Piazza Affari chiude in rosso in una giornata di vendite in tutta Europa, con il Ftse Mib che a fine giornata cede lo 0,64%.
Sul fronte macro da segnalare che l'inflazione complessiva nella zona euro è tornata a salire al 2% a ottobre, secondo quanto riporta l'agenzia statistica dell'Unione Europea. A settembre l'inflazione si era attestata all'1,7% L'inflazione core, che esclude i prezzi più volatili di energia, cibo, alcol e tabacco, ha raggiunto il 2,7%, in linea con il consenso e in linea con il mese precedente.
Negli Usa, infine, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a quota 216.000 unità, in calo di 12.000 rispetto al dato della settimana precedente. L'indice Napm di Chicago, basato su un'indagine condotta sui direttori d'acquisto del settore manifatturiero, nel mese di ottobre è sceso a 41,6 punti dai 46,6 di settembre, deludendo il consenso degli economisti a 47,3 punti.
A Milano volatile Stellantis (+2,93%) che ha registrato ricavi netti per 33 miliardi di euro nel terzo trimestre, con un calo del 27% su base annua, accusando il colpo di minori consegne e un mix sfavorevole, oltre all'impatto dei prezzi e dei cambi. Nel dettaglio, le consegne consolidate del periodo sono diminuite di 279 mila unità a 1,148 milioni, segnando una contrazione del 20% annuo.
In ascesa pure Tenaris (+0,9%) e Saipem (+0,78%) mentre ha perso ancora terreno ancora Campari (-2,34%) dopo il tonfo di ieri in scia a conti inferiori alle attese. Poco sotto la parità Intesa Sanpaolo (-0,19%) che nei primi nove mesi dell'anno ha registrato un utile netto a quota 7,167 mld (6,122 mld nello stesso periodo di un anno fa).
Giornata di conti anche per Stm (-2,82%) che ha chiuso il terzo trimestre con ricavi a 3,25 miliardi di dollari, in calo del 26,6% a/a e in progresso dello 0,6% t/t. Il margine lordo è sceso di 980 punti base anno su anno al 37,8% (40,1% nel secondo trimestre), il margine operativo è ammontato all'11,7% (11,6% nel secondo trimestre, 28% nel terzo trimestre 2023). L'utile netto ammonta a 351 milioni di dollari (-0,6% t/t, -67,8% a/a) o 0,37 dollari per azione dopo la diluizione. Focus pure su Prysmian (-0,83%) che ha archiviato i primi nove mesi del 2024 con un utile netto di gruppo di 619 milioni di euro, in aumento del 7,7% rispetto ai 575 mln euro riportati nell'analogo periodo dello scorso anno.