior Preferred rating di Unicredit a BBB+ con un outlook positivo, dopo l’ops su Banco Bpm. Invece, Jefferies ha alzato il target price di Unicredit da 47 a 49 euro (rating buy), del Banco da 7 a 7,30 euro (rating hold), di Bper Banca da 7 a 7,30 euro (rating buy), della Banca Popolare di Sondrio da 6,60 a 8 euro (rating hold). Per quanto riguarda, invece, il Credem Jefferies ha tagliato il rating da buy a hold e il target price da 11,90 a 11,50 euro. Downgrade anche per Azimut ma da parte di Deutsche Bank: ha ridotto la raccomandazione da buy a hold.
Invece, nel settore del lusso Ferragamo prevede un probabile impairment test negativo nel bilancio consolidato 2024 e ritiene che potrebbero essere effettuate svalutazioni di specifici singoli asset che cumulativamente portano a una svalutazione complessiva allo stato quantificabile in un range compreso indicativamente tra 70 e 90 milioni di euro. Infine, si ricorda che oggi, 3 dicembre, termina la negoziazione dei diritti dell’aumento di capitale di Landi Renzo. (riproduzione riservata)