Il listino milanese resta sopra la parità in chiusura (Ftse Mib +0,17% a 26.596 punti), mentre virano al ribasso le altre principali piazze europee (-0,91% Francoforte, -0,14% Londra e -0,58% Parigi). Oltreoceano anche il Dow Jones segna un calo dello 0,30%, l'S&P dello 0,29% e il Nasdaq dell'1,73%, con gli occhi degli investitori puntati sulla riunione di due giorni della Federal Reserve, che dovrebbe decidere per un rallentamento più rapido del suo programma di acquisto di obbligazioni.
Sul fronte dei dati macro, i prezzi alla produzione della zona euro hanno deluso le attese e quelli per la domanda finale negli Usa sono cresciuti dello 0,8% a livello mensile a novembre, più di quanto previsto dal consenso degli economisti che li vedeva a +0,6% sul mese.
I prezzi del greggio trattano a ribasso con il Wti che vale 70 dollari al barile e il Brent 73 dollari. La continua impennata dei casi di coronavirus rallenta la ripresa della domanda globale, e l'Agenzia internazionale per l'energia (Aie) ha tagliato le stime di crescita della domanda di petrolio per quest'anno e per il prossimo. Restando sulle materie prime, anche l'oro è in calo (-0,25%) e tratta a 1.775 dollari l'oncia, mentre sul valutario il biglietto verde si rafforza sull'euro che perde lo 0,07% a 1,12. Nel mercato obbligazionario, infine, il rendimento del Btp decennale è al momento in rialzo allo 0,925%, mentre lo spread Btp/Bund è a 130 punti. (riproduzione riservata)